Come si viveva negli anni '40 in Italia?
Negli anni '40 in Italia si viveva tra guerra, fame e ricostruzione. A Napoli, nel 1944, il pane era razionato a 200 grammi al giorno con la tessera annonaria, il resto si comprava alla borsa nera e si pagava in am-lire; la città contava più di 20.000 morti per i bombardamenti. Dopo il 1945 arrivarono la ricostruzione e, il 2 giugno 1946, il primo voto nazionale delle donne.
Come si viveva negli anni '40 in Italia? Documentario in italiano sulla vita quotidiana a Napoli nel 1944, nella primavera dell'ultima eruzione del Vesuvio.
Apri gli occhi in un basso di Napoli il 19 marzo 1944: alla finestra c'è un cartone al posto del vetro. Con Carmela, sarta, e suo figlio Tonino attraversi la città ferita dai bombardamenti e dalle Quattro giornate del settembre 1943; la tessera del pane e la fame, il tifo fermato con il DDT; la borsa nera nei vicoli e le am-lire stampate dagli Alleati; gli americani in via Diaz e nella Galleria Umberto, gli sciuscià, l'opera al San Carlo. Poi la rubrica "Quanto costava…" con salari e prezzi del 1944 convertiti in euro di oggi con i coefficienti ISTAT. L'eruzione del Vesuvio del 18-29 marzo 1944, l'Italia divisa dal fronte, Napoli milionaria! di Eduardo, il ritorno dei prigionieri e il primo voto delle donne al referendum del 2 giugno 1946. Alla fine, cosa è cambiato da allora a oggi.
In breve: i fatti da sapere
- Tra il 1940 e il 1944 Napoli subì circa 200 incursioni aeree, con oltre 20.000 vittime stimate.
- Dal 27 al 30 settembre 1943 i napoletani insorsero contro i tedeschi (Quattro giornate); gli Alleati entrarono in città il 1° ottobre 1943.
- Nel 1944 la tessera annonaria dava 200 grammi di pane al giorno a testa; fino a febbraio erano 125.
- Tra il 1943 e il 1944 un'epidemia di tifo fu fermata con il DDT: oltre un milione di persone furono trattate, la prima volta su una città intera.
- Gli Alleati fissarono il cambio a 100 am-lire per un dollaro (prima ne bastavano 19): i prezzi della borsa nera esplosero.
- L'eruzione del Vesuvio del 18-29 marzo 1944, l'ultima finora, fece 26 morti e costrinse 12.000 persone a lasciare le case.
- Il 2 giugno 1946 la Repubblica vinse il referendum con circa il 54% dei voti; a Napoli la monarchia sfiorò l'80%.
I capitoli del video
- 0:00Ti svegli a Napoli
- 1:09Una città ferita
- 2:09La tessera del pane
- 3:08La borsa nera
- 4:01Gli americani
- 4:57Quanto costava a Napoli
- 6:00Il Vesuvio si sveglia
- 6:47L'Italia divisa
- 7:27Ha da passà 'a nuttata
- 8:06Il primo voto
- 9:00Cosa è cambiato rispetto a oggi
- 10:00Torni a casa
Come si mangiava in Italia durante la guerra?
Il cibo era razionato con la tessera annonaria, un libretto di bollini che dava diritto a quantità fisse di pane, pasta, olio e zucchero. Nel 1940 il razionamento partì da pasta, farina e riso; il pane entrò nella tessera dal 1° ottobre 1941, con razioni che oscillavano tra 150 e 250 grammi al giorno a seconda dei periodi. Dal dicembre 1940 la farina di frumento veniva già mescolata con il granoturco.
A Napoli, nel 1944, la razione era di 200 grammi di pane al giorno (fino a febbraio 125). Secondo i rapporti alleati, nel dicembre 1943 il razionamento garantiva meno di 500 calorie al giorno, un quarto del minimo per un adulto. La fame portò i pidocchi e i pidocchi il tifo: l'epidemia dell'inverno 1943-44 fu fermata spruzzando DDT su oltre un milione di persone.
Tutto il resto si cercava alla borsa nera: farina, olio, sigarette, coperte, spesso uscite dai magazzini alleati. Dalla provincia di Foggia i contadini arrivavano a piedi con 20-25 chili di grano sulle spalle.
