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1925

Come si viveva negli anni '20 in Italia: 24 ore nel 1925

Pubblicato il Durata 7:57 12 fonti

Come si viveva negli anni '20 in Italia?

Nell'Italia degli anni Venti la maggior parte delle persone viveva in campagna, la speranza di vita era di circa 50 anni e nel 1921 il 31% degli italiani dai sei anni in su era analfabeta. In città si abitava spesso in case di ringhiera con il bagno in comune, ci si spostava in tram o in bicicletta e un'auto costava circa due anni di stipendio.

Come si viveva negli anni '20 in Italia, vita quotidiana nel 1925: documentario in italiano sull'Italia di cento anni fa.

Apri gli occhi a Milano nel 1925, in una casa di ringhiera con il bagno in comune sul ballatoio e l'acqua alla fontanella. Vivi una giornata intera nell'Italia degli anni Venti: il tram e le biciclette, la Fiat 509 comprata a rate, il pranzo nella gamella, le donne in fabbrica, la prima radio, il cinema muto con il pianista in sala, gli emigranti al porto di Genova, il silenzio della dittatura che inizia, la domenica del Giro d'Italia e del charleston.

Con i numeri veri: nel 1921 più di un italiano su tre non sapeva leggere né scrivere e la speranza di vita era di circa cinquant'anni.

In breve: i fatti da sapere

I capitoli del video

  1. 0:00Ti svegli nel 1925
  2. 0:52Chi sono gli italiani
  3. 1:30Le cicatrici
  4. 1:50La città che corre
  5. 2:33A tavola
  6. 3:04Le donne
  7. 3:34La voce nell'aria
  8. 4:11Il cinema muto
  9. 4:46Chi parte
  10. 5:25Il silenzio
  11. 6:01La domenica
  12. 6:31Il futuro nel cielo
  13. 6:51Quello che resta

Quanti italiani sapevano leggere e scrivere negli anni '20?

Secondo l'Enciclopedia Treccani, al censimento del 1921 gli analfabeti dai sei anni in su erano il 31%: quasi un italiano su tre. Era un grande progresso rispetto al 74,7% del primo censimento del Regno (1861) e al 48,5% del 1901, e nel 1927 una stima del Ministero dell'istruzione scendeva al 25%.

Il dato nazionale nascondeva però un divario enorme tra Nord e Sud:

  • Venezia Tridentina 2%, Piemonte 7%, Lombardia 9%, Liguria 10%;
  • Calabria 53%, Basilicata 52%, Puglia, Sicilia e Sardegna 49%.

Per ridurlo, la legge Corbino del 28 agosto 1921 creò l'Opera contro l'analfabetismo, che affidava l'istruzione degli adulti ad associazioni culturali incaricate regione per regione, soprattutto nel Mezzogiorno. Chi non sapeva leggere dipendeva dagli altri per un giornale, una lettera dall'America o le didascalie dei film muti.

Anche la salute era fragile: la speranza di vita alla nascita era di circa 50 anni, soprattutto perché molti bambini morivano nei primi anni di vita.

Quanto costava un'auto negli anni '20?

L'automobile era un lusso. La Fiat 509, presentata al Salone di Parigi nell'ottobre 1924 e poi in grande stile alla Fiera Campionaria di Milano nell'aprile 1925, costava 18.500 lire nella versione berlina.

La vera novità era il modo di pagarla. La SAVA, una società di vendita rateale, cedeva le vetture a prezzo di listino con un anticipo di 5.000 lire alla consegna e 24 rate mensili, per un totale di circa 19.000 lire. Fu la prima auto italiana comprata a rate su larga scala.

La 509 aveva un motore di 990 cm³ e raggiungeva i 78 km/h. Fu la prima Fiat prodotta in oltre 90.000 esemplari. Nel 1928 i prezzi della gamma andavano da 14.500 lire per la spider a 19.500 per la berlina Weymann.

Per la maggior parte delle famiglie, però, i mezzi restavano il tram, la bicicletta e le gambe. Per strada le poche automobili convivevano con carretti e cavalli.

Quando arrivò la radio in Italia?

Il 6 ottobre 1924, alle nove di sera, l'Unione Radiofonica Italiana (URI) iniziò le trasmissioni regolari dalla stazione di Roma. La prima voce fu quella della musicista Ines Viviani Donarelli, che salutò gli ascoltatori. Nel 1927 all'URI subentrò l'EIAR, che ebbe il monopolio delle trasmissioni fino al 1944.

