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1944

Come si viveva negli anni '40 in Italia: Napoli, 1944

Pubblicato il Durata 11:13 14 fonti

Come si viveva negli anni '40 in Italia?

Negli anni '40 in Italia si viveva tra guerra, fame e ricostruzione. A Napoli, nel 1944, il pane era razionato a 200 grammi al giorno con la tessera annonaria, il resto si comprava alla borsa nera e si pagava in am-lire; la città contava più di 20.000 morti per i bombardamenti. Dopo il 1945 arrivarono la ricostruzione e, il 2 giugno 1946, il primo voto nazionale delle donne.

Come si viveva negli anni '40 in Italia? Documentario in italiano sulla vita quotidiana a Napoli nel 1944, nella primavera dell'ultima eruzione del Vesuvio.

Apri gli occhi in un basso di Napoli il 19 marzo 1944: alla finestra c'è un cartone al posto del vetro. Con Carmela, sarta, e suo figlio Tonino attraversi la città ferita dai bombardamenti e dalle Quattro giornate del settembre 1943; la tessera del pane e la fame, il tifo fermato con il DDT; la borsa nera nei vicoli e le am-lire stampate dagli Alleati; gli americani in via Diaz e nella Galleria Umberto, gli sciuscià, l'opera al San Carlo. Poi la rubrica "Quanto costava…" con salari e prezzi del 1944 convertiti in euro di oggi con i coefficienti ISTAT. L'eruzione del Vesuvio del 18-29 marzo 1944, l'Italia divisa dal fronte, Napoli milionaria! di Eduardo, il ritorno dei prigionieri e il primo voto delle donne al referendum del 2 giugno 1946. Alla fine, cosa è cambiato da allora a oggi.

In breve: i fatti da sapere

I capitoli del video

  1. 0:00Ti svegli a Napoli
  2. 1:09Una città ferita
  3. 2:09La tessera del pane
  4. 3:08La borsa nera
  5. 4:01Gli americani
  6. 4:57Quanto costava a Napoli
  7. 6:00Il Vesuvio si sveglia
  8. 6:47L'Italia divisa
  9. 7:27Ha da passà 'a nuttata
  10. 8:06Il primo voto
  11. 9:00Cosa è cambiato rispetto a oggi
  12. 10:00Torni a casa

Come si mangiava in Italia durante la guerra?

Il cibo era razionato con la tessera annonaria, un libretto di bollini che dava diritto a quantità fisse di pane, pasta, olio e zucchero. Nel 1940 il razionamento partì da pasta, farina e riso; il pane entrò nella tessera dal 1° ottobre 1941, con razioni che oscillavano tra 150 e 250 grammi al giorno a seconda dei periodi. Dal dicembre 1940 la farina di frumento veniva già mescolata con il granoturco.

A Napoli, nel 1944, la razione era di 200 grammi di pane al giorno (fino a febbraio 125). Secondo i rapporti alleati, nel dicembre 1943 il razionamento garantiva meno di 500 calorie al giorno, un quarto del minimo per un adulto. La fame portò i pidocchi e i pidocchi il tifo: l'epidemia dell'inverno 1943-44 fu fermata spruzzando DDT su oltre un milione di persone.

Tutto il resto si cercava alla borsa nera: farina, olio, sigarette, coperte, spesso uscite dai magazzini alleati. Dalla provincia di Foggia i contadini arrivavano a piedi con 20-25 chili di grano sulle spalle.

Cosa erano le am-lire e quanto costava la vita nel 1944?

Le am-lire (Allied Military lire) erano banconote stampate negli Stati Uniti e messe in circolazione dal governo militare alleato a partire dallo sbarco in Sicilia del 1943. Gli Alleati fissarono il cambio a 100 lire per un dollaro, contro le 19 dell'anteguerra: i soldati diventarono ricchissimi rispetto ai napoletani e i prezzi salirono alle stelle. Le am-lire restarono in circolazione fino al 1950.

Alcuni numeri del 1944, convertiti con i coefficienti ISTAT:

  • chi lavorava per gli Alleati guadagnava 50-120 lire al giorno (4,5-11 euro di oggi);
  • un litro d'olio alla borsa nera costava 200 lire, fino a quattro giorni di lavoro;
  • i fagioli passarono da 1 lira al chilo a 150 lire;
  • un soldato semplice americano riceveva l'equivalente di circa 6.000 lire al mese, quanto un alto funzionario italiano.

