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1 milioni di anni fa

Scoperta del fuoco: chi l'ha scoperto e quando

Pubblicato il Durata 9:53 12 fonti

Chi ha scoperto il fuoco e quando?

Il fuoco non ha un inventore: i nostri antenati impararono prima a raccoglierlo dagli incendi naturali e a tenerlo vivo, poi ad accenderlo. Le tracce più antiche di uso controllato, nella grotta di Wonderwerk in Sudafrica, risalgono a circa 1 milione di anni fa e sono attribuite a Homo erectus. La prova più antica di un fuoco acceso, a Barnham in Inghilterra, ha circa 400.000 anni.

Scoperta del fuoco, Homo erectus, preistoria: documentario in italiano sulla scoperta del fuoco.

Chi ha scoperto il fuoco, e quando? Apri gli occhi un milione di anni fa, nel buio della savana africana: sei un Homo erectus e non sai ancora accendere una fiamma. Vivi la scoperta del fuoco in prima persona, dal fulmine che incendia l'erba alla grotta di Wonderwerk, in Sudafrica, dove un milione di anni fa qualcuno teneva vivo un focolare.

Scopri come il fuoco ha allungato la notte, tenuto lontani i predatori e forse cambiato il nostro corpo con la cottura del cibo (l'ipotesi di Richard Wrangham, ancora discussa). Poi il pesce cotto 780.000 anni fa a Gesher Benot Ya'aqov, la prima prova di un fuoco acceso con pirite e selce a Barnham, in Inghilterra, 400.000 anni fa, e i bastoni di bosso induriti al fuoco dai Neanderthal a Poggetti Vecchi, in Toscana.

In breve: i fatti da sapere

I capitoli del video

  1. 0:00Ti svegli nel buio
  2. 0:56Chi sei
  3. 1:51Il fuoco che viene dal cielo
  4. 2:42La grotta dei miracoli
  5. 3:50Tenerlo vivo
  6. 4:24La notte si allunga
  7. 5:28Il fuoco che cucina
  8. 6:24Olive, uva e pesce
  9. 7:17Accenderlo
  10. 8:10Il fuoco in Toscana
  11. 8:45Quello che resta

Chi ha scoperto il fuoco?

Non esiste una persona o un momento in cui il fuoco sia stato "scoperto". Gli incendi naturali, accesi dai fulmini, esistono da centinaia di milioni di anni e i primi esseri umani li conoscevano bene. La vera novità fu un'altra: imparare a usarlo e a controllarlo.

Gli studiosi distinguono tre tappe:

  • raccogliere il fuoco da un incendio naturale e portarlo in un luogo protetto;
  • mantenerlo acceso nel tempo, alimentandolo con legna ed erba secca;
  • accenderlo da zero, quando serve.

Le prime due tappe sono attribuite di solito a Homo erectus, la specie vissuta all'incirca tra 1,9 milioni e 110.000 anni fa, alta tra 145 e 185 cm e capace di camminare per lunghe distanze. Secondo lo Smithsonian, i primi focolari rientrano nel periodo in cui visse, ma quanto bene sapesse controllare il fuoco resta una questione aperta. La terza tappa, l'accensione, è documentata con sicurezza molto più tardi, tra i primi Neanderthal.

Quando l'uomo ha iniziato a usare il fuoco?

Le prove più antiche vengono dall'Africa, ma sono difficili da interpretare perché un incendio naturale può lasciare tracce simili a un focolare.

  • Koobi Fora (Kenya), circa 1,5 milioni di anni fa: chiazze di sedimento arrossato e selci scaldate sono discusse dagli anni Settanta; gli stessi ricercatori invitano alla prudenza.
  • Wonderwerk (Sudafrica), circa 1 milione di anni fa: nel 2012 un gruppo guidato da Francesco Berna ha trovato ossa bruciate e cenere di piante a circa 30 metri dall'ingresso, dove un incendio della savana non poteva arrivare. Nel 2026 uno studio guidato da Liora Kolska Horwitz, con una nuova tecnica di luminescenza, ha datato le tracce tra 1,07 e 1,79 milioni di anni fa. Secondo gli autori il fuoco veniva portato dentro e mantenuto, non acceso.
  • Gesher Benot Ya'aqov (Israele), 780.000 anni fa: legno e semi bruciati concentrati in piccoli punti e, secondo uno studio del 2022, pesce cotto.

Da circa 400.000 anni fa le tracce di focolari diventano più frequenti in Europa e nel Vicino Oriente.