Nei primi anni la radio era un oggetto costoso e raro. Gli apparecchi erano cassette di legno con le valvole spesso a vista, un'antenna esterna e un altoparlante a tromba, simile a quella dei grammofoni, a volte a «collo di cigno». Lo Science Museum di Londra conserva un altoparlante a tromba in legno del 1925 prodotto dalla Amplion.

Durante gli anni Venti l'altoparlante a cono sostituì progressivamente la tromba. Per questo la scena descritta nel video, con i vicini radunati davanti alla finestra di chi possedeva una radio, è plausibile: ascoltare era spesso un'esperienza collettiva.

Le donne potevano votare negli anni '20?

No, salvo una parentesi rimasta sulla carta. La legge 22 novembre 1925, n. 2125 intitolata «Ammissione delle donne all'elettorato amministrativo», aprì alle donne il voto, cioè per i comuni e le province. Pochi mesi dopo, però, le riforme del 1926 sostituirono i sindaci e i consigli eletti con i podestà nominati dal governo: le elezioni comunali scomparvero e la legge non fu mai applicata.

Il diritto di voto arrivò solo dopo la caduta del fascismo:

  • il 1 febbraio 1945 un decreto concesse il voto alle donne con almeno 21 anni;
  • il 10 marzo 1946 le italiane votarono per la prima volta, alle elezioni amministrative in 5.722 comuni; circa duemila donne furono elette nei consigli comunali;
  • il 2 giugno 1946 votarono al referendum su Repubblica e Monarchia e per l'Assemblea Costituente.

Negli anni Venti, intanto, molte donne lavoravano nelle manifatture, alle macchine da cucire o come sigaraie, spesso fin da bambine, e a casa le aspettava un secondo lavoro.

Perché nel 1925 tanti italiani emigravano?

Per decenni milioni di italiani erano partiti per le Americhe. Negli anni Venti la strada verso gli Stati Uniti si restrinse quasi del tutto. L'Immigration Act, approvato dalla Camera il 12 aprile 1924 e firmato a fine maggio, fissò un tetto di 150.000 ingressi annui con quote nazionali pari al 2% delle persone di ogni nazionalità residenti negli USA nel censimento del 1890: un anno scelto proprio perché precedente alle grandi ondate di immigrati slavi e italiani.

Gli emigranti si rivolsero allora all'Argentina, al Brasile e alla Francia. Dal porto di Genova partivano i piroscafi transatlantici; oggi il terzo piano del Galata Museo del Mare ospita la sezione MEM - Memoria e Migrazioni, con la ricostruzione degli ambienti di bordo e oggetti come bauli, lettere e passaporti.

Sulle famiglie pesavano ancora le ferite recenti: la Grande Guerra, finita nel novembre 1918, e la «spagnola», che secondo le stime uccise in Italia tra 375.000 e 600.000 persone. Le cifre sono incerte perché l'obbligo di denuncia arrivò solo nel 1919 e molte morti furono registrate come polmoniti.

Cronologia

  1. L'influenza spagnola uccide in Italia tra 375.000 e 600.000 persone, secondo le stime.
  2. Censimento: gli analfabeti dai sei anni in su sono il 31%.
  3. Negli Stati Uniti viene firmato l'Immigration Act, che riduce drasticamente gli ingressi dall'Italia.
  4. L'Unione Radiofonica Italiana inizia le trasmissioni regolari da Roma.
  5. La Fiat 509 viene presentata al Salone di Parigi; ad aprile 1925 arriva alla Fiera Campionaria di Milano.
  6. Discorso di Mussolini alla Camera sul delitto Matteotti: inizia la dittatura.
  7. Alfredo Binda, 22 anni, vince il suo primo Giro d'Italia.
  8. Legge sul voto amministrativo per alcune donne, mai applicata per l'arrivo dei podestà.
  9. Il dirigibile Norge di Umberto Nobile sorvola il Polo Nord.
  10. Esce La canzone dell'amore, il primo film sonoro italiano.

Le vostre memorie

Sotto il video molti spettatori hanno raccontato quello che hanno vissuto o sentito in famiglia. Ne riportiamo alcuni, con le loro parole.

mio nonno era tornato dalla grande guerra e iniziava lavorare come palombaro nel mentre mia nonna partoriva 10 figli, io se fossi nato in quell'epoca suppongo, così come ho fatto in questa epoca, sarei andato via per vedere altri luoghi del mondo.
Commento su YouTube · il nonno palombaro dopo la Grande Guerra

Hai un ricordo da condividere? Scrivilo nei commenti del video: i più significativi finiscono qui.

