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1955

Come si viveva negli anni '50 in Italia: Roma, 1955

Pubblicato il Durata 9:35 14 fonti

Come si viveva negli anni '50 in Italia?

Negli anni '50 in Italia si viveva con poco ma con la sensazione che tutto stesse cambiando. Nel 1951 il 90% degli italiani aveva al massimo la licenza elementare e solo l'1% era laureato; ancora nel 1958 più di otto famiglie su dieci non avevano frigorifero, lavatrice né televisore. Intanto arrivavano la tv (1954), la Vespa, la Fiat 600 (1955) e milioni di persone emigravano.

Come si viveva negli anni '50 in Italia? Documentario in italiano sulla vita quotidiana a Roma nel dicembre 1955, nell'Italia che sta per diventare quella del boom.

Apri gli occhi in una casetta di borgata alla periferia di Roma, il 17 dicembre 1955: niente frigorifero, il gabinetto in cortile, la radio che annuncia l'ingresso dell'Italia nelle Nazioni Unite. Con Rosa e Tonino, arrivati dalla Calabria, e il figlio Peppino attraversi la città che cresce: i cantieri, le baracche sotto gli acquedotti, la stazione Termini e la prima metropolitana d'Italia, aperta a febbraio 1955 fino all'Eur. La scuola con il grembiule nero e l'analfabetismo del censimento 1951. Cinecittà, la Hollywood sul Tevere e via Veneto. La Vespa, la Lambretta e la Fiat 600 presentata a Ginevra nel 1955. La casa senza elettrodomestici, l'emigrazione verso il Belgio, la Germania e il Nord. Il sabato sera al bar davanti a Lascia o raddoppia. Poi la rubrica "Quanto costava…" con i prezzi del 1955 convertiti in euro di oggi con i coefficienti ISTAT. Alla fine, cosa è cambiato da allora a oggi.

In breve: i fatti da sapere

I capitoli del video

  1. 0:00Ti svegli a Roma
  2. 0:47La città che cresce
  3. 1:22Al lavoro
  4. 2:11A scuola
  5. 2:56La Hollywood sul Tevere
  6. 3:38Il sogno a motore
  7. 4:21La casa senza elettrodomestici
  8. 5:01Chi parte
  9. 5:46Il sabato sera
  10. 6:46Quanto costava…
  11. 7:32Cosa è cambiato
  12. 8:29Torni a casa

Com'era la vita quotidiana negli anni '50?

Per la maggior parte delle famiglie la casa era piccola e senza comodità. In molte case di periferia e di campagna il gabinetto era in cortile, in comune con altre famiglie, l'acqua si scaldava sul fuoco e si cucinava sul fornello a carbone o a legna. Senza frigorifero si faceva la spesa ogni giorno; d'estate il ghiaccio lo portava un uomo con il carretto. Il bucato si lavava a mano, nella tinozza.

La lavatrice e il frigorifero esistevano già, ma si vedevano soprattutto nelle pubblicità. Secondo un'indagine Doxa del 1958, più di otto italiani su dieci non avevano né frigorifero, né lavatrice, né televisore.

Nelle grandi città la popolazione cresceva in fretta: Roma superava di poco 1,6 milioni di abitanti nel 1955. Chi arrivava dal Sud e dalle campagne lavorava nei cantieri e, se non trovava casa, costruiva baracche di lamiera e tavole, a volte sotto gli archi degli antichi acquedotti. Un'indagine del 1957 contò a Roma oltre 50.000 baraccati.

Quanti italiani sapevano leggere e scrivere negli anni '50?

Il censimento del 4 novembre 1951 fotografa un Paese con poca istruzione. Circa un italiano su otto risultava analfabeta (nei censimenti dal 1951 erano contati come analfabeti anche quelli che sapevano solo leggere o solo scrivere). Secondo l'ISTAT, il 90% della popolazione aveva al massimo la licenza elementare e i laureati erano l'1%, di cui circa il 30% donne.

A scuola si andava anche il sabato, con il grembiule nero e il fiocco; le classi spesso erano separate tra maschi e femmine. Per gli adulti nacquero le scuole popolari: tra il 1947-48 e i primi anni '70 le frequentarono circa 7,7 milioni di allievi, 3 milioni dei quali adulti analfabeti.

Un aiuto decisivo venne poi dalla televisione: Telescuola dal 1958 e, dal 1960, Non è mai troppo tardi del maestro Alberto Manzi, che insegnava a leggere e scrivere davanti alla telecamera. Oggi l'analfabetismo in Italia riguarda meno dello 0,5% della popolazione.

