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2560 a.C.

Chi ha costruito le piramidi? Giza, 4.500 anni fa

Pubblicato il Durata 7:32 10 fonti

Chi ha costruito le piramidi di Giza? Furono davvero gli schiavi?

La Grande Piramide di Cheope, costruita nel XXVI secolo a.C., fu costruita da lavoratori egiziani organizzati in squadre: artigiani specializzati fissi e contadini chiamati a turno come forma di tassa in lavoro. Ricevevano razioni di pane, birra e carne e alloggiavano in una città vicino alla Sfinge. Le stime vanno da circa 4.000-5.000 a 36.000 persone; non schiavi.

Chi ha costruito le piramidi di Giza, e come? Documentario in italiano sulla costruzione della Grande Piramide di Cheope.

Apri gli occhi su una barca carica di blocchi di calcare, sul Nilo, 4.500 anni fa. Vivi un giorno nel cantiere della Grande Piramide: il diario di Merer, il papiro più antico del mondo scritto da un capo-squadra; il ramo del Nilo che arrivava fino a Giza; il trucco della sabbia bagnata per trainare le slitte; la città degli operai con pane, birra e carne; le tombe dei costruttori scoperte nel 1990.

E la risposta alla domanda più famosa: le piramidi le hanno costruite gli schiavi? No. Ecco chi c'era davvero.

In breve: i fatti da sapere

I capitoli del video

  1. 0:00Ti svegli sul Nilo
  2. 0:51Il mito degli schiavi
  3. 1:40Il diario di Merer
  4. 2:34L'autostrada d'acqua
  5. 3:12Il trucco della sabbia
  6. 3:48Chi c'è nel cantiere
  7. 4:28La città degli operai
  8. 5:00Chi comanda
  9. 5:24Le tombe degli operai
  10. 5:55Centoquarantasei metri
  11. 6:38Quello che resta

Le piramidi sono state costruite dagli schiavi?

No. L'immagine di masse di schiavi frustati viene soprattutto dai film e, più indietro, dallo storico greco Erodoto, che visitò l'Egitto nel V secolo a.C., circa duemila anni dopo Cheope. Nelle sue Storie (libro II, 124) scrive che il faraone chiuse i templi e costrinse tutti gli egiziani a lavorare per lui, a gruppi di 100.000 uomini a turni di tre mesi, con 10 anni per la strada di accesso e 20 anni per la piramide.

Gli scavi degli ultimi decenni raccontano altro:

  • i nomi delle squadre di lavoro scritti sui blocchi, come gli «Amici di Cheope»;
  • la città degli operai con panifici e magazzini;
  • le tombe dei costruttori sepolti accanto al faraone, con offerte di pane e birra;
  • i papiri di Merer, registri di lavoro scritti da chi c'era.

Il quadro più condiviso è quello di una forza lavoro egiziana, in parte specializzata e stabile, in parte reclutata a rotazione. Per molti era un obbligo verso lo Stato, una tassa pagata con il lavoro e ricompensata con razioni: non libertà come la intendiamo oggi, ma nemmeno schiavitù.

Quanti operai servirono per costruire la Grande Piramide?

Non esiste un numero certo e le stime variano molto:

  • Erodoto: 100.000 uomini a turni, un numero tondo raccolto da guide e sacerdoti;
  • Mark Lehner, l'archeologo che ha scavato la città degli operai: circa 20.000 persone;
  • Zahi Hawass, che ha scavato il loro cimitero: circa 36.000 tra lavoratori permanenti e stagionali, sulla base delle dimensioni dell'abitato e della necropoli;
  • una simulazione della società di ingegneria DMJM: 4.000-5.000 uomini per i lavori di costruzione veri e propri, su un periodo di 20-40 anni.

Secondo Lehner i lavoratori erano divisi in due squadre, ciascuna in cinque «phyle», unità che i Greci tradussero come «tribù», a loro volta suddivise in gruppi più piccoli con nomi come resistenza o perfezione. Alcune squadre prendevano il nome dal re, come gli «Amici di Cheope» o quelli che Lehner traduce come «Ubriachi di Micerino». Questi nomi sono dipinti nelle camere di scarico sopra la camera del re. Squadre diverse sui lati opposti dei monumenti fanno pensare a una certa competizione tra gruppi.

