Cosa successe nel terremoto di Messina e Reggio Calabria del 1908?
Alle 5:20 del 28 dicembre 1908 una scossa di magnitudo 7,1 con epicentro nello Stretto durò 37 secondi e distrusse Messina e Reggio Calabria. Pochi minuti dopo un maremoto colpì entrambe le coste, con onde fino a 12-13 metri. Le vittime furono tra 80.000 e 120.000 secondo le stime: è il terremoto più grave della storia d'Italia.
Il terremoto di Messina e Reggio Calabria del 28 dicembre 1908: documentario in italiano sul sisma e sul maremoto che distrussero lo Stretto.
Apri gli occhi a Messina la sera del 27 dicembre 1908: al Teatro Vittorio Emanuele danno l'Aida, piove, la città dorme. Alle 5:20 la terra trema per 37 secondi, magnitudo 7,1. Pochi minuti dopo arriva il maremoto, su tutte e due le coste: fino a 12 metri in Sicilia, 13 a Pellaro. Vivi quella notte da entrambe le sponde: Messina e Reggio Calabria, la città di cui si parla meno. Poi le navi russe all'alba del 29, gli oltre 17.000 estratti vivi, le baracche, le prime norme antisismiche d'Italia (1909) e le città ricostruite a scacchiera.
Tra 80.000 e 120.000 vittime: il terremoto più grave della storia d'Italia e uno dei più gravi mai registrati in Europa.
In breve: i fatti da sapere
- La scossa arrivò alle 5:20 di lunedì 28 dicembre 1908, durò 37 secondi e aveva una magnitudo stimata di 7,1, con epicentro in mare nello Stretto di Messina.
- Secondo l'INGV le prime onde del maremoto raggiunsero le coste tra 5 e 10 minuti dopo la scossa: fino a 12 metri sulla costa siciliana e 13 a Pellaro, vicino a Reggio.
- Le stime delle vittime vanno da circa 80.000 a 120.000: a Messina morì circa metà della popolazione, a Reggio almeno 15.000 persone.
- A Messina crollò circa il 90% degli edifici; tra il 28 dicembre 1908 e l'11 marzo 1909 si contarono 293 repliche.
- All'alba del 29 dicembre arrivarono da Augusta le navi della flotta russa, tra i primi soccorsi organizzati; il re Vittorio Emanuele III sbarcò a Messina il 30 dicembre.
- Il 3 gennaio 1909 fu dichiarato lo stato d'assedio a Messina e nel circondario di Reggio, con il generale Francesco Mazza commissario straordinario.
- Il Regio Decreto 18 aprile 1909 n. 193 introdusse norme tecniche obbligatorie per costruire nei comuni colpiti: è l'inizio della normativa antisismica italiana.
I capitoli del video
- 0:00Ti svegli a Messina
- 1:01Due città, uno Stretto
- 2:09La notte
- 2:35Trentasette secondi
- 3:33Il mare si ritira
- 4:13Reggio, dall'altra parte
- 5:13Isolati dal mondo
- 5:47Arrivano i russi
- 6:51Il conto
- 7:39Le baracche e la città nuova
- 8:35Torni a casa
Cosa successe la mattina del 28 dicembre 1908?
Alle 5:20 di lunedì 28 dicembre 1908 la terra tremò sotto lo Stretto di Messina per 37 secondi. Era ancora buio e quasi tutti dormivano: la sera prima, al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, si era data l'Aida, e molti forestieri erano in città per le feste.
L'INGV stima una magnitudo di 7,1, con epicentro in mare e un'intensità che raggiunse l'XI grado della scala Mercalli nell'area più colpita. Il catalogo storico dell'INGV raccoglie osservazioni da centinaia di località, dalla Sicilia orientale a tutta la Calabria meridionale.
Le case di Messina e Reggio erano in gran parte in pietra e malta povera, con tetti pesanti: la Protezione Civile indica come cause dei crolli la scarsa qualità delle costruzioni e la debolezza dei terreni di fondazione. A Messina venne giù circa il 90% degli edifici, compresa la Palazzata, la cortina di palazzi sul porto già ricostruita dopo il terremoto del 1783.
La scossa fu registrata anche dagli strumenti lontani, come l'osservatorio di Gottinga in Germania. E non fu l'ultima: nei due mesi e mezzo successivi si contarono 293 repliche.
Quanto fu alto il maremoto del 1908 sullo Stretto?
Il terremoto generò quello che l'INGV definisce il maremoto più rovinoso di cui si abbia memoria in Italia. Le prime onde arrivarono sulle coste dello Stretto e della Sicilia orientale tra 5 e 10 minuti dopo la scossa, quando molti sopravvissuti si erano rifugiati proprio sul lungomare, lontano dai palazzi pericolanti.