Quando è arrivata la televisione in Italia?

La Rai iniziò le trasmissioni regolari il 3 gennaio 1954: alle 11 l'annunciatrice Fulvia Colombo lesse il messaggio di apertura dagli studi di Milano, e la sera andò in onda il primo telegiornale. All'inizio il segnale raggiungeva solo il 36% della popolazione; nel 1956 arrivò anche al Sud e nelle isole.

Un televisore costava in media circa 450.000 lire, più di 8.000 euro di oggi, e a fine 1955 gli abbonati erano circa 178.000. Per questo la tv si guardava al bar, al circolo o dai vicini.

Il programma che cambiò tutto fu Lascia o raddoppia?, il primo quiz della tv italiana, condotto da Mike Bongiorno e ispirato all'americano The $64,000 Question, in onda dal novembre 1955. Il sabato sera bar e locali si riempivano, mentre cinema e teatri si svuotavano: su pressione dei gestori il quiz fu spostato al giovedì nel febbraio 1956. Nel 1957 arrivò Carosello.

Quanto costava una Fiat 600 nel 1955?

La Fiat 600 fu presentata al Salone di Ginevra nel marzo 1955: quattro posti, motore posteriore, pensata per le famiglie. Costava 590.000 lire, quasi 11.000 euro di oggi con i coefficienti ISTAT, ma per un operaio equivaleva a circa dieci stipendi. Si poteva comprare a rate. Ad aprile 1955, al Salone di Torino, Gianni Agnelli la mostrò al presidente della Repubblica Luigi Einaudi.

Per quasi tutti, però, il primo mezzo a motore era lo scooter: la Vespa della Piaggio (1946) e la Lambretta dell'Innocenti (1947) costavano molto meno di un'auto e ci si saliva in due, a volte in tre. Il film Vacanze romane (1953), con Audrey Hepburn e Gregory Peck in Vespa per le strade di Roma, la rese famosa nel mondo.

Altri prezzi del 1955: un caffè al bar 40 lire (circa 75 centesimi di oggi), un giornale 25 lire, un biglietto della metropolitana 40 lire.

Dove emigravano gli italiani negli anni '50?

Negli anni '50 l'Italia era ancora un Paese di emigranti. Nel 1955 partirono quasi 300.000 persone, verso la Svizzera, il Belgio, la Francia, le Americhe e l'Australia. Moltissimi si spostarono anche all'interno del Paese, dal Sud e dal Nord-Est verso Torino, Milano e Roma.

Verso il Belgio si partiva per le miniere di carbone, in base all'accordo del 1946 che scambiava manodopera italiana con forniture di carbone. L'8 agosto 1956, nell'incendio della miniera del Bois du Cazier a Marcinelle, morirono 262 minatori, 136 dei quali italiani. Dal 2001 l'8 agosto è la Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo.

Il 20 dicembre 1955, a Roma, l'Italia firmò con la Germania Ovest l'accordo per il reclutamento di lavoratori: è considerato l'inizio dell'emigrazione italiana in Germania. Partivano soprattutto uomini, per miniere, cantieri e industria pesante, dopo una visita medica nel centro di Verona. In Germania li chiamavano Gastarbeiter, lavoratori ospiti.

Cronologia

  1. IX censimento generale: il 90% degli italiani ha al massimo la licenza elementare.
  2. Esce Vacanze romane, girato per le strade di Roma: la Vespa diventa un simbolo dell'Italia.
  3. La Rai inizia le trasmissioni televisive regolari.
  4. Il presidente Einaudi inaugura a Roma la prima metropolitana d'Italia, da Termini all'Eur.
  5. La Fiat 600 viene presentata al Salone di Ginevra.
  6. Debutta Lascia o raddoppia?, il primo quiz della tv italiana.
  7. L'Italia entra nelle Nazioni Unite.
  8. Accordo tra Italia e Germania Ovest per il reclutamento di lavoratori italiani.
  9. Disastro di Marcinelle: 262 minatori morti, 136 italiani.
  10. Un'indagine Doxa rileva che oltre otto italiani su dieci non hanno frigorifero, lavatrice né televisore.

Le vostre memorie

Sotto il video molti spettatori hanno raccontato quello che hanno vissuto o sentito in famiglia. Ne riportiamo alcuni, con le loro parole.