Cosa racconta il diario di Merer?

Nel 2013 una missione francese guidata da Pierre Tallet e Gregory Marouard ha trovato a Wadi al-Jarf, un antico porto sul Mar Rosso, una serie di papiri sepolti davanti alle grotte usate come rimessaggio per le barche. I meglio conservati, i papiri Jarf A e B, sono il giornale di bordo dell'ispettore Merer e risalgono al 27° anno di regno di Cheope: sono tra i più antichi papiri scritti mai scoperti. Zahi Hawass l'ha definita la più grande scoperta in Egitto del XXI secolo.

Il diario copre alcuni mesi, da luglio a novembre, e registra giorno per giorno il trasporto di calcare bianco dalle cave di Tura fino a Giza. Ogni dieci giorni circa la squadra compiva due o tre viaggi, con una trentina di blocchi da 2-3 tonnellate: circa 200 blocchi al mese. Secondo Tallet erano probabilmente destinati al rivestimento esterno della piramide.

Nel testo compare il nome antico della piramide, Akhet-Khufu, «Orizzonte di Cheope», e il superiore di Merer: Ankhhaf, fratellastro del faraone, che dirigeva il porto di Giza. Parti dei papiri sono state esposte al Museo Egizio del Cairo.

Come venivano trasportati i blocchi delle piramidi?

Soprattutto via acqua. Gran parte della piramide è fatta di calcare locale cavato sull'altopiano di Giza, ma i blocchi più pregiati arrivavano in barca: il calcare bianco di Tura per il rivestimento e il granito di Assuan, con blocchi fino a circa 80 tonnellate, per la struttura della camera del re. Uno studio pubblicato su PNAS nel 2022 ha ricostruito un antico ramo del Nilo, oggi scomparso, che arrivava fino ai piedi dell'altopiano e serviva da porto.

Scaricati, i blocchi viaggiavano su slitte di legno trainate con le corde. Nel 2014 un gruppo di fisici dell'Università di Amsterdam (Fall e colleghi, Physical Review Letters) ha dimostrato che una piccola quantità d'acqua crea ponti capillari tra i granelli di sabbia, la irrigidisce e riduce molto l'attrito; troppa acqua, invece, peggiora le cose.

Una pittura nella tomba del governatore Djehutihotep a Deir el-Bersha, del Medio Regno, mostra proprio una statua colossale trainata su una slitta, con un uomo che versa acqua davanti ai pattini.

Come vivevano gli operai delle piramidi?

Circa 400 metri a sud della Sfinge, oltre il grande muro di pietra detto Muro del Corvo, si trova Heit el-Ghurab, la «città perduta» dei costruttori. L'associazione AERA di Mark Lehner la scava dal dicembre 1988: è un abitato di oltre 7 ettari con gallerie, case per gli amministratori, laboratori, cucine, panifici, magazzini e dieci grandi silos per il grano in un edificio amministrativo reale. Secondo Lehner i lavoratori erano pagati in razioni.

Poco lontano c'è il cimitero degli operai, scoperto nel 1990 e scavato da Zahi Hawass. Hawass vi ha studiato circa 600 scheletri: l'età media alla morte era tra 30 e 35 anni, segno di una vita dura. Ma dodici scheletri hanno lesioni alle mani trattate con stecche di legno, e un uomo con una gamba fratturata, operato, sopravvisse altri 14 anni. Nel 2010 Hawass presentò nuove tombe come prova che i costruttori non erano schiavi: nessuno avrebbe sepolto degli schiavi con tanto onore all'ombra della piramide del re.

Quanto è alta la Grande Piramide e quanto ci volle a costruirla?

In origine la piramide era alta 146,6 metri, pari a 280 cubiti reali, con una base di circa 230 metri per lato e una pendenza di circa 51°50'. Oggi misura 138,5 metri: il rivestimento di calcare bianco levigato è stato in gran parte asportato e quello che vediamo è il nucleo interno. Un blocco originale del rivestimento, trovato tra le macerie ai piedi della piramide, è conservato al British Museum.