In una lettera dell'ottobre 1944 si legge che per vivere servivano 20.000 lire al mese, contro le 8.000 dell'anno prima.

Cosa successe a Napoli nelle Quattro giornate del 1943?

Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 Napoli restò sotto occupazione tedesca: coprifuoco dalle 20 alle 6, fucilazione per chi aveva armi, sgombero della fascia costiera. Il comando tedesco ordinò il lavoro obbligatorio per gli uomini tra i 18 e i 33 anni: su circa 30.000 attesi se ne presentarono 150.

Il 27 settembre iniziarono i rastrellamenti e la città reagì. Gli scontri partirono dal Vomero e si estesero a Chiaia, Mergellina, Ponticelli e Soccavo, senza un comando unico: parteciparono operai, studenti, donne e ragazzi giovanissimi. Tra i decorati con la medaglia d'oro al valor militare c'è anche un ragazzino, Gennaro Capuozzo. Il 30 settembre i tedeschi lasciarono la città, dopo aver fatto saltare il porto e molti impianti.

Il 1° ottobre 1943 gli Alleati entrarono in una Napoli già liberata. Per l'insurrezione la città ha ricevuto la medaglia d'oro al valor militare. Nei mesi seguenti il porto divenne la principale base logistica alleata del Mediterraneo.

Quando è stata l'ultima eruzione del Vesuvio?

L'ultima eruzione del Vesuvio è iniziata il 18 marzo 1944 ed è durata una decina di giorni, fino al 29 marzo. Nella notte tra il 20 e il 21 marzo la colata di lava raggiunse San Sebastiano al Vesuvio e Massa di Somma, che furono in gran parte distrutti. Poi l'eruzione cambiò fase: fontane di lava e una colonna di cenere che ricoprì i paesi a est e a sud del vulcano, dove molti tetti crollarono sotto il peso.

Il bilancio fu di 26 morti e circa 12.000 sfollati. All'aeroporto di Pompei la cenere distrusse decine di bombardieri B-25 americani: le stime vanno da 70 a quasi 90 aerei.

Da allora il Vesuvio è in quiescenza: secondo l'INGV mostra una sismicità molto moderata e un degassamento a bassa temperatura nell'area del cratere. Il piano nazionale di emergenza, aggiornato nel 2024, conta 25 comuni nella zona rossa, con circa 670.000 abitanti. La colata del 1944 è ancora visibile dallo spazio, come una lingua scura tra i paesi vesuviani.

Quando hanno votato le donne per la prima volta in Italia?

Il diritto di voto alle donne fu riconosciuto con il decreto del 1° febbraio 1945, per le cittadine con almeno 21 anni. Il decreto però non diceva nulla sulla possibilità di essere elette: l'eleggibilità arrivò con un secondo decreto, il n. 74 del 10 marzo 1946.

La prima volta alle urne fu proprio in quei giorni: le elezioni amministrative si tennero dal 10 marzo al 7 aprile 1946 in 5.722 comuni, divisi in cinque turni. Il primo voto nazionale fu il 2 giugno 1946, con il referendum tra monarchia e repubblica e l'elezione dell'Assemblea costituente.

Vinse la Repubblica con 12.718.641 voti contro 10.718.502 per la monarchia, circa il 54%. Il Paese era spaccato: al Nord prevalse la Repubblica, al Sud la monarchia, che a Napoli prese quasi l'80%. La Corte di Cassazione proclamò i risultati definitivi il 18 giugno 1946. Tra i 556 eletti all'Assemblea costituente le donne furono 21.

Cronologia

  1. Il pane entra nella tessera annonaria in tutta Italia.
  2. Quattro giornate: Napoli insorge contro l'occupazione tedesca.
  3. Le truppe alleate entrano a Napoli.
  4. Epidemia di tifo a Napoli, fermata con il DDT entro febbraio 1944.
  5. Ultima eruzione del Vesuvio: distrutti in gran parte San Sebastiano e Massa di Somma.
  6. Gli Alleati entrano a Roma.
  7. Decreto che estende il diritto di voto alle donne.
  8. Liberazione del Nord Italia.
  9. Prime elezioni amministrative con il voto delle donne.
  10. Referendum istituzionale: nasce la Repubblica italiana.

Domande frequenti

Cosa significa 'Ha da passà 'a nuttata'?

