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66 milioni di anni fa

Asteroide che uccise i dinosauri: la prova è a Gubbio

Pubblicato il Durata 11:07 16 fonti

Come si sono estinti i dinosauri?

Circa 66 milioni di anni fa un asteroide largo circa 10 chilometri colpì la Terra a una ventina di chilometri al secondo, nell'attuale Yucatán, in Messico, scavando il cratere di Chicxulub. Incendi, tsunami e anni di buio e freddo cancellarono circa tre quarti delle specie, dinosauri non aviani compresi. La prova decisiva, pubblicata nel 1980, venne da Gubbio.

Come si sono estinti i dinosauri? Documentario in italiano sull'asteroide di Chicxulub, 66 milioni di anni fa, e sulla prova trovata in Italia.

Apri gli occhi nell'ultimo giorno del Cretaceo, tra tirannosauri, triceratopi e mosasauri. Poi arriva il sasso dal cielo: dieci chilometri di roccia a venti chilometri al secondo nel Golfo del Messico. I dieci minuti dopo a Tanis, le perle di vetro che piovono, il fuoco, lo tsunami, l'inverno da impatto. E la scoperta: nella Gola del Bottaccione, vicino a Gubbio, un centimetro d'argilla pieno di iridio che nel 1980 ha convinto il mondo. Chi è sopravvissuto, e perché ogni uccello che vedi oggi è un dinosauro.

In breve: i fatti da sapere

I capitoli del video

  1. 0:00Ti svegli nell'ultimo giorno
  2. 1:07Il mondo di allora
  3. 1:58E l'Italia?
  4. 2:44Il sasso dal cielo
  5. 3:33L'impatto
  6. 4:25Dieci minuti dopo
  7. 5:25Fuoco e mare
  8. 6:00L'inverno
  9. 6:54La prova di Gubbio
  10. 9:03Chi sopravvive
  11. 9:58Torni a casa

Come si sono estinti i dinosauri?

Circa 66 milioni di anni fa, alla fine del Cretaceo, un asteroide largo circa 10 chilometri colpì un mare basso dove oggi c'è la penisola dello Yucatán, in Messico. Viaggiava a circa 20 chilometri al secondo e liberò un'energia pari a miliardi di bombe di Hiroshima.

Gli effetti si susseguirono in pochi minuti, poi in ore, poi in anni:

  • un terremoto enorme e una pioggia di sferette di vetro, la roccia fusa e ricaduta dal cielo;
  • uno tsunami che attraversò gli oceani;
  • incendi in molte regioni, causati dai detriti che rientravano nell'atmosfera;
  • un inverno da impatto: polvere, zolfo e fuliggine oscurarono il Sole e fecero crollare le temperature.

Senza luce le piante smisero di crescere, e la catena alimentare si spezzò sulla terra e nel mare. Sparì circa tre quarti delle specie viventi: tutti i dinosauri tranne gli uccelli, gli pterosauri, i rettili marini come i mosasauri e le ammoniti. Sopravvissero soprattutto animali piccoli, capaci di nascondersi nelle tane o nell'acqua e di mangiare poco, tra cui i mammiferi che avrebbero poi occupato gli spazi lasciati liberi.

Cosa c'è nella Gola del Bottaccione a Gubbio?

La Gola del Bottaccione è una stretta valle appena a nord di Gubbio, in Umbria, scavata dal torrente Camignano tra il monte Ingino e il monte Foce. La percorre la strada statale 298 verso Scheggia, sovrastata da un tratto dell'acquedotto medievale.

Le sue pareti sono una pagina di storia della Terra lunga decine di milioni di anni. Sono calcari rosati e bianchi nati dal fango di gusci microscopici che si depositava sul fondo di un mare profondo, la Tetide, quando l'Italia ancora non esisteva. Il sollevamento dell'Appennino ha poi portato quegli strati in superficie.

In un punto preciso la successione è interrotta da uno strato d'argilla spesso circa un centimetro: sotto, la roccia è piena di foraminiferi del Cretaceo; sopra, quasi tutti scompaiono. È il limite K-Pg, il momento dell'estinzione.