Si stima che siano serviti circa 2,3 milioni di blocchi per 6 milioni di tonnellate complessive. Per la durata dei lavori Erodoto parla di 20 anni; altre ricostruzioni arrivano a circa 26 anni. All'interno ci sono tre camere note: una scavata nella roccia e mai finita, la cosiddetta camera della regina e la camera del re con il sarcofago di granito. Alcuni studiosi attribuiscono il progetto a Hemiunu, visir di Cheope.

La piramide è rimasta la costruzione più alta del mondo fino al 1311, quando la torre della cattedrale di Lincoln, in Inghilterra, fu sormontata da una guglia che poi crollò in una tempesta nel 1548.

Cronologia

  1. Regno di Cheope (stima), durante la IV dinastia: costruzione della Grande Piramide.
  2. L'ispettore Merer annota il trasporto del calcare da Tura a Giza.
  3. Erodoto visita l'Egitto e racconta di 100.000 uomini a turni di tre mesi.
  4. La guglia della cattedrale di Lincoln supera in altezza la Grande Piramide.
  5. Ai piedi della piramide vengono scoperte due fosse con la barca di Cheope.
  6. Mark Lehner e l'AERA iniziano gli scavi della città degli operai, Heit el-Ghurab.
  7. Viene scoperto il cimitero dei costruttori delle piramidi.
  8. Pierre Tallet e Gregory Marouard trovano i papiri di Merer a Wadi al-Jarf.
  9. L'Università di Amsterdam dimostra l'effetto della sabbia bagnata sull'attrito delle slitte.
  10. Apre completamente il Grand Egyptian Museum, che ospita anche la barca di Cheope.

Domande frequenti

Quanto tempo ci è voluto per costruire la piramide di Cheope?

Le stime vanno da circa 20 a circa 26 anni. Il numero di 20 anni viene da Erodoto, che lo raccolse in Egitto nel V secolo a.C.; altre ricostruzioni moderne calcolano circa 26 anni. In entrambi i casi significa posare, in media, un blocco ogni pochi minuti per tutta la durata del cantiere, lavorando dall'alba al tramonto.

Chi era l'architetto della Grande Piramide?

Non c'è una firma. Alcuni studiosi attribuiscono il progetto a Hemiunu, visir di Cheope, ma non ci sono prove definitive. Dal diario di Merer sappiamo invece che Ankhhaf, fratellastro del faraone, dirigeva il porto di Giza dove arrivavano i blocchi, al vertice di una catena di ispettori, scribi e capisquadra.

Perché la piramide di Cheope non è più bianca?

Il rivestimento esterno era di calcare bianco di Tura, levigato e liscio, e rifletteva la luce del sole. Nel corso dei secoli quasi tutte queste lastre sono state asportate e riutilizzate come materiale da costruzione, anche per il Cairo medievale. Per questo oggi si vedono i gradoni del nucleo interno e la piramide è più bassa di circa 8 metri.

Dove si trova oggi la barca di Cheope?

La barca di Cheope, scoperta nel 1954 in una fossa ai piedi della Grande Piramide, è lunga circa 43-44 metri ed è fatta di legno di cedro tenuto insieme da corde. Per decenni è stata esposta in un museo accanto alla piramide; nel 2021 è stata trasferita al Grand Egyptian Museum di Giza, aperto completamente il 1 novembre 2025.

Quanto pesavano i blocchi delle piramidi?

I blocchi del diario di Merer pesavano 2-3 tonnellate ciascuno. La maggior parte del nucleo è fatta di blocchi di calcare locale di dimensioni irregolari, solo sbozzati. I più pesanti sono quelli di granito di Assuan usati attorno alla camera del re, che arrivano a circa 80 tonnellate. In tutto la piramide pesa circa 6 milioni di tonnellate.

Gli operai delle piramidi venivano pagati?

Non con il denaro, che nell'Egitto dell'Antico Regno non esisteva come moneta. Ricevevano razioni di cibo, soprattutto pane e birra, oltre a carne, alloggio e cure mediche. Per molti contadini il lavoro al cantiere era un servizio obbligatorio a turni verso lo Stato, una specie di tassa pagata con il proprio lavoro.

Dove vederlo oggi

Piana di Giza, Egitto

Le tre grandi piramidi, la Sfinge, il cimitero degli operai e il sito della loro città, Heit el-Ghurab.

