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1937

Come si viveva negli anni '30 in Italia: Roma, 1937

Pubblicato il Durata 10:46 13 fonti

Come si viveva negli anni '30 in Italia?

Negli anni Trenta l'Italia contava circa 42,5 milioni di abitanti (censimento 1936), quasi metà dei lavoratori era nei campi e la speranza di vita era di circa 55 anni. Un operaio guadagnava 250-400 lire al mese, cioè circa 300-470 euro di oggi. Sotto il fascismo c'erano autarchia, radio, cinema e bonifiche, ma niente libertà politica.

Come si viveva negli anni '30 in Italia? Documentario in italiano sulla vita quotidiana a Roma nel 1937, dal giorno dell'inaugurazione di Cinecittà, il 28 aprile 1937.

Apri gli occhi alla Garbatella: in cucina c'è la ghiacciaia, non il frigorifero. Con Vittorio, falegname, sua moglie Giulia, sarta, e il figlio Nino attraversi una giornata degli anni Trenta: l'autarchia dopo le sanzioni del 1935, il carcadè al posto del tè e il lanital fatto col latte; Roma cantiere, con la demolizione della Spina di Borgo; l'inaugurazione di Cinecittà sulla Tuscolana; la scuola col libro unico e il sabato fascista; la radio ascoltata al Dopolavoro. Poi la rubrica "Quanto costava…": pane, zucchero, stipendio di un operaio, la Radio Balilla e la Fiat Topolino, con i prezzi convertiti in euro di oggi con i coefficienti ISTAT. La domenica con i treni popolari nell'Agro Pontino bonificato, tra Littoria e Sabaudia. E quello che la propaganda non diceva: il partito unico, il confino, la morte di Antonio Gramsci il 27 aprile 1937, l'oro alla patria, le leggi razziali del 1938. Alla fine, cosa è cambiato da allora a oggi.

In breve: i fatti da sapere

I capitoli del video

  1. 0:00Ti svegli a Roma
  2. 0:59Chi sono gli italiani
  3. 1:31Autarchia
  4. 2:17Roma è un cantiere
  5. 3:00Cinecittà
  6. 3:49Scuola e sabato
  7. 4:34La sera, alla radio
  8. 5:13Quanto costava…
  9. 6:18La domenica nell'Agro Pontino
  10. 7:20Quello che non si dice
  11. 8:37Cosa è cambiato
  12. 9:24Torni a casa

Come si viveva negli anni '30 in Italia?

L'Italia degli anni Trenta era un Paese ancora in gran parte rurale. Al censimento del 21 aprile 1936 gli abitanti erano circa 42,5 milioni, e quasi un lavoratore su due era impiegato nell'agricoltura. Si viveva meno di oggi: all'inizio del decennio la speranza di vita alla nascita era di circa 55 anni. Al censimento del 1931 circa un italiano su cinque era analfabeta.

Anche i censimenti raccontano il clima dell'epoca. L'ISTAT ricorda che la data del 21 aprile fu scelta perché coincideva con il Natale di Roma e con la Festa fascista del lavoro. Quello del 1936 fu l'unico censimento italiano fatto a soli cinque anni dal precedente, voluto dal regime per la sua attenzione alla demografia; Mussolini ne seguì da vicino la preparazione.

In città la casa tipica non aveva frigorifero ma una ghiacciaia di legno, con il ghiaccio consegnato a blocchi. La spesa si faceva ogni giorno, e il pane era la base dell'alimentazione. A Roma, mentre il regime demoliva interi quartieri del centro per aprire grandi strade, molte famiglie venivano trasferite in borgate di periferia o in quartieri popolari come la Garbatella, costruita dagli anni Venti.

Quanto guadagnava un operaio negli anni '30 e quanto costavano le cose?

Per confrontare le lire di allora con gli euro di oggi si usano i coefficienti dell'ISTAT. Secondo la tavola aggiornata al 2024, una somma del 1937 va moltiplicata per 2.268,22 per ottenere lire del 2024, poi divisa per 1.936,27 per passare in euro. In pratica 1 lira del 1937 vale circa 1,17 euro di oggi.