Il valore del sito è riconosciuto a livello mondiale. Nel novembre 2022 l'Unione internazionale di scienze geologiche (IUGS) l'ha inserito tra i primi 100 siti del patrimonio geologico del pianeta. Nello stesso anno la gola è stata scelta come sezione di riferimento internazionale (il cosiddetto "chiodo d'oro") per l'inizio del Campaniano, un piano del Cretaceo di circa 83,6 milioni di anni fa: la cerimonia si è tenuta il 26 luglio 2023.

Chi ha scoperto che un asteroide uccise i dinosauri?

Il geologo americano Walter Alvarez lavorava a Gubbio dalla metà degli anni Settanta: studiava le inversioni del campo magnetico terrestre registrate nelle rocce. Voleva capire quanto tempo rappresentasse quel sottile strato d'argilla al limite del Cretaceo.

Suo padre Luis Alvarez, fisico e premio Nobel, propose di misurare l'iridio, un metallo rarissimo nella crosta terrestre ma più abbondante nei meteoriti. I chimici nucleari Frank Asaro e Helen Michel, del Lawrence Berkeley Laboratory, analizzarono i campioni con l'attivazione neutronica, una tecnica capace di misurare concentrazioni minime. Il risultato fu sorprendente: nell'argilla di Gubbio c'era molto più iridio del previsto. Il gruppo escluse anche altre spiegazioni, come l'esplosione di una supernova, cercando senza trovarlo il plutonio-244.

Il 6 giugno 1980 la rivista Science pubblicò l'articolo "Extraterrestrial cause for the Cretaceous-Tertiary extinction". L'iridio al limite risultava circa 30 volte sopra il livello di fondo in Italia, 160 volte in Danimarca e 20 volte in Nuova Zelanda.

L'accoglienza fu in gran parte fredda, soprattutto tra i geologi: mancava il cratere. Il dibattito durò circa undici anni. Walter Alvarez ha poi raccontato tutta la storia, da Gubbio a Chicxulub, nel libro T. rex and the Crater of Doom (1997).

Dove è caduto l'asteroide e quanto è grande il cratere di Chicxulub?

Il cratere prende il nome dal paese messicano di Chicxulub, sulla costa settentrionale dello Yucatán. Ha un diametro tra 180 e 200 chilometri ed è sepolto sotto circa un chilometro di rocce più recenti, metà sulla terraferma e metà sotto il Golfo del Messico.

La sua storia scientifica è curiosa. Nel 1978 due geofisici che lavoravano per la compagnia petrolifera messicana notarono una grande struttura circolare nei dati del sottosuolo, ma la scoperta rimase poco conosciuta. Solo nel 1991 il cratere fu riconosciuto come quello dell'impatto, grazie a campioni di rocce fuse e quarzo deformato da shock. In Messico e nel sud degli Stati Uniti si trovarono anche depositi di tsunami e tectiti.

Dall'alto il bordo si intuisce ancora: un grande arco di cenote, i pozzi d'acqua naturali dello Yucatán, segue il margine del cratere sepolto.

Nella primavera del 2016 la spedizione scientifica internazionale IODP-ICDP 364 ha perforato in mare l'anello di picco del cratere, una cerchia di rilievi interni. Ha estratto circa 830 metri di carote di roccia, tra 505 e 1.335 metri sotto il fondale, con le rocce fuse depositate nel primo giorno dopo l'impatto.

Asteroide o vulcani: il dibattito è chiuso?

L'ipotesi alternativa più nota chiama in causa i Trappi del Deccan, in India, una delle più grandi eruzioni vulcaniche della storia della Terra, avvenuta più o meno nello stesso periodo. Enormi colate di lava e gas avrebbero alterato il clima per migliaia di anni.

Nel 2010 una sintesi firmata da 41 ricercatori e pubblicata su Science (Schulte e colleghi) ha concluso che l'impatto di Chicxulub fu il fattore scatenante dell'estinzione. Lo strato di detriti legato al cratere si ritrova in tutto il mondo esattamente al limite K-Pg. Lo studio riconosce che l'estinzione cadde durante il vulcanismo del Deccan, ma non lo considera la causa principale. Nel 2013 datazioni argon-argon (Renne e colleghi, Science) hanno mostrato che impatto ed estinzione coincidono entro circa 32.000 anni.