Prima il mare si ritirò, lasciando le barche sul fondo; poi tornò con almeno tre ondate. Le altezze stimate vanno da 6 a 12 metri sulla costa siciliana e arrivano a 13 metri a Pellaro, a sud di Reggio Calabria. A Reggio la ferrovia costiera fu strappata via.
Il geografo Mario Baratta, inviato sul posto dalla Società Geografica Italiana pochi giorni dopo, raccolse le osservazioni in una carta del maremoto pubblicata nel 1910 nel volume La catastrofe sismica calabro messinese. La carta mostra un fatto sorprendente: l'altezza dell'onda cambiava molto anche tra località vicine, soprattutto per la forma dei fondali e della costa.
Il maremoto spezzò anche i cavi sottomarini del telegrafo, contribuendo a isolare le due città dal resto del Paese.
Quante vittime fece il terremoto di Messina e Reggio?
Il numero esatto non si conoscerà mai. Le stime vanno da circa 80.000 a 120.000 morti: la Protezione Civile parla di circa 80.000 vittime, altre ricostruzioni arrivano a 120.000, contando 80.000 morti in Sicilia e circa 40.000 in Calabria.
- Messina aveva circa 140.000-150.000 abitanti: ne morì circa la metà, forse 70.000-80.000 persone.
- Reggio Calabria perse almeno 15.000 abitanti; alcune stime arrivano a 25.000.
- Nella caserma Mezzacapo di Reggio morirono centinaia di soldati del 22° reggimento di fanteria; all'ospedale civile, su 230 ricoverati, ne sopravvissero 29.
Il conto è incerto per diversi motivi: in città c'erano molti forestieri arrivati per le feste, i registri anagrafici andarono distrutti, e molti feriti morirono nei giorni successivi o dopo essere stati evacuati.
Danni e vittime non si fermarono alle due città. In provincia di Messina furono colpiti centri come Savoca, Santa Teresa di Riva e Alì; in Calabria, Palmi contò circa 700 morti. Resta comunque il terremoto più grave della storia d'Italia e uno dei più gravi mai registrati in Europa.
Perché Reggio Calabria è la città dimenticata del 1908?
Quando si parla del 1908 si dice quasi sempre "terremoto di Messina". Eppure Reggio Calabria fu distrutta quasi quanto la città siciliana, e l'INGV sottolinea che in Calabria gli effetti distruttivi si estesero su un'area più ampia di quella siciliana, fino all'intero versante occidentale dell'Aspromonte.
Le ragioni del ricordo sbilanciato sono diverse. Messina era più grande, con un porto tra i più trafficati del Mediterraneo, ed era lì che approdavano le navi straniere, i giornalisti e i fotografi: la maggior parte delle immagini d'epoca che circolano ritrae Messina. Il re sbarcò per primo a Messina, e lì si concentrarono i soccorsi internazionali.
A Reggio i primi aiuti arrivarono soprattutto via terra, da Cosenza e dai paesi vicini, mentre le comunicazioni restavano interrotte. Anche la ricostruzione ebbe un suo percorso: il piano regolatore dell'ingegnere Pietro De Nava, del 1911, disegnò la Reggio moderna con strade larghe e rettilinee e il lungomare che si vede ancora oggi.
Come arrivarono i soccorsi e cosa fu lo stato d'assedio?
Per ore il resto d'Italia non seppe nulla: telegrafo e ferrovie erano interrotti. La prima notizia partì nel pomeriggio del 28 dicembre dalla torpediniera Spica, da Marina di Nicotera (le fonti indicano le 14:50 o le 17:25), e arrivò a Roma in serata.
All'alba del 29 dicembre entrarono nel porto di Messina le navi della flotta russa che si trovavano nella rada di Augusta, tra cui le corazzate Slava e Cesarevič e gli incrociatori Makarov e Bogatyr'. Arrivarono poi navi britanniche, e nei giorni seguenti aiuti da Germania, Francia e Stati Uniti. In tutto furono estratte vive circa 17.000 persone, la maggior parte dai soldati italiani.
Il 3 gennaio 1909 il governo dichiarò lo stato d'assedio nel comune di Messina e nel circondario di Reggio, affidando i pieni poteri al generale Francesco Mazza, comandante del XII corpo d'armata. Il provvedimento, motivato con la lotta allo sciacallaggio, fu discusso in Parlamento e la gestione di Mazza fu molto criticata: le cronache riportano esecuzioni sommarie di presunti sciacalli, tra cui persone che scavavano tra le rovine delle proprie case.
Cosa cambiò dopo il 1908: baracche, norme antisismiche e città nuove
Per anni i sopravvissuti vissero nelle baracche di legno, in quartieri provvisori che prendevano il nome dei Paesi o delle regioni donatrici: americano, svizzero, lombardo, tedesco, e uno dedicato alla regina Elena. Si discusse perfino di non ricostruire Messina, ma la città rimase dov'era.