Quando l'uomo ha imparato ad accendere il fuoco?

Per decenni la prova più antica di un fuoco acceso intenzionalmente è stata di circa 50.000 anni fa: nel 2018 l'archeologo Andrew Sorensen, dell'Università di Leida, ha riconosciuto su decine di bifacciali neanderthaliani della Francia i segni lasciati sfregandoli con la pirite, un minerale che colpito con la selce produce scintille.

Nel dicembre 2025 uno studio su Nature guidato dal British Museum ha spostato la data di circa 350.000 anni. A Barnham, nel Suffolk, i ricercatori hanno trovato:

  • una chiazza di argilla cotta, scaldata a oltre 700 °C più volte nello stesso punto;
  • asce a mano di selce spaccate dal calore;
  • due frammenti di pirite, un minerale che in quella zona non si trova e che quindi fu portato lì.

Il sito ha circa 400.000 anni. Secondo il Natural History Museum di Londra, a farlo furono probabilmente alcuni dei più antichi gruppi di Neanderthal, sulla base dei fossili coevi di Swanscombe e di Atapuerca. È però un solo sito: per dire che l'accensione del fuoco fosse una pratica diffusa servono altre conferme.

Perché il fuoco ha cambiato l'evoluzione umana?

Il fuoco dava luce, calore e protezione dai predatori, ma secondo l'antropologo di Harvard Richard Wrangham ha fatto molto di più. Nel libro Catching Fire (2009) sostiene che la cottura abbia reso il cibo più morbido e più nutriente, riducendo il tempo della masticazione e liberando energia per un cervello più grande. Così si spiegherebbero denti più piccoli e un intestino più corto.

È un'ipotesi discussa. Il punto debole è la cronologia: i cambiamenti del corpo di Homo erectus compaiono prima delle prove sicure di un fuoco usato ogni giorno. Per questo molti studiosi pensano che la cottura sia diventata abituale solo più tardi.

C'è anche un effetto sociale. Nel 2014 l'antropologa Polly Wiessner ha analizzato le conversazioni dei Ju/'hoansi del Kalahari: di giorno si parla soprattutto di lavoro e di questioni pratiche, mentre attorno al fuoco, la sera, prevalgono i racconti. Secondo Wiessner, le ore di luce dopo il tramonto possono aver favorito la trasmissione di storie e il rafforzamento dei legami nel gruppo.

Come fanno gli archeologi a capire se un fuoco preistorico era umano?

Distinguere un focolare da un incendio naturale è il problema centrale di questi studi. Gli archeologi cercano più indizi insieme:

  • il luogo: ossa bruciate in fondo a una grotta, come a Wonderwerk, difficilmente sono arrivate con un incendio della savana;
  • la concentrazione: tracce bruciate raccolte in piccoli punti, come a Gesher Benot Ya'aqov, fanno pensare a focolari;
  • la temperatura: analisi chimiche e mineralogiche dicono quanto fu scaldato un materiale. A Barnham si superarono i 700 °C, sempre nello stesso punto;
  • la ripetizione: un incendio passa una volta, un focolare viene riacceso molte volte;
  • gli oggetti associati: pietre spaccate dal calore, strumenti, pirite portata da lontano.

Per il pesce di Gesher Benot Ya'aqov, ad esempio, i ricercatori hanno misurato la dimensione dei cristalli dello smalto dei denti, che cresce con il calore: i valori indicavano una cottura sotto i 500 °C, non una semplice bruciatura.

Cronologia

  1. Compare Homo erectus, la prima specie umana a lasciare l'Africa.
  2. Koobi Fora (Kenya): possibili tracce di fuoco, ancora dibattute.
  3. Wonderwerk (Sudafrica): ossa bruciate e cenere di piante in fondo alla grotta.
  4. Gesher Benot Ya'aqov (Israele): focolari e la più antica prova nota di pesce cotto.
  5. Barnham (Inghilterra): la più antica prova di un fuoco acceso, con pirite e selce.
  6. Poggetti Vecchi (Grosseto): i Neanderthal usano il fuoco per lavorare bastoni di bosso.
  7. Francia: i Neanderthal usano bifacciali e pirite come acciarino.

Cosa ci hanno fatto notare gli spettatori

Le ricostruzioni con l'IA possono sbagliare dettagli d'epoca. Queste sono le segnalazioni ricevute e cosa abbiamo verificato.

Il pesce cotto che sembra vivo

La segnalazione: Uno spettatore ha notato che nella ricostruzione del pesce cotto a Gesher Benot Ya'aqov il pesce sembra ancora respirare.