Bene o reddito (1937) Lire Euro di oggi, circa
Pane, 1 kg 1,60 1,90
Zucchero, 1 kg 6 7
Paga mensile di un operaio (stima) 250-400 290-470
Radio Balilla 430 500
Fiat 500 "Topolino" 8.900 10.400

La tabella racconta però solo metà della storia. L'ISTAT avverte che i coefficienti misurano l'andamento dei prezzi al consumo, non il tenore di vita. Il confronto più eloquente è con lo stipendio: con 300 lire al mese si compravano circa 190 chili di pane, ma lo zucchero era quasi un lusso. Una radio costava più di un mese di paga, e la Topolino due o tre anni di lavoro.

Non a caso, nel 1939, la canzone e il film "Mille lire al mese", diretto da Max Neufeld, trasformarono in sogno collettivo uno stipendio che oggi corrisponderebbe a circa 1.170 euro.

Cos'era l'autarchia e cosa si mangiava negli anni '30?

Nell'ottobre del 1935 l'Italia invase l'Etiopia e la Società delle Nazioni reagì con sanzioni economiche. Furono revocate l'anno dopo, ma il regime ne fece l'occasione per lanciare l'autarchia: produrre in casa il più possibile e ridurre al minimo gli acquisti dall'estero.

Nella vita quotidiana l'autarchia si vedeva soprattutto a tavola e nei negozi:

  • al posto del tè si beveva il carcadè, un infuso di fiori di ibisco che arrivava dall'Eritrea, allora colonia italiana;
  • il caffè vero era caro, e lo si allungava con orzo e cicoria;
  • nei negozi comparve il lanital, una fibra tessile artificiale ricavata dalla caseina del latte;
  • si promuovevano prodotti nazionali al posto di quelli importati.

L'alimentazione di molte famiglie restava semplice: pane, pasta, legumi, verdure, poca carne. Nel dicembre del 1935, per finanziare la guerra, il regime chiese agli italiani di donare l'oro alla Patria. Molte donne consegnarono la fede nuziale e ricevettero in cambio un anello di ferro, che in tante famiglie è stato conservato fino a oggi.

Cosa si faceva nel tempo libero negli anni Trenta?

Il tempo libero era in gran parte organizzato dal regime attraverso l'Opera nazionale Dopolavoro: circoli con bocce, carte, gite e spettacoli. La radio era una novità che cambiava le abitudini: gli abbonati passarono da circa 700.000 nel 1936 a quasi un milione due anni dopo. Chi non poteva permettersi l'apparecchio la ascoltava al Dopolavoro o dai vicini.

Il cinema era il sogno della settimana. Dopo l'incendio che nel 1935 distrusse gli studi Cines, il regime fece costruire Cinecittà sulla via Tuscolana, su progetto dell'architetto Gino Peressutti. La prima pietra fu posata il 26 gennaio 1936 e gli studi furono inaugurati da Mussolini il 28 aprile 1937. Da lì uscirono film in costume come Scipione l'Africano e le commedie dei "telefoni bianchi".

Dal 1931 i treni popolari offrivano gite domenicali in terza classe con forti sconti, verso il mare, la montagna e le città d'arte.

E poi lo sport: l'Italia vinse i Mondiali di calcio del 1934, con la finale giocata a Roma, e Gino Bartali vinse il Giro d'Italia del 1937. Il sabato pomeriggio, dal 1935, era il sabato fascista, dedicato a ginnastica ed esercitazioni in divisa.

Cos'era la bonifica dell'Agro Pontino?

A sud di Roma, tra i monti Lepini e il mare, si stendevano le paludi pontine, terra di acquitrini e di malaria. Negli anni Trenta il regime ne fece la sua opera più propagandata: canali, idrovore e disboscamenti trasformarono la palude in campi coltivati, divisi in poderi.

Sul territorio bonificato nacquero le città di fondazione:

  • Littoria, oggi Latina, fondata il 30 giugno 1932 e inaugurata nel dicembre dello stesso anno, su progetto di Oriolo Frezzotti;
  • Sabaudia, fondata il 5 agosto 1933 e inaugurata il 15 aprile 1934 dopo 253 giorni di lavori, frutto di un concorso vinto da un gruppo di architetti razionalisti;
  • poi Pontinia e, nel 1936, Aprilia.