Cosa ci hanno fatto notare gli spettatori

Le ricostruzioni con l'IA possono sbagliare dettagli d'epoca. Queste sono le segnalazioni ricevute e cosa abbiamo verificato.

Il tram con il pantografo

La segnalazione: Uno spettatore nota che il tram all'inizio del video ha un pantografo moderno, mentre all'epoca i tram milanesi prendevano corrente con una lunga asta, chiamata familiarmente perteghetta.

La verifica: Confermato: i tram urbani di Milano usavano l'asta di presa (trolley) e la conversione al pantografo iniziò solo nell'agosto 1972, per concludersi nel 1979. Nel 1925 un tram con pantografo è un anacronismo.

Le antenne televisive sul tetto

La segnalazione: Nella scena del capitolo Il silenzio, sul tetto di un palazzo si vedono due antenne televisive.

La verifica: Confermato: in Italia le trasmissioni televisive regolari della RAI iniziarono il 3 gennaio 1954, quindi nel 1925 sui tetti non potevano esserci antenne TV.

La radio e l'altoparlante a tromba

La segnalazione: Uno spettatore sostiene che il radioricevitore mostrato sia degli anni Cinquanta e che l'altoparlante a corolla sia in realtà la tromba di un grammofono.

La verifica: Vero solo in parte: l'aspetto dell'apparecchio può essere anacronistico, ma gli altoparlanti a tromba erano proprio il tipo diffuso per le radio degli anni Venti; lo Science Museum di Londra ne conserva uno Amplion del 1925.

La divisa dei carabinieri

La segnalazione: Secondo uno spettatore i carabinieri della scena in tipografia indossano una divisa ottocentesca, che negli anni Venti sarebbe stata usata solo per parate e cerimonie.

La verifica: Non confermato: secondo il sito dell'Arma, una circolare del 7 giugno 1923 ripristinò le uniformi di panno turchino scuro dell'anteguerra, e per carabinieri e sottufficiali l'uniforme ordinaria era l'abito a code, con lo stesso taglio della grande uniforme ma senza guarnizioni rosse.

Domande frequenti

Quanti morti fece la spagnola in Italia?

Secondo le stime, l'influenza spagnola del 1918-1919 uccise in Italia tra 375.000 e 600.000 persone, una delle mortalità più alte d'Europa. Il numero esatto non si conosce: l'obbligo di denunciare i casi di influenza arrivò solo nel 1919 e molte morti per complicazioni polmonari non furono registrate come influenza. Arrivò mentre la Grande Guerra stava finendo.

Cos'è una casa di ringhiera?

È un tipo di casa popolare diffuso nell'Ottocento nelle città del Nord, soprattutto a Milano e Torino: un edificio di solito di non più di tre piani attorno a un cortile, con un lungo ballatoio comune, la ringhiera, da cui si entra nei singoli appartamenti. I servizi igienici erano in comune. Molte esistono ancora, ad esempio sui Navigli e in corso Garibaldi a Milano.

Chi era Alfredo Binda?

Alfredo Binda, nato a Cittiglio, in provincia di Varese, l'11 agosto 1902, è considerato uno dei ciclisti più forti di sempre, soprannominato l'Imbattibile. Nel 1925, a 22 anni, vinse il suo primo Giro d'Italia. In carriera conquistò cinque Giri d'Italia, tre campionati del mondo su strada, quattro Giri di Lombardia e due Milano-Sanremo.

Quando arrivò il cinema sonoro in Italia?

Negli anni Venti i film erano muti: le battute comparivano su cartelli e in sala un pianista o una piccola orchestra suonava dal vivo. La canzone dell'amore di Gennaro Righelli, tratto da una novella di Pirandello, fu presentata al Supercinema di Roma il 7 ottobre 1930 ed è tradizionalmente considerata il primo film sonoro italiano; studi recenti attribuiscono però il primato a Sei tu l'amore?.

Cosa si mangiava negli anni '20 in Italia?

Per la maggior parte delle famiglie il cibo era semplice e ripetitivo. A mezzogiorno gli operai mangiavano dalla gamella portata da casa: minestra, pane, un pezzo di formaggio. In campagna la base era la polenta, a pranzo e a cena, e la carne si vedeva soprattutto la domenica. Senza frigorifero, il ghiaccio arrivava con il carretto e gli avanzi finivano in cantina.