La verifica: L'osservazione è corretta: si tratta di un errore dell'immagine generata con l'intelligenza artificiale. Lo studio del 2022 di Zohar e Goren-Inbar si basa sui denti di pesci della famiglia delle carpe, scaldati sotto i 500 °C, cioè pesci pescati e cotti.

Il martello da fabbro di Homo erectus

La segnalazione: Uno spettatore ha fatto notare che nella ricostruzione un Homo erectus scheggia la pietra con un martello simile a quello di un fabbro.

La verifica: L'osservazione è corretta: è un anacronismo dell'immagine. Secondo lo Smithsonian gli strumenti più antichi erano fatti percuotendo la pietra con altri ciottoli usati come percussori; gli attrezzi di metallo sarebbero comparsi solo centinaia di migliaia di anni dopo.

Domande frequenti

I Neanderthal sapevano accendere il fuoco?

Sì, secondo le ricerche più recenti. Bifacciali di circa 50.000 anni fa trovati in Francia portano i segni dello sfregamento con la pirite, usata per fare scintille. Il sito di Barnham, in Inghilterra, di circa 400.000 anni fa, viene attribuito ai primi Neanderthal e mostra pirite portata da lontano accanto a un focolare usato più volte.

Come si accendeva il fuoco nella preistoria?

Il metodo più antico documentato dall'archeologia è la percussione: si batteva un pezzo di pirite contro la selce per ottenere scintille, che cadevano su un'esca secca come erba, funghi o fibre vegetali. Esistono anche metodi a frizione, come il trapano a mano, noti in molte culture storiche, ma il legno si conserva raramente e sono difficili da riconoscere nei siti più antichi.

Qual è la prova più antica di cibo cotto?

Secondo uno studio pubblicato su Nature Ecology & Evolution nel novembre 2022, la più antica è a Gesher Benot Ya'aqov, in Israele: denti di pesci della famiglia delle carpe, alcuni lunghi fino a 2 metri, scaldati sotto i 500 °C circa 780.000 anni fa. Prima di questa ricerca le prove sicure di cottura risalivano a circa 170.000 anni fa.

Che cos'è la grotta di Wonderwerk?

È una grotta lunga oltre cento metri sulle colline del Kuruman, ai margini del Kalahari, in Sudafrica. Il suo nome in afrikaans significa "opera meravigliosa". Conserva una sequenza di occupazione umana lunghissima ed è un sito del patrimonio nazionale gestito dal McGregor Museum di Kimberley, dove si trovano i materiali degli scavi.

Cosa sono i bastoni di Poggetti Vecchi?

Sono bastoni di bosso lunghi più di un metro, scoperti vicino a Grosseto durante i lavori per delle piscine termali, insieme a resti di elefanti antichi. Risalgono a circa 171.000 anni fa: i Neanderthal li scaldavano sul fuoco per togliere la corteccia e lavorarli meglio. Sono i più antichi strumenti in legno fabbricati dall'uomo trovati in Italia e servivano probabilmente per scavare.

Homo erectus era come noi?

In parte. Aveva gambe lunghe e proporzioni del corpo simili alle nostre, era alto tra 145 e 185 cm e pesava tra 40 e 68 kg. Il cranio però aveva la fronte bassa e arcate sopraccigliari sporgenti, e il cervello era più piccolo del nostro. Fabbricava strumenti in pietra, come le asce a mano acheuleane, e si diffuse dall'Africa fino all'Asia.

Dove vederlo oggi

Wonderwerk Cave & Site Museum, Kuruman (Sudafrica)

La grotta con le più antiche tracce di fuoco controllato, visitabile su prenotazione con un centro informativo.

Natural History Museum, Londra

La galleria Human Evolution con il cranio neanderthaliano di Gibilterra e la lancia di legno di Clacton, di circa 420.000 anni fa.