Tra il 1932 e il 1939 arrivarono circa 30.000 coloni, soprattutto da Veneto, Friuli ed Emilia. Ogni famiglia riceveva un podere con una casa colonica da lavorare a mezzadria, e ancora oggi in molti borghi della zona si sentono parlate venete. La bonifica cambiò davvero il paesaggio, ma fu anche uno dei grandi strumenti di propaganda del regime, celebrata da cinegiornali, visite ufficiali e inaugurazioni. Oggi Latina e Sabaudia conservano piazze, municipi ed edifici pubblici di quegli anni, e sono tra gli esempi più studiati di urbanistica del Novecento italiano.

Quanta libertà c'era nell'Italia degli anni '30?

Molto poca. L'Italia degli anni Trenta era una dittatura a partito unico: non si votava liberamente, i giornali erano controllati e la propaganda arrivava dappertutto, dalla scuola alla radio al cinema. Gli oppositori rischiavano il carcere o il confino, cioè l'esilio forzato in piccoli paesi o isole.

A scuola si studiava sul libro unico di Stato, uguale in tutta Italia, e i ragazzi erano inquadrati nelle organizzazioni giovanili del regime. Il 27 aprile 1937, il giorno prima dell'inaugurazione di Cinecittà, morì a Roma Antonio Gramsci, tra i fondatori del Partito comunista. Aveva passato più di dieci anni prigioniero del regime, prima in carcere e poi in cliniche sorvegliate.

Gli anni successivi furono ancora più cupi. Nel 1938 il regime approvò le leggi razziali contro gli ebrei italiani, che furono espulsi da scuole, università e molti impieghi. Nel giugno del 1940 l'Italia entrò nella Seconda guerra mondiale.

Le donne, infine, non avevano mai votato alle elezioni politiche: lo fecero per la prima volta il 2 giugno 1946, al referendum tra monarchia e repubblica.

Cronologia

  1. Censimento della popolazione: circa un italiano su cinque è analfabeta.
  2. Nascono i treni popolari, con biglietti scontati per le gite della domenica.
  3. Fondazione di Littoria, oggi Latina, prima città dell'Agro Pontino bonificato.
  4. Inaugurazione di Sabaudia, costruita in 253 giorni.
  5. L'Italia invade l'Etiopia; la Società delle Nazioni approva sanzioni economiche e il regime lancia l'autarchia.
  6. Campagna dell'oro alla Patria: molte donne donano la fede nuziale e ricevono un anello di ferro.
  7. Censimento: l'Italia ha circa 42,5 milioni di abitanti.
  8. Mussolini inaugura gli studi di Cinecittà sulla via Tuscolana.
  9. Il regime approva le leggi razziali contro gli ebrei italiani.
  10. L'Italia entra nella Seconda guerra mondiale.

Le vostre memorie

Sotto il video molti spettatori hanno raccontato quello che hanno vissuto o sentito in famiglia. Ne riportiamo alcuni, con le loro parole.

Io sono nato nel1937,e tutto ciò che ho visto in questo commento ,lo ricordo benissimo ,perché veniva sempre comunicato .mi ricordo benissimo la fine della guerra ,si soffriva ,la sete ,la fame ,il freddo ,i pidocchi erano presenti da per tutto,io terminato la 5 elementare ,ho iniziato a lavorare i una grande officina metalmeccanica ,Cassinelli e Quercini ,che mi hanno pagate sempre le marchette .Oggi ho 89anni e sono bisnonno e sono fortunato e felice ,di avere conosciuto e vissuto tutto scritto .Grazie di aver menzionato il passato .un fortissimo saluto
Commento su YouTube · ricordo di chi è nato nel 1937
Mio padre nacque nel 1932, a Roma, nel rione Testaccio. Non sai quante volte ho sentito racconti di quei tempi. Lui si chiamava Franco, ma potrebbe essere il Nino che tu descrivi qui. Vedere questo video mi ha riportato alla mente serate intere in cui sentivo i suoi racconti e sognavo. Hai dato vita a quei miei pensieri di bambino che immaginava il passato. Grazie ❤
Commento su YouTube · i racconti del padre a Testaccio
Ricordo quando mia nonna mi raccontava di avere donato la fede alla patria, al suo posto aveva un anelletto di ferro
Commento su YouTube · la fede donata alla Patria
Mia madre tiene un anello di ferro di sua nonna…
Commento su YouTube · l'anello di ferro della bisnonna
Nel 1939 mio padre partì a militare poi scoppiò la guerra. Si congedò nel 1946. Questo video mi ha ricordato mio padre e le sue storie di guerra di quando fanciullo non si presentava a scuola, .... Che tristezza mio padre mi manca tanto , comunque grazie per questo video❤
Commento su YouTube · il padre partito militare nel 1939

Hai un ricordo da condividere? Scrivilo nei commenti del video: i più significativi finiscono qui.

