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1912

Titanic documentario italiano: come è affondato, minuto per minuto

Pubblicato il Durata 10:22 9 fonti

Come e perché è affondato il Titanic?

Il Titanic urtò un iceberg alle 23:40 del 14 aprile 1912, mentre viaggiava a circa 22 nodi nell'Atlantico del Nord. L'urto aprì sei dei sedici compartimenti stagni a prua, ma la nave poteva restare a galla con al massimo quattro allagati. Affondò alle 2:20 del 15 aprile, 2 ore e 40 minuti dopo: morirono circa 1.500 persone su oltre 2.200 a bordo.

Titanic, affondamento, 1912: documentario in italiano su come è affondato il Titanic, minuto per minuto.

Ti svegli a bordo del Titanic la sera del 14 aprile 1912, nell'Atlantico del Nord. Alle 23:40 la nave urta un iceberg: da quel momento restano 2 ore e 40 minuti. Vivi l'affondamento in prima persona, dagli avvisi di ghiaccio ignorati alla vedetta Frederick Fleet, dalle scialuppe partite mezze vuote ai razzi che il Californian vede senza capire.

Scopri la radio Marconi di Jack Phillips e Harold Bride, il CQD e l'SOS, la corsa del Carpathia del capitano Rostron, i 37 italiani a bordo con Luigi Gatti di Montalto Pavese e i suoi camerieri, e il relitto ritrovato nel 1985 a 3.800 metri di profondità.

In breve: i fatti da sapere

I capitoli del video

  1. 0:00Ti svegli a bordo
  2. 1:04Gli avvisi di ghiaccio
  3. 2:10Iceberg!
  4. 2:57La ferita
  5. 3:33Le scialuppe
  6. 4:41La radio di Marconi
  7. 6:03Gli italiani del Titanic
  8. 6:38La fine
  9. 7:48L'alba
  10. 8:43Il relitto
  11. 9:26Torni a casa

Perché è affondato il Titanic?

La causa diretta è nota: alle 23:40 del 14 aprile 1912 la nave urtò un iceberg con la fiancata di dritta. Ma il disastro è il risultato di più fattori messi insieme.

  • Gli avvisi ignorati: nel corso del viaggio la sala radio ricevette sette avvisi di ghiaccio, e non tutti arrivarono al ponte di comando.
  • La velocità: il Titanic procedeva a circa 22 nodi, poco più di 40 km/h, vicino alla sua velocità massima. Per una nave lunga 269 metri servivano centinaia di metri per cambiare rotta.
  • Il mare piatto e la notte senza luna: senza onde che si infrangessero alla base, l'iceberg era quasi invisibile fino all'ultimo.
  • La ferita: lo scafo era diviso in 16 compartimenti stagni e poteva restare a galla con i primi quattro allagati. L'urto ne aprì sei. L'acqua, riempiendo i compartimenti di prua, superava le paratie, che non arrivavano fino in cima, e passava al successivo.

Alle 2:20 del 15 aprile la nave, spezzata in due, scomparve sotto la superficie.

Quante persone sono morte sul Titanic?

Non esiste un numero esatto, perché le liste di imbarco contenevano errori e omonimie. A bordo c'erano circa 2.200 persone: secondo i dati più citati, 1.320 passeggeri e 892 membri dell'equipaggio.

Le stime dei morti vanno da circa 1.490 a oltre 1.600; la cifra più usata è "circa 1.500". I sopravvissuti raccolti dal Carpathia furono 710.

Le probabilità di salvarsi dipesero molto dal sesso e dalla classe di viaggio. Secondo i dati raccolti dopo il naufragio:

  • donne: sopravvisse il 74%, il 97% in prima classe ma solo il 46% in terza;
  • bambini: sopravvisse il 51%, tutti quelli di seconda classe ma solo il 34% in terza;
  • uomini: sopravvisse il 20%, il 33% in prima classe e appena l'8% in seconda.

La regola "prima le donne e i bambini" fu applicata in modo diverso sui due lati della nave, e per chi veniva dalla terza classe raggiungere il ponte delle scialuppe fu più lento e difficile.

Perché le scialuppe del Titanic non bastavano?

Il Titanic aveva 20 scialuppe, 16 di legno e 4 pieghevoli, per circa 1.178 posti. A bordo c'erano più di 2.200 persone.

Eppure la nave era in regola. Le norme del Board of Trade britannico non erano state aggiornate dal 1894, quando la nave passeggeri più grande considerata stazzava circa 13.000 tonnellate: per tutte le navi oltre le 10.000 tonnellate chiedevano 16 scialuppe. Il Titanic, molto più grande, ne portava più del minimo richiesto, come riconobbero sia l'inchiesta americana sia quella britannica.