Significa 'deve passare la notte'. È la battuta finale di Napoli milionaria!, la commedia che Eduardo De Filippo portò in scena nel marzo 1945 al Teatro San Carlo. Racconta una famiglia napoletana travolta dalla guerra e dalla borsa nera, e la frase divenne il modo di dire di una città che aspettava la fine delle sofferenze.

Chi erano gli sciuscià?

Erano i ragazzini che nella Napoli e nella Roma dell'occupazione alleata lucidavano le scarpe ai soldati, con una cassetta di legno. Il nome viene dall'inglese shoe-shine. Molti erano orfani o figli di famiglie ridotte alla fame; vendevano anche giornali e sigarette. Nel 1946 Vittorio De Sica dedicò loro il film Sciuscià.

Quanti morti fecero i bombardamenti su Napoli?

Tra il 1940 e il 1944 Napoli subì circa 200 incursioni aeree. Le stime parlano di oltre 20.000 vittime civili, ma il numero esatto non è certo. Uno dei bombardamenti più distruttivi fu quello americano del 4 agosto 1943, che quasi rase al suolo la basilica di Santa Chiara, riaperta al culto solo nel 1953.

Cos'era la tessera annonaria?

Era il documento con cui lo Stato razionava i generi alimentari durante la guerra. Ogni persona riceveva bollini da staccare dal fornaio o dal droghiere per avere la propria quota di pane, pasta, olio, zucchero. Le quantità erano fissate per legge e spesso insufficienti: per questo fiorì la borsa nera.

Dove si rifugiavano i napoletani durante i bombardamenti?

Soprattutto nelle cavità scavate nel tufo sotto la città: antiche cave, cisterne e gallerie adattate a rifugi antiaerei. La Galleria Borbonica, un tunnel progettato nel 1853 sotto la collina di Pizzofalcone, fu attrezzata con luce elettrica, brande e latrine, e ospitò famiglie anche per giorni interi. Nel 1944 molte famiglie rimaste senza casa vivevano ancora nei rifugi scavati nel tufo.

Quando entrò in vigore la Costituzione italiana?

La Costituzione fu approvata dall'Assemblea costituente il 22 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1° gennaio 1948. L'Assemblea era stata eletta il 2 giugno 1946, lo stesso giorno del referendum, e comprendeva 556 membri, tra cui 21 donne. Il testo originale contava 139 articoli e 18 disposizioni transitorie e finali.

Dove vederlo oggi

Galleria Borbonica, Napoli

Tunnel ottocentesco sotto Pizzofalcone usato come rifugio antiaereo: si vedono gli ambienti del rifugio e auto e moto d'epoca recuperate.

Teatro di San Carlo, Napoli

Colpito dalle bombe, riaprì nel dicembre 1943 e nel marzo 1945 ospitò la prima di Napoli milionaria!

Osservatorio Vesuviano, sede storica, Ercolano

Il più antico osservatorio vulcanologico del mondo, oggi museo dell'INGV, racconta le eruzioni del Vesuvio, compresa quella del 1944.

Galleria Umberto I, Napoli

La galleria dove gli sciuscià lucidavano le scarpe ai soldati alleati.