Cosa ci hanno fatto notare gli spettatori

Le ricostruzioni con l'IA possono sbagliare dettagli d'epoca. Queste sono le segnalazioni ricevute e cosa abbiamo verificato.

Il prezzo del pane in euro

La segnalazione: Uno spettatore sostiene che 1,60 lire per il pane corrispondano a molto meno di due euro, e un altro che il confronto tra lire ed euro non renda l'idea del costo della vita.

La verifica: Con il coefficiente ISTAT aggiornato al 2024 (2.268,22 per il 1937, diviso per 1.936,27), 1,60 lire corrispondono a circa 1,87 euro: la cifra del video è corretta. È vero però che l'ISTAT stesso avverte che i coefficienti misurano i prezzi al consumo e non il potere d'acquisto rispetto ai salari.

Il tram che si muove senza binari

La segnalazione: Uno spettatore fa notare che nelle immagini il tram di Roma si muove senza binari.

La verifica: La segnalazione è fondata: i tram romani del 1937 correvano su rotaia, e un mezzo con presa di corrente aerea ma senza binari è un filobus. Roma ebbe le prime linee filoviarie proprio nel gennaio 1937 (la 137 e la 138), ma il testo del video parla di tram: l'immagine generata con l'AI è imprecisa.

I pantaloni lunghi di un bambino di dieci anni

La segnalazione: Uno spettatore osserva che Nino, a dieci anni, porta i pantaloni lunghi, mentre all'epoca si mettevano molto più tardi.

La verifica: L'osservazione è in buona parte corretta: i ragazzi dagli 8 ai 14 anni inquadrati nei Balilla portavano calzoni corti, anche d'inverno, e i pantaloni lunghi erano considerati un capo da grandi, da far durare. Non è stato possibile confermare l'età di 18-20 anni indicata dallo spettatore.

Domande frequenti

Quanto valgono 1.000 lire del 1937 in euro?

Secondo i coefficienti ISTAT aggiornati al 2024, 1.000 lire del 1937 equivalgono a circa 1.170 euro di oggi. Il calcolo moltiplica la cifra per il coefficiente 2.268,22 e divide il risultato per 1.936,27, il cambio fisso tra lira ed euro. L'ISTAT avverte che questi valori servono per l'analisi storica e non misurano il tenore di vita.

Quanto costava una Fiat Topolino nel 1937?

La Fiat 500 "Topolino", lanciata nel 1936, costava 8.900 lire, circa 10.400 euro di oggi secondo i coefficienti ISTAT. Per un operaio che guadagnava 250-400 lire al mese significava due o tre anni di stipendio. Per questo l'automobile restò a lungo un bene per pochi: la motorizzazione di massa arrivò solo con il boom economico del dopoguerra.

Cos'era la Radio Balilla?

Era un apparecchio radio economico promosso dal regime alla fine degli anni Trenta, prodotto da diverse aziende con un modello unificato e venduto a prezzo imposto di 430 lire, circa 500 euro di oggi. L'obiettivo era portare la radio, e con essa la propaganda, nelle case degli italiani. Costava comunque più di un mese di paga di un operaio.

Cos'era il sabato fascista?

Introdotto nel 1935, era il sabato pomeriggio sottratto al lavoro e dedicato ad attività organizzate dal regime: ginnastica, marce, esercitazioni premilitari e incontri politici, spesso in divisa. Coinvolgeva lavoratori e studenti ed era uno degli strumenti con cui il fascismo cercava di inquadrare il tempo libero degli italiani.

Cos'era il confino durante il fascismo?

Era una misura con cui il regime allontanava gli oppositori politici, o chi era considerato pericoloso, obbligandoli a vivere per anni in piccoli paesi isolati o su isole, sotto sorveglianza. Si poteva essere mandati al confino senza un vero processo. Era uno degli strumenti di repressione insieme al carcere e al Tribunale speciale.