Il problema fu aggravato da come le scialuppe vennero usate. La prima, la numero 7, scese alle 0:45 con circa 28 persone su 65 posti. Non era mai stata fatta un'esercitazione, molti passeggeri non volevano lasciare una nave grande e illuminata, e alcuni ufficiali temevano che i paranchi non reggessero il peso di una lancia piena. Dopo l'affondamento, quasi nessuna scialuppa tornò indietro a raccogliere chi era in acqua, a circa -2 °C.

Quanti italiani c'erano sul Titanic?

Il numero esatto non si conosce. Lo storico Claudio Bossi, che ha studiato a lungo le liste, ha contato 37 vittime italiane: 7 passeggeri, soprattutto di seconda classe, e 30 persone che lavoravano a bordo, in gran parte nel ristorante di prima classe. In seguito ha parlato di una quarantina di italiani in tutto.

Il ristorante à la carte era gestito da Luigi Gatti, nato a Montalto Pavese il 3 gennaio 1875. Il suo personale, più di sessanta persone soprattutto italiane e francesi, era assunto direttamente da lui e non dalla White Star Line. Del ristorante si salvarono solo tre persone: le due cassiere e il maître Paul Maugé, che raccontò che il personale era stato ostacolato nel raggiungere il ponte delle scialuppe. Il corpo di Gatti fu recuperato dalla nave posacavi Minia.

Gli italiani sopravvissuti furono tre: Emilio Portaluppi di Arcisate, in seconda classe; Argene Genovesi, della provincia di Lucca, in seconda classe e incinta; e Luigi Finoli, in terza classe, di cui si persero le tracce dopo il salvataggio.

Cosa è cambiato dopo il naufragio del Titanic?

Il naufragio portò a due inchieste ufficiali. Quella del Senato degli Stati Uniti, guidata dal senatore William Alden Smith, iniziò il 19 aprile 1912, il giorno dopo l'arrivo del Carpathia a New York. Quella britannica, presieduta da Lord Mersey, cominciò a Londra il 2 maggio 1912.

Le conseguenze più importanti furono queste:

  • la convenzione SOLAS (Safety of Life at Sea), la prima versione del trattato internazionale sulla sicurezza in mare, adottata nel 1914 proprio in risposta al Titanic; la versione oggi in vigore è quella del 1974;
  • scialuppe per tutti i passeggeri e l'equipaggio, con esercitazioni regolari;
  • radio accese 24 ore su 24 sulle navi passeggeri, perché nessuna richiesta di soccorso andasse persa come accadde con il Californian, il cui marconista aveva spento l'apparecchio alle 23:30;
  • l'International Ice Patrol, istituita nel 1914 e affidata alla Guardia costiera degli Stati Uniti, che da allora sorveglia gli iceberg nell'Atlantico del Nord, con l'eccezione degli anni di guerra.

Dove si trova oggi il relitto del Titanic?

Il relitto si trova in acque internazionali, a circa 350 miglia nautiche (circa 650 km) dalle coste di Terranova, in Canada, a una profondità di circa 3.800 metri. Fu localizzato il 1° settembre 1985 da una spedizione franco-americana guidata da Robert Ballard e Jean-Louis Michel.

La nave giace in due tronconi, prua e poppa, separati da centinaia di metri e circondati da un ampio campo di detriti. Nel 1986 il Congresso degli Stati Uniti approvò l'RMS Titanic Maritime Memorial Act, che riconosce il sito come memoriale marittimo internazionale.

Il relitto si sta lentamente consumando. Le "rusticles", le formazioni di ruggine che pendono dallo scafo, sono prodotte da comunità di batteri. Uno di questi, scoperto in campioni raccolti nel 1991 e descritto nel 2010 da ricercatori della Dalhousie University e dell'Università di Siviglia, è stato chiamato Halomonas titanicae. Secondo alcune previsioni degli stessi ricercatori, tra qualche decennio dello scafo potrebbe restare ben poco.