Grand Egyptian Museum, Giza

Il nuovo museo vicino alle piramidi, che ospita la barca di Cheope in un edificio dedicato.

Museo Egizio del Cairo, piazza Tahrir

Il museo storico del Cairo, dove sono stati esposti frammenti del diario di Merer.

British Museum, Londra

Conserva un blocco originale del rivestimento della Grande Piramide (EA 490).

Le foto vere

Le tombe dei costruttori delle piramidi a Giza, scoperte nel 1990.
Le tombe dei costruttori delle piramidi a Giza, scoperte nel 1990.Ahmed Yousry Mahfouz · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Riproduzione della pittura della tomba di Djehutihotep a Deir el-Bersha: una statua colossale trainata su una slitta, con un uomo che versa acqua davanti ai pattini.
Riproduzione della pittura della tomba di Djehutihotep a Deir el-Bersha: una statua colossale trainata su una slitta, con un uomo che versa acqua davanti ai pattini.Giulia Faletti · Pubblico dominio · Wikimedia Commons
Un blocco originale del rivestimento della Grande Piramide, trovato tra le macerie ai piedi del monumento, al British Museum.
Un blocco originale del rivestimento della Grande Piramide, trovato tra le macerie ai piedi del monumento, al British Museum.CaptMondo · CC BY 2.5 · Wikimedia Commons
La barca di Cheope esposta al Grand Egyptian Museum di Giza.
La barca di Cheope esposta al Grand Egyptian Museum di Giza.Alena Belova for Exhibo · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Fonti per approfondire

  1. Wikipedia, Diary of Merer (Tallet e Marouard, Wadi al-Jarf, 2013)
  2. Sheisha et al. 2022, PNAS, "Nile waterscapes facilitated the construction of the Giza pyramids"
  3. Università di Amsterdam 2014, la sabbia bagnata e le slitte
  4. CBC, "Tombs suggest pyramids not built by slaves" (Hawass, 2010)
  5. AERA, Lost City of the Pyramid Builders
  6. Wikipedia, History of the world's tallest buildings
  7. Erodoto, Storie, libro II, 124 (Perseus Digital Library, trad. A. D. Godley)
  8. PBS NOVA, Who Built the Pyramids? Interviste a Mark Lehner e Zahi Hawass
  9. Fall et al., Sliding Friction on Wet and Dry Sand, Physical Review Letters 112, 175502 (2014)
  10. Wikipedia, Great Pyramid of Giza

Trascrizione completa

0:00Ti svegli sul Nilo

Apri gli occhi. Sei sdraiato su tavole di legno che ondeggiano. Sopra di te una vela bianca, e intorno acqua marrone, larga come un lago. Senti uomini che cantano a tempo, mentre remano. Accanto a te, legati con le corde, ci sono blocchi di pietra bianca, ognuno pesante come due automobili. E davanti, all'orizzonte, qualcosa di enorme, triangolare, che brilla nel sole. Sei in Egitto, circa quattromilacinquecento anni fa. Quella è la Grande Piramide del faraone Cheope, ancora in costruzione. E oggi scoprirai chi la sta costruendo davvero.

0:51Il mito degli schiavi

Forse ti hanno raccontato che le piramidi le hanno costruite migliaia di schiavi, frustati sotto il sole. È l'immagine dei film. Ma da dove viene? In gran parte da Erodoto, uno storico greco che visita l'Egitto circa duemila anni dopo, e racconta di un Cheope crudele che costringe tutti gli egiziani a lavorare. Per secoli è stata l'unica versione. Poi gli archeologi hanno iniziato a scavare. Erodoto scrive anche un numero: centomila uomini, a turni di tre mesi, per vent'anni. Un numero tondo, raccontato da guide e sacerdoti due millenni dopo. Per sapere com'è andata davvero servivano prove scritte da chi c'era.