Incredibile! Le stesse cose che dice mio padre: primo televisore comprato nel 1958 e pagato sugli equivalenti € 8.000 attuali!
Commento su YouTube · il primo televisore in famiglia
certo :) mi racconta che gli altri condomini la sera chiedevano di vedere la televisione insieme. Praticamente un altro mondo
Commento su YouTube · la tv guardata insieme ai vicini
Sono nata nel 1944 e quel periodo lo ricordo benissimo mi fermo qui . grazie mille per il bellissimo video ❤❤❤❤❤❤❤❤❤❤
Commento su YouTube · io c'ero

Hai un ricordo da condividere? Scrivilo nei commenti del video: i più significativi finiscono qui.

Domande frequenti

Quanto guadagnava un operaio negli anni '50?

A metà degli anni '50 lo stipendio mensile di un operaio era intorno alle 60.000 lire: convertito con i coefficienti ISTAT, poco più di 1.000 euro di oggi. Molti lavoratori edili erano pagati a giornata. Con quello stipendio una Fiat 600 costava circa dieci mesi di lavoro, un televisore più di sette.

Quando è nata la prima metropolitana d'Italia?

La prima metropolitana d'Italia è quella di Roma, inaugurata il 9 febbraio 1955 dal presidente Luigi Einaudi. Collegava la stazione Termini all'Eur: 11 km, di cui 5 in superficie, percorsi in circa 8 minuti. Il progetto era nato per l'Esposizione del 1942, mai svolta; durante la guerra le gallerie servirono da rifugi antiaerei. Oggi è la linea B.

Perché Cinecittà era chiamata la Hollywood sul Tevere?

Perché negli anni '50 le grandi case di produzione americane giravano a Roma i loro film in costume, a partire da Quo Vadis (1951): i costi erano più bassi e le maestranze di Cinecittà molto abili. Attori e registi americani vivevano a Roma e frequentavano via Veneto, dove li aspettavano i fotografi.

Cosa si vinceva a Lascia o raddoppia?

Il concorrente rispondeva a domande su una materia a sua scelta e a ogni risposta esatta poteva lasciare la vincita o raddoppiarla. Il premio massimo era di 5.120.000 lire, quasi 95.000 euro di oggi: una cifra enorme, in un Paese dove una Fiat 600 costava 590.000 lire.

Quando l'Italia è entrata nell'ONU?

L'Italia è entrata nelle Nazioni Unite il 14 dicembre 1955, insieme ad altri quindici Paesi ammessi lo stesso giorno. Fino ad allora la sua domanda era stata bloccata dai contrasti tra Stati Uniti e Unione Sovietica durante la guerra fredda.

Dove vederlo oggi

Cinecittà, Roma

Gli studi della Hollywood sul Tevere, sulla via Tuscolana, dove si girano ancora film e serie.

MEI - Museo nazionale dell'emigrazione italiana, Genova

Museo multimediale alla Commenda di Prè che racconta in 16 aree le migrazioni italiane, dall'Unità a oggi.

Bois du Cazier, Marcinelle (Belgio)

La miniera del disastro del 1956, oggi sito memoriale e museo del lavoro.

MAUTO - Museo nazionale dell'automobile, Torino

Il museo della storia dell'automobile: nella collezione c'è anche una Fiat 600 del 1955.

Le foto vere

La stazione Termini con la pensilina della metropolitana, Roma 1956
La stazione Termini con la pensilina della metropolitana, Roma 1956H. Grobe · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Roma dal Gianicolo con la cupola di San Pietro
Roma dal Gianicolo con la cupola di San PietroAmaunet · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
L'Acquedotto Felice in via del Mandrione, Roma
L'Acquedotto Felice in via del Mandrione, RomaPatafisik · pubblico dominio · Wikimedia Commons
L'ingresso di Cinecittà, Roma
L'ingresso di Cinecittà, RomaJRibaX · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons
Gianni Agnelli mostra la nuova Fiat 600 al presidente Luigi Einaudi al Salone dell'automobile di Torino, 20 aprile 1955
Gianni Agnelli mostra la nuova Fiat 600 al presidente Luigi Einaudi al Salone dell'automobile di Torino, 20 aprile 1955Silvio Durante · pubblico dominio · Wikimedia Commons
Mike Bongiorno con Edy Campagnoli e Gianluigi Marianini a Lascia o raddoppia?, 1956
Mike Bongiorno con Edy Campagnoli e Gianluigi Marianini a Lascia o raddoppia?, 1956autore sconosciuto · pubblico dominio · Wikimedia Commons
Il sito minerario del Bois du Cazier a Marcinelle, dove l'8 agosto 1956 morirono 136 minatori italiani
Il sito minerario del Bois du Cazier a Marcinelle, dove l'8 agosto 1956 morirono 136 minatori italianiNenea hartia · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Fonti per approfondire