Cronologia

  1. Il Titanic parte da Southampton; in serata fa scalo a Cherbourg.
  2. Ultimo scalo a Queenstown (oggi Cobh), in Irlanda, poi la traversata verso New York.
  3. La vedetta Frederick Fleet avvista l'iceberg e avverte il ponte.
  4. Urto con l'iceberg: si aprono sei compartimenti a prua.
  5. Il comandante Edward Smith ordina di preparare le scialuppe.
  6. Scende la prima scialuppa, la numero 7, con circa 28 persone su 65 posti.
  7. Il Titanic si spezza e affonda, 2 ore e 40 minuti dopo l'urto.
  8. Arriva il Carpathia del capitano Arthur Rostron, che raccoglie 710 sopravvissuti.
  9. Il Carpathia arriva a New York, dove sul molo attendono decine di migliaia di persone.
  10. Robert Ballard e Jean-Louis Michel ritrovano il relitto a circa 3.800 metri di profondità.

Domande frequenti

Quanto tempo ci ha messo il Titanic ad affondare?

Il Titanic affondò in 2 ore e 40 minuti. L'urto con l'iceberg avvenne alle 23:40 del 14 aprile 1912, ora di bordo, e la nave scomparve sotto la superficie alle 2:20 del 15 aprile. Il progettista Thomas Andrews, dopo aver ispezionato i danni, aveva previsto che la nave sarebbe rimasta a galla per un'ora e mezza, forse due.

Il Titanic era davvero inaffondabile?

No. All'epoca se ne parlava come di una nave "praticamente inaffondabile", ma il progetto aveva un limite preciso. Lo scafo era diviso in 16 compartimenti stagni e poteva restare a galla con i primi quattro allagati. L'iceberg ne aprì sei, e le paratie, che non arrivavano fino al ponte superiore, lasciarono passare l'acqua da un compartimento all'altro.

Quanto era fredda l'acqua quando affondò il Titanic?

L'acqua dell'oceano era a circa -2 °C: l'acqua salata resta liquida anche sotto lo zero. A quella temperatura la maggior parte delle persone finite in mare perse conoscenza e morì nel giro di pochi minuti per il freddo. Solo la scialuppa numero 14, dell'ufficiale Harold Lowe, tornò indietro, riuscendo a salvare pochissime persone.

Perché il Californian non andò a salvare il Titanic?

Il Californian si era fermato per la notte a causa del ghiaccio, a poche miglia dal Titanic. Il suo unico marconista aveva spento la radio alle 23:30, dieci minuti prima dell'urto, e non sentì le richieste di soccorso. Dal ponte furono visti dei razzi bianchi, ma nessuno capì che erano segnali di pericolo. Le inchieste del 1912 criticarono duramente il comportamento del comandante.

Chi era Luigi Gatti?

Luigi Gatti, nato a Montalto Pavese nel 1875, era un ristoratore che gestiva a Londra alcuni ristoranti di lusso. La White Star Line gli affidò il ristorante à la carte di prima classe dell'Olympic e poi del Titanic. Morì nel naufragio insieme a quasi tutto il suo personale, composto in gran parte da italiani e francesi.

Dove si possono vedere oggetti del Titanic?

A Belfast, dove la nave fu costruita, il museo Titanic Belfast ne racconta la storia dalla progettazione al naufragio. A Southampton, porto di partenza, il SeaCity Museum espone oggetti originali e testimonianze registrate dei passeggeri. A Halifax, in Canada, il Maritime Museum of the Atlantic racconta il naufragio e conserva le scarpe del "bambino sconosciuto", recuperato dalla nave Mackay-Bennett.

Dove vederlo oggi

Titanic Belfast, Belfast (Irlanda del Nord)

Il museo sorge accanto ai cantieri dove fu costruito il Titanic e ne racconta la storia dalla progettazione al naufragio.

SeaCity Museum, Southampton (Regno Unito)

La mostra "Southampton's Titanic Story", con oggetti originali di bordo e le voci registrate dei sopravvissuti.

Maritime Museum of the Atlantic, Halifax (Canada)

Una sezione sul Titanic con le scarpe del "bambino sconosciuto", il cui corpo fu recuperato dalla nave Mackay-Bennett.

Le foto vere

Il Titanic lascia Southampton il 10 aprile 1912
Il Titanic lascia Southampton il 10 aprile 1912Francis Godolphin Osbourne Stuart · Pubblico dominio · Wikimedia Commons
L'ultima scialuppa calata con successo dal Titanic, fotografata dal Carpathia la mattina del 15 aprile 1912
L'ultima scialuppa calata con successo dal Titanic, fotografata dal Carpathia la mattina del 15 aprile 1912Louis Ogden · Pubblico dominio · Wikimedia Commons
Sopravvissuti del Titanic a bordo del Carpathia
Sopravvissuti del Titanic a bordo del CarpathiaAutore sconosciuto · Pubblico dominio · Wikimedia Commons
La prua del relitto del Titanic fotografata nel 2004 dal robot sottomarino Hercules
La prua del relitto del Titanic fotografata nel 2004 dal robot sottomarino HerculesNOAA/Institute for Exploration/University of Rhode Island · Pubblico dominio · Wikimedia Commons