Non tutti sono d'accordo: un gruppo di studiosi, tra cui la paleontologa Gerta Keller, sostiene da anni un ruolo decisivo dei vulcani. Molti ricercatori oggi ritengono plausibile che il Deccan abbia reso gli ecosistemi più fragili. Ma l'idea che il colpo decisivo sia arrivato dal cielo è largamente condivisa dalla comunità scientifica.

Cronologia

  1. Un asteroide di circa 10 km colpisce lo Yucatán e scava il cratere di Chicxulub; inizia l'estinzione di massa di fine Cretaceo.
  2. Walter Alvarez studia le rocce della Gola del Bottaccione e si interessa allo strato d'argilla al limite del Cretaceo.
  3. Due geofisici che cercano petrolio individuano una grande struttura circolare sotto lo Yucatán.
  4. Science pubblica l'articolo degli Alvarez, di Asaro e di Michel: l'iridio di Gubbio indica una causa extraterrestre.
  5. Il cratere di Chicxulub viene riconosciuto come il cratere dell'impatto.
  6. Walter Alvarez pubblica il libro T. rex and the Crater of Doom.
  7. Una sintesi di 41 ricercatori su Science conclude che l'impatto fu il fattore scatenante dell'estinzione.
  8. La spedizione IODP-ICDP 364 perfora l'anello di picco del cratere di Chicxulub.
  9. L'IUGS inserisce la Gola del Bottaccione tra i primi 100 siti del patrimonio geologico mondiale.
  10. Cerimonia del "chiodo d'oro" del Campaniano nella Gola del Bottaccione.

Domande frequenti

Quanto era grande l'asteroide che uccise i dinosauri?

Le stime indicano un diametro di circa 10 chilometri, più dell'altezza dell'Everest, e una velocità intorno ai 20 chilometri al secondo. Secondo uno studio del 2024 basato sugli isotopi del rutenio, era un asteroide carbonioso nato nel Sistema solare esterno, oltre l'orbita di Giove. L'impatto aprì un cratere largo tra 180 e 200 chilometri.

Cos'è l'iridio e perché prova l'impatto di un asteroide?

L'iridio è un metallo del gruppo del platino, rarissimo nelle rocce della crosta terrestre perché in gran parte è sprofondato nel nucleo, ma più abbondante nei meteoriti. Uno strato molto ricco di iridio indica un grande apporto di materiale extraterrestre. Trovarlo nello stesso livello in Italia, Danimarca e Nuova Zelanda fece pensare a un evento globale, cioè un impatto.

Cosa vuol dire limite K-Pg o K-T?

È il confine tra il periodo Cretaceo e il Paleogene, circa 66 milioni di anni fa. K è l'abbreviazione tradizionale del Cretaceo (dal tedesco Kreide, gesso), Pg sta per Paleogene. In passato si diceva K-T, dove T indicava il Terziario, un termine oggi abbandonato nella scala ufficiale dei tempi geologici. I due nomi indicano lo stesso momento.

Si può visitare la Gola del Bottaccione?

Sì. La gola si trova appena fuori Gubbio, lungo la strada statale 298 verso Scheggia, e l'accesso è segnalato. Si raggiunge a piedi o in auto, e il percorso non è faticoso; è percorribile anche il tratto dell'acquedotto medievale. L'affioramento del limite K-Pg è a bordo strada: per la sicurezza e gli eventi conviene informarsi presso il Comune di Gubbio.

In Italia sono vissuti dinosauri?

Sì, anche se gran parte dell'Italia di allora era sommersa dal mare. Le prove più spettacolari sono le orme di Altamura, in Puglia, nella Cava Pontrelli: decine di migliaia di impronte lasciate su antiche piane di calcare, circa 20 milioni di anni prima dell'impatto. L'ISPRA parla di circa 30.000 impronte su una superficie di 15.000 metri quadrati.

Quanto durò l'inverno dopo l'impatto?

Secondo uno studio pubblicato nel 2023 su Nature Geoscience, una polvere finissima di silicati restò nell'atmosfera fino a 15 anni. Per quasi due anni la luce non fu sufficiente alla fotosintesi delle piante. Nei modelli le temperature medie scesero fino a circa 15 gradi, con effetti a catena su erbivori, predatori e plancton marino.

È vero che gli uccelli sono dinosauri?