Il Regio Decreto 18 aprile 1909, n. 193 fissò norme tecniche e igieniche obbligatorie per riparare, ricostruire e costruire edifici nei comuni colpiti, elencati uno per uno. Fu preparato da una commissione divisa tra geologi, incaricati di valutare i siti, e ingegneri, che stabilirono i criteri costruttivi. Per la prima volta in Italia si chiedeva di tenere conto delle forze sismiche nel progetto e si introduceva una classificazione sismica del territorio.
Le due città rinacquero con un nuovo disegno: a Messina il piano dell'ingegnere Luigi Borzì, a Reggio quello di Pietro De Nava, con strade larghe e dritte a scacchiera ed edifici bassi. Chi passeggia oggi nei due centri cammina ancora dentro quei piani. Il prezzo fu alto anche per il patrimonio: chiese, palazzi e opere d'arte recuperati dalle macerie formano oggi una parte importante delle collezioni del Museo regionale di Messina.
Cronologia
- Al Teatro Vittorio Emanuele di Messina va in scena l'Aida; la città è piena di gente per le feste.
- Scossa di magnitudo 7,1 sotto lo Stretto: 37 secondi che distruggono Messina e Reggio Calabria.
- Tra 5 e 10 minuti dopo la scossa il maremoto colpisce le due coste, con onde fino a 12-13 metri.
- La torpediniera Spica trasmette da Marina di Nicotera la prima notizia del disastro; a Roma arriva in serata.
- Le navi della flotta russa arrivano da Augusta nel porto di Messina e i marinai cominciano a scavare.
- Il re Vittorio Emanuele III e la regina Elena sbarcano a Messina.
- Stato d'assedio a Messina e nel circondario di Reggio; il generale Francesco Mazza è commissario straordinario.
- Fine del periodo in cui si contano 293 repliche dopo la scossa principale.
- Regio Decreto n. 193: prime norme tecniche obbligatorie per costruire nei comuni colpiti.
- Piano regolatore di Pietro De Nava per la ricostruzione di Reggio Calabria.
Le vostre memorie
Sotto il video molti spettatori hanno raccontato quello che hanno vissuto o sentito in famiglia. Ne riportiamo alcuni, con le loro parole.
Se io posso scrivere ora, qui, e posso respirare e vivere è perché la piccola famiglia del mio bisnonno si salvò quella terrificante notte. Lui, sua moglie Maria e la piccola Rosaria che aveva 2 anni furono protetti da una trave del tetto che cadde sul letto matrimoniale dove dormivano. La trave protesse i corpi mentre tutto di sopra crollava. La loro casa era al piano terreno. Se non fosse stato così sarebbero morti tutti ed io ora non esisterei su questa terra. Poi mio nonno nacque 8 anni dopo, nel 1916 e nel 1940 mia madre. Io nel 1966. Tutti i miei primi 22 anni di vita sono stati segnati dai racconti del terremoto che mio nonno e la prozia Rosaria raccontavano continuamente. Ho comperato e recuperato decine di libri e documenti su quella notte assassina. Conosco tante storie vere della mia famiglia e di quei primi anni post terremoto. E cerco sempre di raccontare a tutti quella immane tragedia che il 37 secondi annientò circa centomila persone e una civiltà intera di una delle più gloriose città italiane.
La mia nonna Giuseppa incinta di 8 mesi l'hanno soccorsa era appesa ad un balcone dopo un mese nasceva mia zia Domenia nata in una stalla la famiglia di 6 persone si sono salvate tutti io sono di Messina sono venuta dopo ho 81 anni😮
Mia nonna si salvò, perchè una trave di legno del soffitto cadde sulla balaustra del letto e si fermò, creando una bolla d'aria che le impedì di rimanere sepolta ....
mio nonno è nato a novembre del 1908 , un mese e mezzo prima del terremoto, in provincia a Barcellona PG. Mi raccontava che a otto anni suo padre lo portò a Messina. Ricordava che molti edifici erano tutti nelle baracche: il tribunale per esempio. Poi mi raccontò anche della costruzione della Chiesa del Carmine dove si trova attualmente e cioè a fianco del tribunale. Mi raccontò anche una leggenda su questa ricosteuzione della Chiesa: sembra che era lì che volevano ricostruire il tribunale al posto della vecchia Chiesa crollata
Un mio vicino lo chiamavano Terremoto perché era Nato nel 1908.
Hai un ricordo da condividere? Scrivilo nei commenti del video: i più significativi finiscono qui.
Cosa ci hanno fatto notare gli spettatori
Le ricostruzioni con l'IA possono sbagliare dettagli d'epoca. Queste sono le segnalazioni ricevute e cosa abbiamo verificato.