Le foto vere

Navi alleate alla spiaggia di Coroglio, presso Nisida, in partenza per lo sbarco in Provenza, 8 agosto 1944
Navi alleate alla spiaggia di Coroglio, presso Nisida, in partenza per lo sbarco in Provenza, 8 agosto 1944U.S. Army Signal Corps · pubblico dominio · Wikimedia Commons
Una famiglia in un basso di Napoli, agosto 1944
Una famiglia in un basso di Napoli, agosto 1944Lt. Wayne Miller · pubblico dominio · Wikimedia Commons
Banconota da 10 am-lire, serie 1943
Banconota da 10 am-lire, serie 1943Allied Military Authority (Museums Victoria) · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons
Banconota da 100 am-lire, serie 1943, fronte e retro
Banconota da 100 am-lire, serie 1943, fronte e retroGoverno militare alleato (stampa U.S.) · pubblico dominio · Wikimedia Commons
Soldati americani e indiani a spasso per Napoli, 12 dicembre 1943
Soldati americani e indiani a spasso per Napoli, 12 dicembre 1943U.S. Army Signal Corps (National Archives) · pubblico dominio · Wikimedia Commons
Venditore di fogli di canzoni e ragazzi in una strada di Napoli, luglio 1944
Venditore di fogli di canzoni e ragazzi in una strada di Napoli, luglio 1944Lt. Wayne Miller · pubblico dominio · Wikimedia Commons
Bombardieri B-25 del 340° Bomb Group accanto al Vesuvio in eruzione, marzo 1944
Bombardieri B-25 del 340° Bomb Group accanto al Vesuvio in eruzione, marzo 194412th USAAF · pubblico dominio · Wikimedia Commons
Le rovine di Cassino, marzo 1944
Le rovine di Cassino, marzo 1944Luthge (NAC · pubblico dominio · Wikimedia Commons
La seduta della Corte di Cassazione del 10 giugno 1946 sui risultati del referendum
La seduta della Corte di Cassazione del 10 giugno 1946 sui risultati del referendumautore sconosciuto · pubblico dominio · Wikimedia Commons
Spaccanapoli e il Centro direzionale visti da Castel Sant'Elmo, 2010
Spaccanapoli e il Centro direzionale visti da Castel Sant'Elmo, 2010DimiTalen · CC0 · Wikimedia Commons
Il golfo di Napoli e il Vesuvio al tramonto
Il golfo di Napoli e il Vesuvio al tramontoH.A.W.C 101 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Il cratere del Vesuvio
Il cratere del VesuvioIngo Mehling · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
L'interno della Galleria Umberto I, Napoli
L'interno della Galleria Umberto I, NapoliMarco Ober · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
La facciata del Teatro di San Carlo, Napoli
La facciata del Teatro di San Carlo, NapoliArmando Mancini · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons
Un'autoblindo del 1st King's Dragoon Guards davanti al municipio di Napoli il 1° ottobre 1943, giorno dell'ingresso degli Alleati
Un'autoblindo del 1st King's Dragoon Guards davanti al municipio di Napoli il 1° ottobre 1943, giorno dell'ingresso degli AlleatiMott (Sgt), No 2 Army Film & Photographic Unit · pubblico dominio · Wikimedia Commons
Un gruppo di bambini napoletani in posa, agosto 1944 (foto del tenente Wayne Miller, U.S. Navy)
Un gruppo di bambini napoletani in posa, agosto 1944 (foto del tenente Wayne Miller, U.S. Navy)NARA · pubblico dominio · Wikimedia Commons
Il rifugio antiaereo all'interno della Galleria Borbonica di Napoli
Il rifugio antiaereo all'interno della Galleria Borbonica di NapoliAssociazione Culturale Borbonica Sotterranea · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Il Vesuvio fotografato dalla Stazione spaziale internazionale nel 2009: si distingue ancora la colata di lava del 1944 verso San Sebastiano
Il Vesuvio fotografato dalla Stazione spaziale internazionale nel 2009: si distingue ancora la colata di lava del 1944 verso San SebastianoEarth Science and Remote Sensing Unit, Lyndon B. Johnson Space Center · pubblico dominio · Wikimedia Commons

Fonti per approfondire

  1. ISTAT, mortalità infantile e coefficienti di rivalutazione della moneta (lire → euro)
  2. Wikipedia, Bombardamenti di Napoli
  3. Wikipedia, Quattro giornate di Napoli
  4. Wikipedia, Eruzione del Vesuvio del 1944
  5. Wikipedia, Am-lire
  6. Wikipedia, Sciuscià
  7. Wikipedia, Napoli milionaria!
  8. Wikipedia, Referendum istituzionale del 1946
  9. Protezione civile, piano nazionale di emergenza per il Vesuvio (aggiornamento 2024)
  10. INGV, Vesuvio: sintesi dell'attività e stato attuale
  11. Il Post, Le Quattro giornate di Napoli (27 settembre 2023)
  12. Il Post, Il diritto di voto alle donne in Italia, 80 anni fa (1° febbraio 2025)
  13. Il Post, Sette storie sul referendum del 2 giugno 1946
  14. MuseoTorino, Torino in guerra: il razionamento del pane (1941)

Trascrizione completa

0:00Ti svegli a Napoli

Apri gli occhi. Fa freddo, e alla finestra non c'è il vetro: c'è un cartone, fissato con quattro chiodi. Da una fessura vedi il Vesuvio. Sulla cima c'è un bagliore rosso, e una colonna di fumo sale nel cielo. Sei a Napoli, è l'alba del diciannove marzo millenovecentoquarantaquattro. Nel letto accanto dormono Carmela, sarta di trentaquattro anni, e suo figlio Tonino, che ne ha undici e vende giornali ai soldati. Il marito Peppino faceva il tranviere. È prigioniero degli inglesi dal millenovecentoquarantuno, in un campo lontano. Qui i tedeschi se ne sono andati da sei mesi, ma i loro aerei tornano ancora di notte: un'incursione, quattro giorni fa, ha fatto circa trecento morti. Nel resto d'Italia si combatte ancora. Oggi ti portiamo dentro gli anni Quaranta, nell'anno più duro: la fame, la borsa nera, i soldati americani. E un vulcano che si sta svegliando.