Quando sono state costruite Latina e Sabaudia?

Latina fu fondata con il nome di Littoria il 30 giugno 1932 e inaugurata nel dicembre dello stesso anno, su progetto dell'architetto Oriolo Frezzotti. Sabaudia fu fondata il 5 agosto 1933 e inaugurata il 15 aprile 1934, dopo soli 253 giorni di lavori. Insieme a Pontinia e Aprilia sono le città di fondazione dell'Agro Pontino bonificato.

Dove vederlo oggi

Cinecittà si Mostra, Roma

Negli studi inaugurati nel 1937 sulla via Tuscolana si visitano i set permanenti e il MIAC, il museo italiano dell'audiovisivo e del cinema.

Museo Piana delle Orme, Latina

Padiglioni dedicati alla bonifica pontina, con macchine agricole e oggetti della vita dei coloni.

Centro storico di Sabaudia (LT)

La piazza, il municipio e la chiesa della Santissima Annunziata sono un esempio intatto di città razionalista degli anni Trenta.

Garbatella, Roma

I lotti di case popolari con cortili e giardini mostrano come vivevano le famiglie operaie romane tra le due guerre.

Le foto vere

Le paludi pontine prima della bonifica, dipinto di Nino Costa (circa 1885)
Le paludi pontine prima della bonifica, dipinto di Nino Costa (circa 1885)pubblico dominio · Wikimedia Commons
La fede di ferro data in cambio della fede d'oro nel 1935
La fede di ferro data in cambio della fede d'oro nel 1935Aangelo · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
La pianura pontina vista dai monti Lepini
La pianura pontina vista dai monti LepiniMentnafunangann · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
L'ingresso degli studi di Cinecittà sulla via Tuscolana
L'ingresso degli studi di Cinecittà sulla via TuscolanaJRibaX · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Il Palazzo Comunale di Latina, già Littoria
Il Palazzo Comunale di Latina, già LittoriaFormkurve92 · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Via della Conciliazione e San Pietro, Roma
Via della Conciliazione e San Pietro, RomaJerzy Strzelecki · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Una Radio Balilla prodotta da Telefunken Italia, 1937
Una Radio Balilla prodotta da Telefunken Italia, 1937Sailko · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Una Fiat 500 "Topolino" del 1936, l'utilitaria che costava 8.900 lire
Una Fiat 500 "Topolino" del 1936, l'utilitaria che costava 8.900 lireTTTNIS · CC0 · Wikimedia Commons
Le case popolari del lotto 57 in piazza Sant'Eurosia, alla Garbatella, Roma
Le case popolari del lotto 57 in piazza Sant'Eurosia, alla Garbatella, RomaLalupa · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
La chiesa della Santissima Annunziata a Sabaudia, città fondata nel 1933
La chiesa della Santissima Annunziata a Sabaudia, città fondata nel 1933Pietro · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Fonti per approfondire

  1. ISTAT, censimenti della popolazione 1931 e 1936
  2. ISTAT, coefficienti di rivalutazione della moneta (lire → euro)
  3. Istituto Luce Cinecittà, storia di Cinecittà (inaugurazione 28 aprile 1937)
  4. Wikipedia, Autarchia
  5. Wikipedia, Bonifica dell'Agro Pontino
  6. Wikipedia, Oro alla Patria
  7. Wikipedia, Leggi razziali fasciste
  8. Radiomuseum e Radiorurale, Radio Balilla e abbonamenti EIAR
  9. ISTAT, Il valore della moneta in Italia dal 1861 al 2024
  10. ISTAT, I censimenti nell'Italia unita (2012)
  11. Regione Lazio, Programma per le città di fondazione (schede su Latina, Sabaudia, Aprilia)
  12. Il Post, Cinecittà, che venne inaugurata oggi (28 aprile 1937)
  13. Turismo Roma, Cinecittà si Mostra

Trascrizione completa

0:00Ti svegli a Roma

Apri gli occhi. Dalla finestra entra l'odore del pane appena sfornato, e il cigolio di un carretto. In cucina non c'è il frigorifero: c'è una ghiacciaia di legno, e il ghiaccio lo porta un uomo, a blocchi. Sei a Roma, alla Garbatella, ed è il ventotto aprile millenovecentotrentasette. Qui vivono Vittorio, falegname di trentotto anni, sua moglie Giulia, sarta, e il loro figlio Nino, dieci anni. Vittorio oggi si alza prima del solito: da mesi lavora in un cantiere enorme sulla via Tuscolana. E stamattina lo inaugurano. Oggi ti portiamo dentro questa giornata, per scoprire come si viveva davvero negli anni Trenta in Italia. Tra radio e cinema, campi strappati alla palude, e un regime che sta portando il paese verso la guerra.