Fonti per approfondire

  1. Encyclopaedia Britannica, Titanic
  2. Trascrizioni delle inchieste del 1912 (Senato USA e Wreck Commissioner britannico)
  3. Encyclopedia Titanica, passeggeri ed equipaggio
  4. NOAA, RMS Titanic: storia e significato
  5. Treccani, Enciclopedia on line, voce "Titanic"
  6. IMO, International Convention for the Safety of Life at Sea (SOLAS)
  7. Library of Congress, "Failure to Update the Law: A Titanic Mistake" (2012)
  8. Linkiesta, le ricerche di Claudio Bossi sugli italiani del Titanic (2012)
  9. Quotidiano.net, gli italiani a bordo del Titanic secondo Claudio Bossi (2020)

Trascrizione completa

0:00Ti svegli a bordo

Apri gli occhi. Sotto di te il pavimento vibra piano, come un cuore enorme. Fuori dall'oblò c'è solo il nero dell'oceano. Sei a bordo della nave più grande del mondo. È la sera del 14 aprile 1912. Il Titanic è partito da Southampton quattro giorni fa ed è diretto a New York. È lungo duecentosessantanove metri, e i giornali lo chiamano praticamente inaffondabile. A bordo ci sono duemiladuecento persone. In prima classe milionari, cene di dieci portate, uno scalone di legno e vetro. In terza classe famiglie di emigranti che portano con sé tutto quello che hanno. In questo viaggio vivrai le ultime due ore e quaranta minuti del Titanic, minuto per minuto. E scoprirai quanto di questa storia parla italiano.

1:04Gli avvisi di ghiaccio

Durante quel giorno, alla sala radio del Titanic arrivano diversi avvisi da altre navi: c'è ghiaccio sulla rotta. La radio è un'invenzione recente, di un italiano, Guglielmo Marconi. E i due operatori a bordo sono dipendenti della sua compagnia. Ma quella sera gli operatori sono sommersi dai telegrammi privati dei passeggeri. Non tutti gli avvisi arrivano sul ponte di comando. E la nave continua a correre veloce, nel buio. Il Titanic viaggia a circa ventidue nodi, più di quaranta chilometri all'ora. Per una nave di quelle dimensioni è quasi la velocità massima. E di notte, con quella velocità, per fermarsi o virare servono centinaia di metri. Il mare è una tavola, senza onde e senza Luna. Sembra una notte perfetta. In realtà è la peggiore: senza onde che si infrangono alla base, un iceberg nel buio è quasi invisibile.

2:10Iceberg!

Ore ventitré e trentanove. La vedetta Frederick Fleet vede un'ombra davanti alla nave. Suona tre volte la campana e telefona al ponte: iceberg, dritto davanti a noi! Sul ponte, il primo ufficiale William Murdoch ordina di virare e dà l'ordine alle macchine. La nave comincia a girare. Lentamente. Troppo lentamente. Ore ventitré e quaranta. Un fruscio lungo, un tremito, qualche pezzo di ghiaccio che cade sul ponte. Molti passeggeri non si accorgono di niente. Qualcuno, per gioco, raccoglie il ghiaccio.

2:57La ferita

Sotto la linea di galleggiamento, invece, l'iceberg ha deformato le lamiere per decine di metri. Si aprono sei compartimenti a prua. L'acqua entra nelle stive e nelle sale caldaie. Il progettista Thomas Andrews scende a vedere. Fa due conti e li dice al comandante Edward Smith: la nave può restare a galla con quattro compartimenti allagati. Non con sei. Il Titanic affonderà. Resta forse un'ora e mezza, forse due.

3:33Le scialuppe

A mezzanotte e cinque il comandante ordina di preparare le scialuppe. Ce ne sono venti. Possono portare in tutto millecentosettantotto persone. A bordo sono più di duemiladuecento. All'inizio nessuno vuole salire. Fa freddo, la nave è enorme e illuminata, e sembra molto più sicura di una barca di legno nell'oceano. La prima scialuppa, la numero sette, scende alle zero e quarantacinque con ventotto persone. Ne poteva portare sessantacinque. Vale la regola delle donne e dei bambini prima. Ma il modo in cui viene applicata cambia da un lato all'altro della nave, e l'accesso dai ponti inferiori della terza classe è lento e confuso. Alcune scialuppe partono quasi vuote. La numero uno, che poteva portare quaranta persone, scende con dodici. Nessuno ha mai fatto un'esercitazione, e gli ufficiali temono che i paranchi non reggano il peso di una lancia piena.