  1. ISTAT, censimento 1951 e coefficienti di rivalutazione della moneta (lire → euro)
  2. Wikipedia, Metropolitana di Roma
  3. Wikipedia, Cinecittà
  4. Wikipedia, Fiat 600
  5. Wikipedia, Piaggio Vespa
  6. Wikipedia, Lascia o raddoppia?
  7. Wikipedia, Emigrazione italiana
  8. Wikipedia, Borgata
  9. Doxa, indagine sui beni durevoli (1958)
  10. ISTAT, Dati alla mano: Cento anni di istruzione (podcast, trascrizione)
  11. Il Post, La prima metropolitana d'Italia, 9 febbraio 1955
  12. Il Post, Il giorno che la Rai cominciò le trasmissioni in tv
  13. Il Post, Il disastro della miniera di Marcinelle
  14. Università di Brescia, 8 agosto: Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo

Trascrizione completa

0:00Ti svegli a Roma

Apri gli occhi. Fa freddo, e dalla finestra entra odore di fumo di legna e di terra bagnata. Sei in una casetta di mattoni, alla periferia di Roma. È sabato diciassette dicembre millenovecentocinquantacinque. Sul comodino non c'è il telefono, e in cucina non c'è il frigorifero. C'è una radio accesa, a volume basso. Dice che il quattordici dicembre l'Italia è entrata nelle Nazioni Unite. Rosa, trentun anni, arrivata dalla Calabria con il marito Tonino, scalda il latte sul fornello a carbonella. Il gabinetto è fuori, in cortile, in comune con altre famiglie.

0:47La città che cresce

Roma ha poco più di un milione e seicentomila abitanti, e cresce ogni giorno. Arrivano dal Sud e dalle campagne, come Rosa e Tonino. Cercano lavoro nei cantieri, dove spuntano palazzi a perdita d'occhio. Chi non trova casa se la costruisce da solo: baracche di lamiera e tavole, perfino sotto gli archi degli antichi acquedotti. Un'indagine del millenovecentocinquantasette ci conterà più di cinquantamila persone.

1:22Al lavoro

Tonino esce presto: fa il muratore, sei giorni su sette. Prende l'autobus fino alla stazione Termini, rifatta da pochi anni, con la sua grande facciata moderna. Da qui, dallo scorso febbraio, parte una novità: la metropolitana, la prima d'Italia. Corre da Termini fino all'Eur, in parte sottoterra. L'Eur è il quartiere bianco di travertino nato per un'esposizione mai fatta. Il cantiere è un palazzo di sette piani. Si lavora con carriole e impalcature di legno, senza casco. Tonino è pagato a giornata, e la sera torna a casa bianco di calce, con le mani screpolate dal freddo.

2:11A scuola

Peppino, nove anni, va a scuola anche il sabato. Grembiule nero, colletto bianco, fiocco blu. Nella sua classe ci sono solo maschi, e il maestro scrive alla lavagna col gesso. Secondo il censimento del millenovecentocinquantuno, circa un italiano su otto non sa né leggere né scrivere. Quasi nove su dieci non sono andati oltre la quinta elementare. I laureati sono uno su cento. Rosa ha fatto solo la seconda elementare, in un paese della Calabria dove la scuola era lontana. Quando arriva una lettera, è Peppino a leggerla ad alta voce.

2:56La Hollywood sul Tevere

Sulla via Tuscolana, a sud-est del centro, c'è Cinecittà. Dopo Quo Vadis, girato qui, le grandi produzioni americane arrivano a Roma: costa meno, e le maestranze romane sono bravissime. La chiamano la Hollywood sul Tevere. Gli attori americani si fanno vedere in via Veneto, e i fotografi li aspettano davanti ai caffè. Nel millenovecentocinquantatré un film americano girato per le strade di Roma ha fatto il giro del mondo: due innamorati su una Vespa. E la Vespa è diventata un simbolo dell'Italia.