Sì: per i paleontologi gli uccelli sono l'unico ramo dei dinosauri sopravvissuto all'estinzione. Ce la fecero soprattutto specie che vivevano a terra, dato che le foreste erano crollate. Un fossile trovato in una cava tra Belgio e Paesi Bassi, Asteriornis, vissuto poco prima dell'impatto, è vicino all'antenato comune di polli e anatre.

Dove vederlo oggi

Gola del Bottaccione, Gubbio (PG)

Lungo la statale 298 si vede l'affioramento con lo strato d'argilla del limite K-Pg dove fu misurata l'anomalia dell'iridio.

Osservatorio Geologico di Coldigioco, Apiro (MC)

Il centro di ricerca e didattica fondato e diretto da Alessandro Montanari, che organizza studi ed escursioni sulle rocce dell'Appennino umbro-marchigiano.

Cava Pontrelli, Altamura (BA)

Una superficie di circa 15.000 metri quadrati con decine di migliaia di orme di dinosauri del Cretaceo superiore, aperta in giornate di visita su prenotazione.

Le foto vere

Luis Alvarez (a sinistra) e il figlio Walter al limite K-T nella Gola del Bottaccione, vicino a Gubbio
Luis Alvarez (a sinistra) e il figlio Walter al limite K-T nella Gola del Bottaccione, vicino a GubbioU S Government · pubblico dominio · Wikimedia Commons
L'affioramento del limite Cretaceo-Paleogene vicino a Gubbio, dove fu misurata per la prima volta l'anomalia dell'iridio
L'affioramento del limite Cretaceo-Paleogene vicino a Gubbio, dove fu misurata per la prima volta l'anomalia dell'iridioBiandh · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons
Walter Alvarez e Alessandro Montanari (a destra) con le mogli al limite K-Pg della Gola del Bottaccione, nel 2010
Walter Alvarez e Alessandro Montanari (a destra) con le mogli al limite K-Pg della Gola del Bottaccione, nel 2010Orangeboxes2 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
La costa dello Yucatán nella zona del cratere sepolto di Chicxulub, vista dal satellite Landsat 8
La costa dello Yucatán nella zona del cratere sepolto di Chicxulub, vista dal satellite Landsat 8O.V.E.R.V.I.E.W. · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Fonti per approfondire

  1. Wikipedia, Chicxulub impactor
  2. Wikipedia, Chicxulub crater
  3. Wikipedia, Alvarez hypothesis (Alvarez, Alvarez, Asaro, Michel, Science 1980)
  4. Wikipedia, Gola del Bottaccione
  5. UC Berkeley, Understanding Science: Asteroids and dinosaurs
  6. During et al. 2022, Nature, l'impatto avvenne in primavera
  7. Range et al. 2022, AGU Advances, lo tsunami di Chicxulub
  8. Senel et al. 2023, Nature Geoscience, la polvere e l'inverno da impatto
  9. Lyson et al. 2019, Science, i mammiferi di Corral Bluffs
  10. Wikipedia, Asteriornis
  11. Lawrence Berkeley Laboratory, articolo del 1979 sulla scoperta dell'iridio (archivio)
  12. Linda Hall Library, Scientist of the Day: Walter Alvarez
  13. Schulte et al. 2010, Science, The Chicxulub asteroid impact and mass extinction at the Cretaceous-Paleogene boundary
  14. Renne et al. 2013, Science, Time scales of critical events around the Cretaceous-Paleogene boundary
  15. ICS Subcommission on Cretaceous Stratigraphy, Campanian GSSP ratified by IUGS (Gola del Bottaccione)
  16. Umbria Tourism, Gola del Bottaccione

Trascrizione completa

0:00Ti svegli nell'ultimo giorno

Apri gli occhi. Sei disteso tra le felci, sulla riva di un fiume. L'aria è tiepida e umida, sa di fango e di resina. Sopra gli alberi passa uno stormo di uccelli, e da lontano arriva un verso profondo, come un corno. Guardi meglio. Sull'altra riva un branco di dinosauri a becco d'anatra beve in silenzio. Più in là, tra i tronchi, si muove una sagoma enorme. È un Tirannosauro. Sei in Nordamerica, dove oggi c'è il North Dakota, sessantasei milioni di anni fa. È primavera. E questo è l'ultimo giorno del Cretaceo, l'ultimo giorno del mondo dei dinosauri. Da qualche parte nel cielo, invisibile per ora, sta arrivando un sasso grande come una città. Tra poche ore colpirà la Terra, a tremila chilometri da qui. Vedrai cosa succede, e come lo abbiamo scoperto partendo dall'Italia.