0:59Chi sono gli italiani

Al censimento del millenovecentotrentasei gli italiani sono circa quarantadue milioni e mezzo. Roma ne conta più di un milione e centomila. Ma nel paese quasi un lavoratore su due lavora ancora la terra. E si vive meno: all'inizio degli anni Trenta la speranza di vita alla nascita è di circa cinquantacinque anni. Al censimento del millenovecentotrentuno, un italiano su cinque non sa leggere né scrivere.

1:31Autarchia

Giulia va a fare la spesa. Nel millenovecentotrentacinque l'Italia ha invaso l'Etiopia, e la Società delle Nazioni l'ha colpita con le sanzioni. Le sanzioni sono finite l'anno dopo, ma il regime ha scelto l'autarchia: produrre tutto in casa, comprare il meno possibile dall'estero. Al posto del tè si beve il carcadè, che arriva dall'Eritrea, colonia italiana. Il caffè vero è caro, e tanti lo allungano con orzo e cicoria. E nei negozi arriva il lanital, una lana artificiale ricavata dal latte. Giulia, da sarta, la tocca e storce il naso.

2:17Roma è un cantiere

Vittorio prende il tram. Roma è un cantiere: il regime apre grandi strade tra i monumenti antichi e abbatte interi quartieri. Dall'altra parte della città, davanti a San Pietro, da ottobre stanno demolendo la Spina di Borgo, per aprire quella che diventerà via della Conciliazione. Molte famiglie sfrattate dal centro finiscono in borgate nuove, lontane, in periferia. Il tram di Vittorio si ferma al Quadraro: l'ultimo tratto lo fa a piedi, lungo la Tuscolana, tra orti e campi, fino a un grande cancello.

3:00Cinecittà

Oggi si inaugura Cinecittà. I lavori sono partiti a gennaio del millenovecentotrentasei, e in quindici mesi sono sorti più di settanta edifici, con teatri di posa all'avanguardia. Alla cerimonia c'è Mussolini. Il regime vuole il cinema come strumento di propaganda, e insieme come industria. Vittorio guarda da lontano, in mezzo agli operai: a lui interessa che qui, per un po', il lavoro non mancherà. Qui nasceranno i grandi film in costume, come Scipione l'Africano, e le commedie leggere che più tardi chiameranno dei telefoni bianchi. Per gli italiani, il cinema è il sogno della settimana.

3:49Scuola e sabato

Nino esce da scuola con il grembiule nero. In classe si studia sul libro unico di Stato, uguale in tutta Italia. E il sabato pomeriggio, dal millenovecentotrentacinque, è il sabato fascista: niente lavoro, ma ginnastica, marce ed esercitazioni in divisa. Ma Nino ha in testa il ciclismo. Fra dieci giorni parte il Giro d'Italia, e lo vincerà Gino Bartali. E i grandi raccontano ancora del millenovecentotrentaquattro, quando l'Italia vinse i Mondiali di calcio, proprio qui a Roma.

4:34La sera, alla radio

La sera, la radio in casa non ce l'avete: costa troppo. La ascoltate al Dopolavoro, il circolo del regime per il tempo libero, tra bocce, carte e gite. Dall'altoparlante escono le voci del Trio Lescano, e poi il giornale radio. Gli abbonati alla radio crescono in fretta: circa settecentomila nel millenovecentotrentasei, quasi un milione due anni dopo. Per la prima volta, un paese intero ascolta la stessa voce, alla stessa ora.