3:38Il sogno a motore

Per le strade ci sono più biciclette che automobili, e tanti scooter: la Vespa e la Lambretta. Costano meno di un'auto, e ci si sale in due. A volte in tre. A marzo di quest'anno, al Salone di Ginevra, la Fiat ha presentato la seicento: quattro posti, motore dietro, pensata per le famiglie. Costa cinquecentonovantamila lire, e si può pagare a rate. Tonino si ferma a guardarla nella vetrina di un concessionario. Per lui, per ora, resta un sogno. Poi si sistema il cappello, e riparte a piedi.

4:21La casa senza elettrodomestici

Rosa fa la spesa ogni giorno, perché senza frigorifero il cibo non si conserva. Il ghiaccio, d'estate, lo porta un uomo con il carretto, e l'acqua si scalda sul fuoco. Il bucato si fa a mano, nella tinozza. La lavatrice e il frigorifero si vedono nelle pubblicità: l'azienda elettrica di Roma li vende perfino a rate. Ma ancora nel millenovecentocinquantotto, secondo un'indagine Doxa, più di otto italiani su dieci non hanno né frigorifero, né lavatrice, né televisore.

5:01Chi parte

Oggi è arrivata una lettera dal Belgio. È del fratello di Rosa, che lavora in miniera, sottoterra. Peppino legge piano: fa freddo, si lavora tanto, ma si guadagna. Nel millenovecentocinquantacinque quasi trecentomila italiani lasciano il Paese: verso la Svizzera, il Belgio, la Francia, le Americhe, l'Australia. E tra tre giorni, il venti dicembre, a Roma, l'Italia firmerà un accordo con la Germania Ovest per mandare lavoratori nelle sue aziende. Altri, ogni giorno, partono per Torino e Milano.

5:46Il sabato sera

La sera, al bar della borgata, c'è folla. Il padrone ha comprato un televisore, e da qualche settimana, il sabato alle nove, c'è Lascia o raddoppia, il quiz che sta stregando l'Italia. La televisione è arrivata il tre gennaio millenovecentocinquantaquattro. Alla fine del millenovecentocinquantacinque gli abbonati sono circa centosettantottomila. Chi non ce l'ha, la guarda al bar. Un concorrente può vincere fino a cinque milioni e centoventimila lire. Il sabato cinema e locali incassano meno: da febbraio, su richiesta dei gestori, il quiz passerà al giovedì. Rosa, Tonino e Peppino guardano in piedi, in fondo alla sala, tra il fumo delle sigarette. Il presentatore legge la domanda, e il bar ammutolisce.

6:46Quanto costava…

Quanto costava vivere a Roma nel millenovecentocinquantacinque? Un caffè al bar, quaranta lire: circa settantacinque centesimi di oggi. Il giornale, venticinque lire: meno di cinquanta centesimi. La Fiat seicento, cinquecentonovantamila lire: quasi undicimila euro di oggi. Ma per un operaio erano circa dieci stipendi, che valevano poco più di mille euro l'uno. Un televisore, in quegli anni, costava in media circa quattrocentocinquantamila lire: più di ottomila euro di oggi. E il premio più alto del quiz valeva quasi novantacinquemila euro.

7:32Cosa è cambiato

Nel millenovecentocinquantuno un italiano poteva sperare di vivere in media sessantacinque anni circa. Nel duemilaventiquattro la speranza di vita era di oltre ottantatré anni. Allora i laureati erano uno su cento. Nel duemilaventiquattro, tra i venticinque e i sessantaquattro anni, era laureato più di un italiano su cinque. Nel millenovecentocinquantacinque partivano quasi trecentomila italiani. Nel duemilaventiquattro sono stati centocinquantaseimila. Si parte ancora, ma con un aereo e uno zaino. Roma, nel duemilaventiquattro, aveva quasi due milioni e settecentocinquantamila abitanti. E sotto gli archi degli acquedotti, dove c'erano le baracche, oggi passano strade e prati.

8:29Torni a casa

Cinecittà gira ancora film, e la stazione Termini è sempre lì. La Vespa e la seicento, invece, sono diventate oggetti da museo e da collezione. Rosa, Tonino e Peppino non sono mai esistiti, ma persone come loro sì. Se nella tua famiglia qualcuno è arrivato a Roma in quegli anni, o è partito, raccontacelo nei commenti. Iscriviti. La prossima volta la Macchina del Tempo ti porta a Torino, nel millenovecentosessantatré: il boom economico, la Fiat, e chi arriva dal Sud.

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