Vittime anche fuori dalle due città
La segnalazione: Uno spettatore ricorda che ci furono morti anche in provincia di Messina, citando la tomba di una vittima nel cimitero di Barcellona Pozzo di Gotto, a oltre 40 chilometri.
La verifica: È corretto che il disastro andò oltre Messina e Reggio: il catalogo storico INGV registra effetti in centinaia di località e sono documentati danni e vittime in centri come Savoca, Santa Teresa di Riva, Alì e, in Calabria, Palmi (circa 700 morti). Il caso specifico di Barcellona Pozzo di Gotto non è stato verificato.
Stato d'assedio e fucilazioni
La segnalazione: Uno spettatore scrive che i militari fucilavano chi cercava di estrarre i propri cari dalle macerie, accusandolo di sciacallaggio.
La verifica: Il 3 gennaio 1909 fu dichiarato lo stato d'assedio con pieni poteri al generale Francesco Mazza (Gazzetta Ufficiale del 4 gennaio 1909), e le cronache riportano esecuzioni sommarie di presunti sciacalli, anche di persone che frugavano tra le proprie case. Il numero dei casi non è documentato con certezza; l'ulteriore affermazione su una cassaforte sparita non ha trovato conferma.
Domande frequenti
Quanto durò il terremoto di Messina del 1908?
La scossa principale durò 37 secondi, alle 5:20 del 28 dicembre 1908. Fu sufficiente a far crollare circa il 90% degli edifici di Messina e gran parte di Reggio Calabria. Alla scossa seguirono un maremoto, arrivato tra 5 e 10 minuti dopo, e una lunga serie di repliche: 293 fino all'11 marzo 1909.
Che magnitudo ebbe il terremoto del 1908?
Il catalogo parametrico dei terremoti italiani dell'INGV (CPTI15) indica una magnitudo momento di 7,1, con un margine di incertezza di circa 0,2. Altre stime vanno da 7,0 a 7,2. Per l'epoca non esistevano strumenti moderni: il valore è ricostruito dai sismogrammi storici e dagli effetti osservati in centinaia di località. L'intensità massima raggiunse l'XI grado della scala Mercalli.
Dove si trovava l'epicentro del terremoto di Messina?
L'epicentro era in mare, nello Stretto di Messina, tra le due città. Gli studi individuano come responsabile una faglia diretta orientata circa nord-nordest/sud-sudovest all'interno dello Stretto, ma la sua geometria esatta è ancora discussa dai sismologi. Per questo le due sponde furono colpite in modo così simile, e il maremoto si generò subito a ridosso delle coste.
Chi era Gaetano Salvemini e cosa gli successe nel 1908?
Gaetano Salvemini, storico e poi celebre antifascista, nel 1908 insegnava all'Università di Messina. Sopravvisse al terremoto, ma perse la moglie, i cinque figli e la sorella: fu l'unico superstite della sua famiglia. La sua storia è una delle più citate per raccontare la dimensione privata di una tragedia che colpì decine di migliaia di famiglie.
Perché i marinai russi sono ricordati a Messina?
Perché furono tra i primi soccorsi organizzati ad arrivare: le loro navi si trovavano nella rada di Augusta ed entrarono nel porto di Messina all'alba del 29 dicembre 1908, meno di 24 ore dopo la scossa. I marinai scavarono tra le macerie ed estrassero vive più di mille persone. Nel 2012 la città ha inaugurato un monumento in bronzo in loro onore.
Chi studiò per primo il terremoto e il maremoto del 1908?
Lo studio più completo dell'epoca è di Mario Baratta, inviato dalla Società Geografica Italiana: nel 1910 pubblicò La catastrofe sismica calabro messinese, oltre 400 pagine con una carta delle osservazioni del maremoto. Sul sisma lavorarono anche Giuseppe Mercalli, Giovanni Platania e il sismologo giapponese Fusakichi Omori.
Lo Stretto di Messina è ancora una zona sismica?
Sì. Lo Stretto e la Calabria meridionale sono tra le aree a più alta pericolosità sismica d'Italia: oltre al 1908, la zona era stata colpita dalla sequenza del 1783 e dal forte terremoto calabrese del 1905. Oggi però si costruisce con regole molto più severe, la cui storia comincia proprio con il decreto del 18 aprile 1909.
Dove vederlo oggi
Museo Interdisciplinare Regionale (MuMe), Messina
Raccoglie centinaia di opere e frammenti architettonici di chiese e palazzi recuperati dalle macerie del 1908, accanto a capolavori di Antonello da Messina e Caravaggio.
Monumento ai marinai russi, Messina
Il bronzo inaugurato nel 2012 ricorda i marinai della flotta russa che scavarono tra le macerie dal 29 dicembre 1908.
Lungomare e centro storico di Reggio Calabria
Le strade larghe e rettilinee del centro e il lungomare seguono il piano di ricostruzione di Pietro De Nava del 1911.
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