Dove vederlo oggi

MAUTO - Museo Nazionale dell'Automobile, Torino

Nella collezione c'è una Fiat 509 A, l'auto simbolo degli anni Venti venduta a rate.

Galata Museo del Mare, sezione MEM - Memoria e Migrazioni, Genova

La sezione sull'emigrazione italiana, con la ricostruzione degli ambienti di bordo e oggetti degli emigranti.

Case di ringhiera di corso Garibaldi e dei Navigli, Milano

Esempi ancora abitati delle case a ballatoio in cui vivevano le famiglie operaie milanesi.

Le foto vere

Una Fiat 509 SM del 1925, la prima auto italiana venduta a rate.
Una Fiat 509 SM del 1925, la prima auto italiana venduta a rate.Thomas doerfer · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Una casa di ringhiera in corso Garibaldi a Milano, con i ballatoi sul cortile.
Una casa di ringhiera in corso Garibaldi a Milano, con i ballatoi sul cortile.Saggittarius A · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Il ciclista Alfredo Binda a 22 anni, a Marsiglia nel 1924, l'anno prima della sua prima vittoria al Giro d'Italia.
Il ciclista Alfredo Binda a 22 anni, a Marsiglia nel 1924, l'anno prima della sua prima vittoria al Giro d'Italia.Autore sconosciuto · Pubblico dominio · Wikimedia Commons
Il dirigibile Norge pronto a partire per il Polo Nord, 11 maggio 1926: sulla porta della gondola Umberto Nobile e Lincoln Ellsworth.
Il dirigibile Norge pronto a partire per il Polo Nord, 11 maggio 1926: sulla porta della gondola Umberto Nobile e Lincoln Ellsworth.Nasjonalbiblioteket from Norway · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Fonti per approfondire

  1. Treccani, Analfabetismo (censimento 1921)
  2. ISTAT, La salute: una conquista da difendere
  3. MAUTO, Fiat 509
  4. Radiospeaker, 6 ottobre 1924, il primo annuncio radio
  5. US House of Representatives, The Immigration Act of 1924
  6. Il Post, il discorso del 3 gennaio 1925
  7. Quirinale, 12 maggio 1926, il Norge sorvola il Polo Nord
  8. Il Post, Il diritto di voto alle donne in Italia, 80 anni fa (1 febbraio 2025)
  9. Arma dei Carabinieri, Le uniformi 1910-1940: Ritorno al turchino
  10. Science Museum Group, Amplion loud speaker with wooden horn, 1925
  11. Musei di Genova, MEM - Memoria e Migrazioni
  12. Wikipedia, Trams in Milan (conversione dall'asta al pantografo, 1972-1979)

Trascrizione completa

0:00Ti svegli nel 1925

Apri gli occhi. Sei in un letto di ferro, sotto una coperta pesante. Dalla finestra arriva il rumore di un tram, un venditore che grida, una campana. Sul comodino non c'è il telefono. C'è una candela spenta. Sei a Milano, nel 1925. Esci sul ballatoio: la casa è una casa di ringhiera, con i balconi lunghi che girano attorno al cortile. Il bagno è uno solo per tutto il piano, in fondo al corridoio. E l'acqua si prende alla fontanella. Cento anni fa l'Italia sembra un altro paese. Oggi ti portiamo lì, per un giorno intero, per scoprire come si viveva davvero negli anni Venti.

0:52Chi sono gli italiani

Scendi in strada. Guardi le persone che incontri. Secondo il censimento del 1921, più di un italiano su tre non sa leggere né scrivere. Il giornale lo compra uno, e lo legge ad alta voce per tutti. La maggior parte degli italiani non vive in città: vive in campagna e lavora la terra. E si vive molto meno: nel 1921 la speranza di vita alla nascita è di circa cinquant'anni. Tanti bambini non arrivano all'età adulta.

1:30Le cicatrici

In quasi ogni famiglia c'è una foto con il nastro nero. La Grande Guerra è finita da meno di sette anni. E subito dopo è arrivata la Spagnola: secondo le stime, in Italia ha ucciso più di quattrocentomila persone.