4:41La radio di Marconi

Nella sala radio Jack Phillips e Harold Bride lanciano la richiesta di soccorso: CQD, e poi il segnale nuovo, SOS. È una delle prime volte che viene usato in un naufragio. A novantatré chilometri di distanza, il piroscafo Carpathia riceve il messaggio. Il comandante Arthur Rostron fa girare la nave e spinge le macchine al massimo, anche attraverso il ghiaccio. Ma gli serviranno circa quattro ore. E c'è una nave molto più vicina: il Californian, fermo nel ghiaccio a poche miglia. Il suo marconista ha spento la radio ed è andato a dormire alle ventitré e trenta, dieci minuti prima dell'impatto. Dal ponte vedono dei razzi bianchi, ma nessuno capisce che è una richiesta di aiuto. Dal Titanic sparano otto razzi bianchi, uno ogni pochi minuti. Illuminano per un istante il ponte, le scialuppe in mare, i volti. Poi di nuovo il buio. Sapete chi doveva essere a bordo del Titanic? Proprio Marconi. Era stato invitato al viaggio inaugurale, ma aveva scelto di partire prima, sul Lusitania. Quella notte la sua invenzione salverà più di settecento persone.

6:03Gli italiani del Titanic

A bordo ci sono anche trentasette italiani. Molti lavorano in un posto speciale: il ristorante à la carte di prima classe, affidato a un italiano di Montalto Pavese, Luigi Gatti. I camerieri del suo ristorante non fanno parte dell'equipaggio della compagnia, e dormono in cabine in fondo alla nave. Quella notte quasi nessuno di loro riesce ad arrivare alle scialuppe. Gatti, si racconta, va incontro al suo destino ancora in frac.

6:38La fine

Alle due la prua è sott'acqua. La poppa comincia ad alzarsi. Le luci sono ancora accese. L'orchestra, secondo molti testimoni, continua a suonare fino alla fine per calmare i passeggeri. Alle due e un quarto l'inclinazione aumenta di colpo. Le luci si spengono. Tra il terzo e il secondo fumaiolo lo scafo si spezza. La poppa ricade, si alza di nuovo quasi in verticale, e scivola giù. Ore due e venti. Il Titanic scompare. Sono passate due ore e quaranta minuti dall'urto. In acqua restano centinaia di persone. L'oceano è a due gradi sotto zero: la maggior parte di loro non sopravvive che pochi minuti. Molte scialuppe hanno posti liberi, ma quasi nessuna torna indietro: si ha paura di essere rovesciati da chi è in acqua. Solo la numero quattordici, dell'ufficiale Harold Lowe, rientra tra i relitti. È tardi: riesce a salvare pochissime persone.

7:48L'alba

Verso le quattro del mattino, nel buio, compaiono le luci del Carpathia. Le scialuppe remano verso di lui. All'alba i sopravvissuti vedono per la prima volta gli iceberg tutt'intorno, rosa nella luce del mattino. Il Carpathia raccoglie settecentodieci sopravvissuti. I morti sono circa millecinquecento. Morirono tutti i musicisti dell'orchestra e tutti i macchinisti, che tennero accese le luci fino alla fine. Quattro giorni dopo, la sera del 18 aprile, il Carpathia entra nel porto di New York sotto la pioggia. Sul molo aspettano decine di migliaia di persone. Il mondo scopre che la nave inaffondabile non esiste più.

8:43Il relitto

Per settantatré anni nessuno sa esattamente dove sia. Poi, il primo settembre del 1985, una spedizione franco-americana guidata da Robert Ballard e Jean-Louis Michel lo ritrova a circa tremilaottocento metri di profondità. Il relitto è in due pezzi, a circa seicento metri l'uno dall'altro. E sta sparendo: un batterio che si nutre di ferro, battezzato Halomonas titanicae, lo sta divorando poco a poco. Tra qualche decennio potrebbe non restarne quasi niente.

9:26Torni a casa

Da quella notte il mondo cambia le regole. Scialuppe per tutti a bordo, radio accese giorno e notte, una pattuglia internazionale che sorveglia gli iceberg nell'Atlantico. Molte delle regole di sicurezza del mare nascono lì. Il prossimo viaggio della Macchina del Tempo ti porta molto più vicino a casa: nell'Italia degli anni Venti, cento anni fa. Come si viveva senza antibiotici, senza frigorifero, con la radio appena nata. Iscriviti, e ci vediamo nel passato.

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