1:07Il mondo di allora

Il pianeta è più caldo di oggi. Il mare è più alto, e bracci di mare poco profondi coprono parte dei continenti. Ai poli non ci sono grandi calotte di ghiaccio. Qui vivono alcuni dei dinosauri più famosi. Il Triceratopo, con le sue tre corna. Il Tirannosauro, uno dei predatori più grandi mai esistiti. Ma tra loro corrono anche mammiferi piccoli, lucertole, tartarughe, e uccelli. I dinosauri esistono da più di centosessanta milioni di anni. Nel mare nuotano i mosasauri, rettili marini lunghi fino a un autobus, e le ammoniti con le loro conchiglie a spirale. Niente fa pensare che stia per finire.

1:58E l'Italia?

E l'Italia, in quel momento? Quasi non c'è. Al suo posto c'è un mare caldo, la Tetide, tra l'Africa e l'Europa. Lo stivale, le Alpi e gli Appennini nasceranno molto più tardi. Dove oggi c'è l'Umbria, il mare è profondo, e sul fondo si deposita piano un fango rosato, fatto di gusci microscopici. Pochi millimetri ogni mille anni. Più a sud, dove oggi c'è la Puglia, affiorano banchi di calcare simili alle Bahamas. Una ventina di milioni di anni prima, vicino ad Altamura, i dinosauri ci hanno lasciato oltre ventiseimila orme.

2:44Il sasso dal cielo

L'asteroide è largo circa dieci chilometri, più di quanto l'Everest sia alto. Viaggia a circa venti chilometri al secondo: da Milano a Roma in meno di un minuto. Nel duemilaventiquattro, analizzando le tracce di rutenio lasciate dall'impatto, un gruppo di ricercatori ha capito da dove veniva: è un asteroide carbonioso, nato nelle zone fredde del Sistema solare, oltre l'orbita di Giove. Il bersaglio è un mare basso, profondo circa seicentocinquanta metri, dove oggi c'è la penisola dello Yucatán, in Messico. Sul fondo ci sono rocce piene di gesso, cioè di zolfo. È il posto peggiore che potesse scegliere.

3:33L'impatto

Arriva da nord-est, inclinato. In un attimo l'asteroide attraversa il mare e scava la roccia. Si apre un cratere largo tra i centottanta e i duecento chilometri. Oggi porta il nome di un paese messicano: Chicxulub. L'energia liberata è miliardi di volte quella della bomba di Hiroshima. Miliardi di tonnellate di roccia, vapore e zolfo salgono oltre l'atmosfera. Intorno, i venti superano i mille chilometri orari. La Terra suona come una campana. Il terremoto che parte da qui, secondo le stime, supera di gran lunga il più forte mai registrato dagli esseri umani. E le onde sismiche corrono verso nord, verso di te.

4:25Dieci minuti dopo

Tremila chilometri più a nord, dopo una decina di minuti, la terra sotto di te comincia a tremare. Nel fiume l'acqua si solleva, si gonfia, e torna indietro contro corrente in onde alte come palazzi. Poi dal cielo comincia a cadere qualcosa. Una pioggia di palline di vetro, grandi come granelli di sabbia. È la roccia dello Yucatán, fusa e sparata in cielo, che ricade raffreddata. Questo posto esiste davvero. Si chiama Tanis. I paleontologi ci hanno trovato pesci sepolti in quei minuti, con le palline di vetro ancora infilate nelle branchie. Stavano respirando mentre cadevano. Ed è proprio da quei pesci che sappiamo la stagione. Nel duemilaventidue uno studio sulle loro ossa ha contato gli anelli di crescita, come negli alberi. Avevano appena ripreso a crescere dopo l'inverno. Era primavera.

5:25Fuoco e mare

Nel Golfo del Messico, secondo una simulazione del duemilaventidue, la prima onda vicino al cratere arriva a un chilometro e mezzo. Poi lo tsunami fa il giro del mondo, fino a trentamila volte più potente di quello dell'Oceano Indiano del duemilaquattro. Intanto i detriti sparati nello spazio ricadono, e l'attrito con l'aria scalda il cielo. In molte regioni scoppiano incendi. Quanto siano stati estesi, gli scienziati lo discutono ancora.