1:40Il diario di Merer

Guarda l'uomo a poppa, quello che conta i blocchi e scrive su un rotolo. Si chiama Merer. È un ispettore, e comanda una squadra di circa duecento uomini. Nel 2013, in un porto antico sul Mar Rosso, gli archeologi francesi hanno trovato i suoi appunti. Sono tra i papiri scritti più antichi mai scoperti. E raccontano, giorno per giorno, il viaggio del calcare dalle cave di Tura fino a Giza. Il diario è preciso come un registro di bordo. Ogni dieci giorni circa, la squadra di Merer fa due o tre viaggi, con una trentina di blocchi da due o tre tonnellate ciascuno.

2:34L'autostrada d'acqua

Si dorme sulle sponde, si mangia sulla barca, si riparte all'alba. Ma come arriva una barca fin sotto la piramide? Nel 2022 uno studio ha ricostruito il paesaggio di allora: un ramo del Nilo, oggi scomparso, arrivava fino ai piedi dell'altopiano. Gli egiziani lo avevano trasformato in un porto. Per l'acqua non passa solo il calcare. Il granito rosa della camera del re arriva da Assuan, a più di ottocento chilometri verso sud. Senza il fiume, la Grande Piramide non sarebbe mai esistita.

3:12Il trucco della sabbia

Scaricati i blocchi, si caricano su slitte di legno. Una squadra tira le corde. E davanti alla slitta un uomo fa una cosa strana: versa acqua sulla sabbia. Nel 2014 un gruppo di fisici dell'Università di Amsterdam ha fatto la prova: con la giusta quantità d'acqua, la sabbia diventa compatta e serve circa la metà della forza per tirare. E in una tomba egizia c'è proprio la scena

3:48Chi c'è nel cantiere

di un uomo che versa l'acqua davanti alla slitta. Sulle rampe lavorano squadre con dei nomi, che gli archeologi hanno ritrovato scritti sui blocchi. Ci sono scalpellini, muratori, carpentieri, medici. E ci sono contadini che arrivano a turno dai villaggi, soprattutto quando il Nilo inonda i campi. Schiavi, dunque? No. Ma nemmeno volontari come li immaginiamo oggi: molti erano chiamati a lavorare per lo Stato per un periodo, come una tassa pagata con il proprio lavoro. Ricevevano cibo, alloggio e,

4:28La città degli operai

se si facevano male, cure. Al tramonto segui gli operai giù dall'altopiano. Poco a sud della Sfinge c'è una vera città: strade, case, magazzini. E un profumo che non ti aspetti: pane appena sfornato. Gli archeologi qui hanno trovato forni, grandi giare per la birra e montagne di ossa di bovini e pecore macellati. Chi costruisce la tomba del faraone mangia carne.

5:00Chi comanda

Non è la dieta di uno schiavo. In cima alla piramide del comando non c'è solo il faraone. Nel diario di Merer compare il suo capo: Ankhhaf, un nobile della famiglia reale, che dirige i lavori. Sotto di lui ci sono ispettori, scribi, capisquadra.

5:24Le tombe degli operai

È un'organizzazione, non una frusta. Nel 1990 il cavallo di una turista inciampa in un muretto nella sabbia. Sotto c'è un cimitero: le tombe dei costruttori delle piramidi, sepolti accanto al loro faraone, con pane e birra per l'aldilà. Per l'archeologo Zahi Hawass è la prova definitiva: nessuno avrebbe sepolto degli schiavi con tanto onore,

5:55Centoquarantasei metri

all'ombra della piramide del re. All'alba sali sulla rampa più alta. Quando sarà finita, la piramide sarà alta circa centoquarantasei metri, rivestita di calcare bianco lucidato che riflette il sole come uno specchio. E rimarrà la costruzione più alta del mondo per più di tremilaottocento anni, fino alla guglia di una cattedrale inglese, a Lincoln, nel 1311. Per farla, secondo le stime,

6:38Quello che resta

servono circa due milioni e trecentomila blocchi. Vuol dire, per vent'anni, un blocco messo in posa ogni pochi minuti, dall'alba al tramonto. Oggi il rivestimento bianco è quasi tutto sparito, usato come cava per costruire il Cairo. Ma la piramide è ancora lì. E dentro le sue pietre c'è il lavoro di persone con un nome, una squadra, una famiglia. La prossima volta la Macchina del Tempo ti porta ancora più indietro: sessantasei milioni di anni fa, il giorno in cui un asteroide colpisce la Terra. Iscriviti, e ci vediamo nel passato.

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