1:09Una città ferita

Esci in strada. Tra il millenovecentoquaranta e il millenovecentoquarantaquattro Napoli ha subito circa duecento incursioni aeree: si stimano più di ventimila vittime. Interi palazzi sono crollati, e molte famiglie senza casa vivono ancora nei rifugi scavati nel tufo. Dal ventisette al trenta settembre millenovecentoquarantatré i napoletani si sono ribellati ai tedeschi: sono le Quattro giornate. Il primo ottobre sono entrati gli Alleati. Ma prima di andarsene, i tedeschi hanno fatto saltare il porto e molti impianti della città. Ora quel porto è la principale base logistica alleata del Mediterraneo. Ogni giorno arrivano navi cariche di farina, benzina, camion, sigarette. E la città affamata le guarda passare.

2:09La tessera del pane

Carmela prende la tessera annonaria e si mette in fila dal fornaio. Con i bollini, a ognuno spettano duecento grammi di pane al giorno: più o meno due panini. Fino a febbraio erano centoventicinque. Secondo i rapporti alleati, a dicembre del millenovecentoquarantatré il razionamento dava a ogni napoletano meno di cinquecento calorie al giorno. Un adulto, per stare in piedi, ne consuma almeno quattro volte tante. Con la fame arrivano i pidocchi, e con i pidocchi il tifo. Tra l'autunno e l'inverno scoppia un'epidemia. Gli Alleati rispondono con una polvere nuova, il DDT: più di un milione di persone vengono spolverate. È la prima volta che si usa su una città intera. A febbraio, l'epidemia è sotto controllo.

3:08La borsa nera

Con la sola tessera non si campa. Il resto si compra alla borsa nera: nei vicoli, sulle bancarelle, dentro i portoni. C'è di tutto: farina, sigarette, scatolette, coperte. Molta di questa merce è uscita di nascosto dai magazzini alleati. Anche il grano arriva a piedi. Dalla provincia di Foggia file di contadini camminano fino a Napoli, centosessantotto chilometri, con venti o venticinque chili sulle spalle, per venderlo in città. E si paga con una moneta nuova: le am-lire, stampate dagli Alleati. Il cambio l'hanno deciso loro: cento lire per un dollaro. Prima, un dollaro valeva diciannove lire. E i prezzi volano.

4:01Gli americani

Nel pomeriggio segui Tonino. Tra via Diaz e la Galleria Umberto è pieno di soldati: americani, inglesi, indiani. Tonino vende i loro giornali, grida in un inglese inventato, e in cambio riceve sigarette, cioccolata, gomme da masticare. Accanto a lui decine di ragazzini, con una cassetta di legno, lucidano scarpe. Li chiamano sciuscià, dall'inglese shoe-shine. Uno scrittore americano racconterà di aver provato a contarli, senza riuscirci. Ma la città vuole ricominciare. A dicembre, al San Carlo colpito dalle bombe, è tornata l'opera, con La bohème. E per strada si vendono i fogli delle canzoni: in quell'anno nasce Simmo 'e Napule, paisà.

4:57Quanto costava a Napoli

Quanto costa vivere a Napoli nel millenovecentoquarantaquattro? Chi lavora per gli Alleati guadagna tra cinquanta e centoventi lire al giorno. Con i coefficienti dell'Istat, tra i quattro euro e mezzo e gli undici euro di oggi. Alla borsa nera, già a dicembre del millenovecentoquarantatré, un litro d'olio costa duecento lire: circa diciotto euro, ma per chi guadagna cinquanta lire al giorno fino a quattro giorni di lavoro. I fagioli, che prima della guerra costavano una lira al chilo, arrivano a centocinquanta. Un soldato semplice americano, con quel cambio, riceve l'equivalente di seimila lire al mese: quanto un alto funzionario italiano. E in una lettera da Napoli, a ottobre, qualcuno scrive: un anno fa bastavano ottomila lire al mese, adesso ne servono ventimila. Circa mille e ottocento euro di oggi.