5:13Quanto costava…

Quanto costa vivere nel millenovecentotrentasette? Un chilo di pane costa circa una lira e sessanta: poco meno di due euro di oggi. Un chilo di zucchero sei lire, circa sette euro: lo zucchero è quasi un lusso. Un operaio guadagna, secondo le stime, tra duecentocinquanta e quattrocento lire al mese: tra i trecento e i quattrocentosettanta euro di oggi. La Radio Balilla, annunciata dal regime a prezzo imposto e in arrivo nei negozi, costerà quattrocentotrenta lire: circa cinquecento euro, più di un mese di paga. E la Fiat Topolino, uscita nel millenovecentotrentasei, costa ottomilanovecento lire, circa diecimila euro di oggi: quasi due anni di paga, o anche tre. Di lì a poco una canzone darà voce al sogno di tutti: mille lire al mese, più o meno mille e duecento euro di oggi.

6:18La domenica nell'Agro Pontino

Ma la prima domenica libera si parte. Dal millenovecentotrentuno ci sono i treni popolari: sola terza classe, con sconti fino all'ottanta per cento, per andare al mare, in montagna o in una città d'arte. Vittorio, Giulia e Nino scendono verso sud, nell'Agro Pontino. Fino a pochi anni prima qui c'erano la palude e la malaria. Con la bonifica sono nate città nuove: Littoria, inaugurata nel dicembre del millenovecentotrentadue, e Sabaudia, costruita in duecentocinquantatré giorni. Tra il millenovecentotrentadue e il millenovecentotrentanove arrivano circa trentamila coloni, soprattutto dal Veneto, dal Friuli e dall'Emilia. Ogni famiglia riceve un podere e una casa colonica, da lavorare a mezzadria. E Nino, a un'ora di treno da Roma, sente parlare veneto.

7:20Quello che non si dice

Ma in questa Italia non si vota liberamente. C'è un solo partito, i giornali sono controllati, e chi si oppone rischia il carcere o il confino. Il ventisette aprile, il giorno prima di Cinecittà, in una clinica di Roma è morto Antonio Gramsci, uno dei fondatori del Partito comunista. Aveva passato più di dieci anni da prigioniero del regime, prima in carcere, poi in cliniche sorvegliate. La propaganda è ovunque: alla radio, al cinema, a scuola. Nel dicembre del millenovecentotrentacinque, per la guerra d'Etiopia, gli italiani sono stati chiamati a donare l'oro alla patria. Giulia ha dato la sua fede nuziale, e al dito porta un anello di ferro. C'è chi lo ha fatto per convinzione, e chi perché dire di no era difficile. E il peggio deve ancora venire. Nel millenovecentotrentotto il regime approverà le leggi razziali contro gli ebrei italiani. E nel millenovecentoquaranta l'Italia entrerà nella Seconda guerra mondiale.

8:37Cosa è cambiato

Cosa è cambiato da allora? Nel millenovecentotrentasei gli italiani erano quarantadue milioni e mezzo; alla fine del duemilaventiquattro erano quasi cinquantanove milioni. Allora quasi un lavoratore su due lavorava la terra; nel duemilaventiquattro, poco più di tre su cento. La speranza di vita è passata da circa cinquantacinque anni a ottantatré anni e mezzo, nel duemilaventiquattro. E nel millenovecentotrentasette nessuno sceglie chi lo governa, e le donne non hanno mai votato alle elezioni politiche. Lo faranno per la prima volta il due giugno millenovecentoquarantasei.

9:24Torni a casa

Oggi Cinecittà è ancora lì, sulla Tuscolana, e ci si girano film e serie da tutto il mondo. Latina, che allora si chiamava Littoria, e Sabaudia sono città vive, con le loro piazze degli anni Trenta. E dove c'era la Spina di Borgo, oggi c'è via della Conciliazione. Vittorio, Giulia e Nino non sono mai esistiti, ma persone come loro sì. Se nella tua famiglia qualcuno ricorda gli anni Trenta, un anello di ferro, un treno popolare, un podere nell'Agro Pontino, raccontacelo nei commenti. Iscriviti. La prossima volta la Macchina del Tempo ti porta negli anni Quaranta: a Napoli, nel millenovecentoquarantaquattro. La città liberata, la fame, la borsa nera, e gli americani.

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Vittorio, Giulia e Nino sono personaggi inventati; i fatti e i numeri vengono dalle fonti, e le cifre degli stipendi sono stime. Ricostruzioni realizzate con l'intelligenza artificiale a scopo divulgativo: le immagini generate non sono foto né documenti. Le foto reali sono indicate qui sopra.

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