Cosa erano le am-lire e quanto costava la vita nel 1944?
Le am-lire (Allied Military lire) erano banconote stampate negli Stati Uniti e messe in circolazione dal governo militare alleato a partire dallo sbarco in Sicilia del 1943. Gli Alleati fissarono il cambio a 100 lire per un dollaro, contro le 19 dell'anteguerra: i soldati diventarono ricchissimi rispetto ai napoletani e i prezzi salirono alle stelle. Le am-lire restarono in circolazione fino al 1950.
Alcuni numeri del 1944, convertiti con i coefficienti ISTAT:
- chi lavorava per gli Alleati guadagnava 50-120 lire al giorno (4,5-11 euro di oggi);
- un litro d'olio alla borsa nera costava 200 lire, fino a quattro giorni di lavoro;
- i fagioli passarono da 1 lira al chilo a 150 lire;
- un soldato semplice americano riceveva l'equivalente di circa 6.000 lire al mese, quanto un alto funzionario italiano.
In una lettera dell'ottobre 1944 si legge che per vivere servivano 20.000 lire al mese, contro le 8.000 dell'anno prima.
Cosa successe a Napoli nelle Quattro giornate del 1943?
Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 Napoli restò sotto occupazione tedesca: coprifuoco dalle 20 alle 6, fucilazione per chi aveva armi, sgombero della fascia costiera. Il comando tedesco ordinò il lavoro obbligatorio per gli uomini tra i 18 e i 33 anni: su circa 30.000 attesi se ne presentarono 150.
Il 27 settembre iniziarono i rastrellamenti e la città reagì. Gli scontri partirono dal Vomero e si estesero a Chiaia, Mergellina, Ponticelli e Soccavo, senza un comando unico: parteciparono operai, studenti, donne e ragazzi giovanissimi. Tra i decorati con la medaglia d'oro al valor militare c'è anche un ragazzino, Gennaro Capuozzo. Il 30 settembre i tedeschi lasciarono la città, dopo aver fatto saltare il porto e molti impianti.
Il 1° ottobre 1943 gli Alleati entrarono in una Napoli già liberata. Per l'insurrezione la città ha ricevuto la medaglia d'oro al valor militare. Nei mesi seguenti il porto divenne la principale base logistica alleata del Mediterraneo.
Quando è stata l'ultima eruzione del Vesuvio?
L'ultima eruzione del Vesuvio è iniziata il 18 marzo 1944 ed è durata una decina di giorni, fino al 29 marzo. Nella notte tra il 20 e il 21 marzo la colata di lava raggiunse San Sebastiano al Vesuvio e Massa di Somma, che furono in gran parte distrutti. Poi l'eruzione cambiò fase: fontane di lava e una colonna di cenere che ricoprì i paesi a est e a sud del vulcano, dove molti tetti crollarono sotto il peso.
Il bilancio fu di 26 morti e circa 12.000 sfollati. All'aeroporto di Pompei la cenere distrusse decine di bombardieri B-25 americani: le stime vanno da 70 a quasi 90 aerei.
Da allora il Vesuvio è in quiescenza: secondo l'INGV mostra una sismicità molto moderata e un degassamento a bassa temperatura nell'area del cratere. Il piano nazionale di emergenza, aggiornato nel 2024, conta 25 comuni nella zona rossa, con circa 670.000 abitanti. La colata del 1944 è ancora visibile dallo spazio, come una lingua scura tra i paesi vesuviani.
Quando hanno votato le donne per la prima volta in Italia?
Il diritto di voto alle donne fu riconosciuto con il decreto del 1° febbraio 1945, per le cittadine con almeno 21 anni. Il decreto però non diceva nulla sulla possibilità di essere elette: l'eleggibilità arrivò con un secondo decreto, il n. 74 del 10 marzo 1946.
La prima volta alle urne fu proprio in quei giorni: le elezioni amministrative si tennero dal 10 marzo al 7 aprile 1946 in 5.722 comuni, divisi in cinque turni. Il primo voto nazionale fu il 2 giugno 1946, con il referendum tra monarchia e repubblica e l'elezione dell'Assemblea costituente.