6:00Il Vesuvio si sveglia

La sera Tonino ti porta sul tetto. Il Vesuvio è in eruzione dal diciotto marzo. Nel buio, la lava scende come un fiume rosso verso i paesi sulle sue pendici. San Sebastiano al Vesuvio e Massa di Somma vengono in gran parte distrutti. Dodicimila persone lasciano le case. Nei paesi verso sud-est cade tanta cenere che molti tetti crollano. In tutto muoiono ventisei persone. All'aeroporto di Pompei la cenere bollente distrugge decine di bombardieri americani: le stime vanno da settanta a quasi novanta aerei. È l'ultima eruzione del Vesuvio. Da allora, il vulcano dorme.

6:47L'Italia divisa

Intanto l'Italia è tagliata in due. Al Sud ci sono gli Alleati e il governo del re, che a febbraio si è spostato a Salerno. Al Centro e al Nord ci sono i tedeschi e la Repubblica Sociale. In mezzo, il fronte. A Cassino, a un centinaio di chilometri da qui, si combatte da mesi: l'abbazia e la città vengono distrutte. Il quattro giugno gli Alleati entreranno a Roma. Al Nord i partigiani combattono in montagna. Solo il venticinque aprile millenovecentoquarantacinque il Nord sarà liberato.

7:27Ha da passà 'a nuttata

Nel marzo del millenovecentoquarantacinque, al San Carlo, Eduardo De Filippo porta in scena Napoli milionaria!: una famiglia travolta dalla guerra e dalla borsa nera. L'ultima battuta la ripete tutta la città: ha da passà 'a nuttata. Deve passare la notte. E la notte, piano piano, passa. Nella primavera del millenovecentoquarantasei, dopo cinque anni, Peppino torna a casa. Tonino quasi non lo riconosce.

8:06Il primo voto

Il due giugno millenovecentoquarantasei Carmela si mette il vestito buono e va a votare. Per la prima volta, in un voto nazionale, votano anche le donne. Sulla scheda si sceglie tra Repubblica e monarchia. Vanno a votare quasi nove italiani su dieci. Vince la Repubblica, con il cinquantaquattro per cento. Ma il Paese è diviso: a Napoli e Caserta la monarchia prende quasi otto voti su dieci. Il primo gennaio millenovecentoquarantotto entra in vigore la Costituzione. Napoli si rimette in piedi: si sgomberano le macerie, si ricostruiscono le case. Nel millenovecentocinquantuno la città supererà il milione di abitanti.

9:00Cosa è cambiato rispetto a oggi

Secondo l'Istat, tra il millenovecentoquarantaquattro e il millenovecentoquarantacinque, a Napoli e a Roma morivano nel primo anno di vita duecento bambini su mille. Nel duemilaventitré, in tutta Italia, meno di tre su mille. Nel millenovecentoquarantasei, tra i cinquecentocinquantasei eletti all'Assemblea costituente, le donne erano ventuno. Nel duemilaventidue, in Parlamento, erano circa una su tre. E le am-lire? Sono rimaste in circolazione fino al millenovecentocinquanta. Il primo gennaio duemilaventicinque Napoli contava novecentonovemila abitanti. E il Vesuvio dorme ancora: secondo il piano di Protezione civile aggiornato nel duemilaventiquattro, nei venticinque comuni della zona rossa vivono circa seicentosettantamila persone.

10:00Torni a casa

Se vai a Napoli, entra nella Galleria Umberto, dove gli sciuscià lucidavano le scarpe ai soldati. Poi passa dal San Carlo e guarda il Vesuvio dal lungomare. Nella primavera del millenovecentoquarantaquattro, per quasi due settimane, fu rosso di fuoco. Carmela, Tonino e Peppino non sono mai esistiti, ma persone come loro sì. Se nella tua famiglia qualcuno ricorda la tessera del pane, le am-lire o il Vesuvio del millenovecentoquarantaquattro, raccontacelo nei commenti. Iscriviti. La prossima volta la Macchina del Tempo ti porta a Roma, nel millenovecentocinquantacinque: la televisione è appena arrivata, e per strada passano la Vespa e la Seicento.

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Carmela, Tonino e Peppino sono personaggi inventati; i fatti e i numeri vengono dalle fonti, e dove le fonti non concordano (vittime dei bombardamenti, aerei distrutti dal Vesuvio) diamo stime e intervalli. Ricostruzioni realizzate con l'intelligenza artificiale a scopo divulgativo: le immagini generate non sono foto né documenti. Le foto reali sono indicate qui sopra.

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