1:50La città che corre

Per andare al lavoro prendi il tram, o la bicicletta. Le automobili ci sono, ma sono poche: costano come una casa. Per strada ci sono ancora carretti, cavalli, uomini con il cappello e donne con la gonna lunga fino ai polpacci. Poi, proprio quest'anno, al Salone di Milano la Fiat presenta la 509. Costa da diciottomilacinquecento lire in su, circa due anni di stipendio di un impiegato. Ma c'è una novità: per la prima volta in Italia la puoi comprare a rate.

2:33A tavola

A mezzogiorno gli operai mangiano dalla gamella che si sono portati da casa: minestra, pane, un pezzo di formaggio. La carne, per molte famiglie, si vede la domenica. Se va bene. In campagna la base è la polenta, a pranzo e a cena. Il frigorifero non esiste: il ghiaccio lo porta un uomo con il carretto, e quello che avanza si mette in cantina.

3:04Le donne

Nel pomeriggio passi davanti a una manifattura. Dentro lavorano centinaia di donne, alle macchine da cucire o a sigaraie. Molte lavorano da quando erano bambine, e a casa le aspetta un secondo lavoro. Una cosa che non possono fare è votare. In Italia le donne voteranno per la prima volta nel 1946, più di vent'anni dopo il giorno che stai vivendo.

3:34La voce nell'aria

La sera torni a casa. Nel palazzo di fronte c'è una piccola folla davanti a una finestra. Qualcuno ha una radio. Le trasmissioni in Italia sono iniziate da un anno appena. Il 6 ottobre 1924, alle nove di sera, una donna, la musicista Ines Viviani Donarelli, aveva detto al microfono: Unione Radiofonica Italiana, stazione di Roma. A tutti coloro che sono in ascolto, il nostro saluto e la nostra buonasera.

4:11Il cinema muto

Se hai qualche soldo, vai al cinema. Ma i film non parlano. Sotto lo schermo un pianista suona dal vivo, e le battute appaiono scritte su cartelli tra una scena e l'altra. Chi non sa leggere si fa aiutare dal vicino. Il primo film sonoro italiano arriverà nelle sale solo nell'ottobre del 1930: si chiama La canzone dell'amore. Per ora, il cinema è silenzio, musica e fantasia.

4:46Chi parte

Nel tuo cortile c'è una famiglia che sta preparando i bagagli. Per decenni milioni di italiani sono partiti per l'America. Ma proprio nel 1924 gli Stati Uniti hanno chiuso quasi del tutto la porta. Prima della guerra arrivavano negli Stati Uniti più di duecentomila italiani all'anno. Con la nuova legge, nel 1924 sono poco più di seimila. Allora si parte per l'Argentina, il Brasile, la Francia. E chi resta aspetta le lettere.

5:25Il silenzio

E poi c'è la politica, di cui in casa si parla a bassa voce. Il 3 gennaio di quest'anno, alla Camera, Mussolini si è preso la responsabilità politica di quanto accaduto dopo l'omicidio del deputato Giacomo Matteotti. Gli storici considerano quel discorso l'inizio della dittatura. Nei mesi seguenti arrivano le leggi che chiudono i giornali liberi, i partiti e i sindacati. Per vent'anni, dire quello che pensi può costarti il lavoro, o la libertà.

6:01La domenica

La domenica si va a messa, e poi si esce. Quest'anno tutti parlano di un ciclista lombardo di ventidue anni, Alfredo Binda, che ha appena vinto il suo primo Giro d'Italia. E la sera, nelle sale da ballo, arriva dall'America una musica nuova, con il grammofono e le orchestrine: il jazz. I giovani ballano il charleston, e i genitori scuotono la testa.

6:31Il futuro nel cielo

Eppure sono anche anni di invenzioni e di sogni. Un anno dopo, il 12 maggio 1926, un dirigibile progettato e pilotato dall'italiano Umberto Nobile, il Norge, sorvola per la prima volta il Polo Nord.

6:51Quello che resta

Torni sul ballatoio, la sera. Oggi quelle case di ringhiera esistono ancora, e molte sono diventate case eleganti. Al posto della fontanella c'è l'acqua in ogni stanza, e la radio sta in tasca. Cento anni sono pochi: è la vita dei tuoi bisnonni. La prossima volta la Macchina del Tempo ti porta molto più lontano: in Egitto, quattromilacinquecento anni fa, nel cantiere della Grande Piramide. E scoprirai chi l'ha costruita davvero. Iscriviti, e ci vediamo nel passato.

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