Vinse la Repubblica con 12.718.641 voti contro 10.718.502 per la monarchia, circa il 54%. Il Paese era spaccato: al Nord prevalse la Repubblica, al Sud la monarchia, che a Napoli prese quasi l'80%. La Corte di Cassazione proclamò i risultati definitivi il 18 giugno 1946. Tra i 556 eletti all'Assemblea costituente le donne furono 21.
Cronologia
- Il pane entra nella tessera annonaria in tutta Italia.
- Quattro giornate: Napoli insorge contro l'occupazione tedesca.
- Le truppe alleate entrano a Napoli.
- Epidemia di tifo a Napoli, fermata con il DDT entro febbraio 1944.
- Ultima eruzione del Vesuvio: distrutti in gran parte San Sebastiano e Massa di Somma.
- Gli Alleati entrano a Roma.
- Decreto che estende il diritto di voto alle donne.
- Liberazione del Nord Italia.
- Prime elezioni amministrative con il voto delle donne.
- Referendum istituzionale: nasce la Repubblica italiana.
Domande frequenti
Cosa significa 'Ha da passà 'a nuttata'?
Significa 'deve passare la notte'. È la battuta finale di Napoli milionaria!, la commedia che Eduardo De Filippo portò in scena nel marzo 1945 al Teatro San Carlo. Racconta una famiglia napoletana travolta dalla guerra e dalla borsa nera, e la frase divenne il modo di dire di una città che aspettava la fine delle sofferenze.
Chi erano gli sciuscià?
Erano i ragazzini che nella Napoli e nella Roma dell'occupazione alleata lucidavano le scarpe ai soldati, con una cassetta di legno. Il nome viene dall'inglese shoe-shine. Molti erano orfani o figli di famiglie ridotte alla fame; vendevano anche giornali e sigarette. Nel 1946 Vittorio De Sica dedicò loro il film Sciuscià.
Quanti morti fecero i bombardamenti su Napoli?
Tra il 1940 e il 1944 Napoli subì circa 200 incursioni aeree. Le stime parlano di oltre 20.000 vittime civili, ma il numero esatto non è certo. Uno dei bombardamenti più distruttivi fu quello americano del 4 agosto 1943, che quasi rase al suolo la basilica di Santa Chiara, riaperta al culto solo nel 1953.
Cos'era la tessera annonaria?
Era il documento con cui lo Stato razionava i generi alimentari durante la guerra. Ogni persona riceveva bollini da staccare dal fornaio o dal droghiere per avere la propria quota di pane, pasta, olio, zucchero. Le quantità erano fissate per legge e spesso insufficienti: per questo fiorì la borsa nera.
Dove si rifugiavano i napoletani durante i bombardamenti?
Soprattutto nelle cavità scavate nel tufo sotto la città: antiche cave, cisterne e gallerie adattate a rifugi antiaerei. La Galleria Borbonica, un tunnel progettato nel 1853 sotto la collina di Pizzofalcone, fu attrezzata con luce elettrica, brande e latrine, e ospitò famiglie anche per giorni interi. Nel 1944 molte famiglie rimaste senza casa vivevano ancora nei rifugi scavati nel tufo.
Quando entrò in vigore la Costituzione italiana?
La Costituzione fu approvata dall'Assemblea costituente il 22 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1° gennaio 1948. L'Assemblea era stata eletta il 2 giugno 1946, lo stesso giorno del referendum, e comprendeva 556 membri, tra cui 21 donne. Il testo originale contava 139 articoli e 18 disposizioni transitorie e finali.
Dove vederlo oggi
Galleria Borbonica, Napoli
Tunnel ottocentesco sotto Pizzofalcone usato come rifugio antiaereo: si vedono gli ambienti del rifugio e auto e moto d'epoca recuperate.
Teatro di San Carlo, Napoli
Colpito dalle bombe, riaprì nel dicembre 1943 e nel marzo 1945 ospitò la prima di Napoli milionaria!
Osservatorio Vesuviano, sede storica, Ercolano
Il più antico osservatorio vulcanologico del mondo, oggi museo dell'INGV, racconta le eruzioni del Vesuvio, compresa quella del 1944.
Galleria Umberto I, Napoli
La galleria dove gli sciuscià lucidavano le scarpe ai soldati alleati.
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