6:00L'inverno

Poi arriva il buio. Una polvere finissima, insieme a zolfo e fuliggine, avvolge il pianeta. Secondo uno studio del duemilaventitré, la polvere resta in aria fino a quindici anni, e per quasi due la luce non basta alle piante per crescere. Le temperature crollano: nei modelli, fino a quindici gradi in meno. Le piante smettono di crescere, gli erbivori non trovano cibo, e poi tocca ai predatori. Nel mare, il plancton muore, e con lui la catena alimentare. Alla fine sparisce circa tre quarti delle specie viventi. Tutti i dinosauri, tranne gli uccelli. Gli pterosauri, i mosasauri, le ammoniti. Dopo più di centosessanta milioni di anni, la loro storia finisce.

6:54La prova di Gubbio

Ma come facciamo a saperlo? La risposta è in Italia. Salta avanti di sessantasei milioni di anni: sei a Gubbio, in Umbria, alla fine degli anni settanta. Il fondo di quel mare antico è diventato montagna. Nella Gola del Bottaccione lavora un geologo americano, Walter Alvarez. Studia le rocce rosate, nate da quel fango sul fondo della Tetide. E nota una cosa strana: uno strato d'argilla spesso circa un centimetro. Sotto lo strato, la roccia è piena di minuscoli gusci fossili. Sopra, quasi spariti. Tra le prime specie a ricomparire ce n'è una che porta il nome della città: Globigerina eugubina. Ma quanto tempo aveva impiegato quell'argilla a depositarsi? Suo padre Luis, fisico premio Nobel, ha un'idea: misurare l'iridio, un metallo rarissimo sulla Terra ma comune nei meteoriti, che cade dallo spazio a ritmo costante. Poco iridio, deposito lento. Molto iridio, altro discorso. In California, i chimici Frank Asaro e Helen Michel analizzano i campioni. Nell'argilla di Gubbio l'iridio è almeno trenta volte più del normale. Lo stesso succede in Danimarca, poi in Nuova Zelanda. Nel giugno millenovecentoottanta la rivista Science pubblica la loro conclusione: la fine dei dinosauri l'ha causata un asteroide. Molti geologi non ci credono. Il cratere di Chicxulub, individuato già nel settantotto da due geofisici che cercavano petrolio, sarà confermato solo nel novantuno. Intanto, con Alvarez comincia a lavorare un giovane geologo italiano, laureato a Urbino: Alessandro Montanari. Studierà il limite di Gubbio per il dottorato a Berkeley, e su queste rocce passerà la vita.

9:03Chi sopravvive

Torna nel mondo dopo l'impatto. Qualcuno ce la fa. Coccodrilli, tartarughe, animali che si nascondono nelle tane o nell'acqua e mangiano poco. E alcuni uccelli: quelli che vivono a terra, perché le foreste sono crollate. In una cava tra Belgio e Paesi Bassi è stato trovato un uccello vissuto poco prima dell'impatto, soprannominato il pollo delle meraviglie. Assomiglia all'antenato comune di polli e anatre. Ogni uccello che vedi oggi è un dinosauro sopravvissuto. E ci sono i mammiferi. I sopravvissuti più grandi pesano circa mezzo chilo. Ma in centomila anni compaiono animali grandi come procioni, in settecentomila come lupi. Senza quell'asteroide, forse noi non saremmo qui.

9:58Torni a casa

La Gola del Bottaccione è sulla strada da Gubbio a Scheggia. Un cartello indica il punto. Puoi mettere un dito su quel centimetro d'argilla, il momento in cui è finito un mondo. In Messico il cratere è sepolto sotto un chilometro di roccia. Ma dall'alto si vede ancora: un grande arco di cenote, i pozzi d'acqua dello Yucatán, segna il suo bordo. Secondo te, senza quell'asteroide, i dinosauri dominerebbero ancora la Terra? Scrivilo nei commenti. Iscriviti. La prossima volta la Macchina del Tempo ti porta sullo Stretto, la notte del ventotto dicembre millenovecentootto: il terremoto di Messina e Reggio Calabria.

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