Le foto vere

Calco dello scheletro del "ragazzo del Turkana", uno dei fossili più completi di Homo erectus, all'American Museum of Natural History
Calco dello scheletro del "ragazzo del Turkana", uno dei fossili più completi di Homo erectus, all'American Museum of Natural HistoryVicpeters · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons
Asce a mano acheuleane scavate da Louis Leakey a Kariandusi, in Kenya
Asce a mano acheuleane scavate da Louis Leakey a Kariandusi, in KenyaXmd5a · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
L'archeologo Nicholas Toth scheggia la pietra con un percussore per riprodurre un'ascia a mano acheuleana
L'archeologo Nicholas Toth scheggia la pietra con un percussore per riprodurre un'ascia a mano acheuleanaKufundisha · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Fonti per approfondire

  1. Berna et al. 2012, PNAS, Wonderwerk
  2. ScienceDaily, giugno 2026, Wonderwerk tra 1,07 e 1,79 milioni di anni
  3. Goren-Inbar et al. 2004, Science, Gesher Benot Ya'aqov
  4. Davis et al. 2025, Nature, "Earliest evidence of making fire"
  5. Aranguren et al. 2018, PNAS, Poggetti Vecchi
  6. Harvard Gazette su Wrangham, "Catching Fire"
  7. Natural History Museum, "Groundbreaking discovery shows humans were making fire 350,000 years earlier than previously thought" (2025)
  8. Horwitz et al. 2026, PLOS One, tracce di fuoco a Wonderwerk
  9. ScienceDaily, pesce cotto 780.000 anni fa a Gesher Benot Ya'aqov (2022)
  10. Università di Leida, "Neanderthals could make fire" (Sorensen et al. 2018)
  11. Smithsonian Human Origins, Homo erectus
  12. Smithsonian Human Origins, Stone Tools

Trascrizione completa

0:00Ti svegli nel buio

Apri gli occhi, ed è buio. Non il buio di una stanza con la luce spenta: un buio totale, senza lampioni, senza finestre, senza luna. Senti l'erba secca sotto la schiena, e fa freddo. Molto più freddo di quanto pensassi. Qualcosa si muove nell'erba, a pochi metri. Un fruscio, poi niente. Poi di nuovo. Tu non hai una torcia, non hai un accendino, e soprattutto non sai accendere un fuoco. Nessuno lo sa. Non ancora. Sei nel Pleistocene, un milione di anni fa, nell'Africa australe. E stai per assistere a una delle cose più importanti mai successe alla nostra specie. Anzi, a quella che ancora non è la nostra specie.

0:56Chi sei

Arriva l'alba, e finalmente vedi te stesso. Le gambe sono lunghe, cammini dritto come noi, sei alto quasi quanto un uomo di oggi. Ma la fronte è bassa, le arcate sopra gli occhi sono sporgenti, e il cervello è circa due terzi del nostro. Sei un Homo erectus. La tua specie è comparsa quasi due milioni di anni fa, ed è la prima a lasciare l'Africa e a spargersi fino in Asia. Cammini tantissimo, e sai scheggiare la pietra. Il tuo gruppo mangia quello che trova: radici, frutti, midollo dalle ossa lasciate dai predatori, carne cruda quando va bene. Masticare ti prende ore. E di notte, senza luce, puoi solo nasconderti e aspettare.

1:51Il fuoco che viene dal cielo

Nel pomeriggio il cielo diventa viola. Un temporale secco, senza pioggia. Un fulmine colpisce la savana, e l'erba prende fuoco. Gli animali scappano. Ma il tuo gruppo, a distanza, guarda. Il fuoco della savana non è una novità: esiste da sempre, e dopo il suo passaggio si trova da mangiare. Lucertole, uova, semi, piccoli animali. Già cotti. Poi qualcuno fa una cosa nuova. Si avvicina a un ramo che brucia ancora, lo prende dalla parte fredda, e lo porta via. Non ha inventato il fuoco. Lo ha raccolto.

2:42La grotta dei miracoli

Il ramo arriva in una grotta. Oggi si chiama Wonderwerk, in afrikaans vuol dire opera meravigliosa, o miracolo. È ai margini del deserto del Kalahari, in Sudafrica, ed è lunga più di cento metri. Nel 2012 un gruppo di ricercatori ha analizzato gli strati di questa grotta, a circa trenta metri dall'ingresso. Ha trovato ossa bruciate e cenere di piante, in un punto dove un incendio della savana non poteva arrivare. Qualcuno, lì dentro, faceva fuoco. Un milione di anni fa. E nel giugno del 2026 una nuova ricerca, con una tecnica che fa brillare le ossa scaldate ad alte temperature, ha spinto quelle tracce ancora più indietro: tra un milione e settantamila e un milione e settecentonovantamila anni fa. Se verrà confermata, il fuoco in quella grotta è più antico di quanto pensassimo.

3:50Tenerlo vivo

Adesso il problema è un altro. Il fuoco raccolto muore. Se lo lasci solo, in poche ore diventa cenere, e non sai come riaccenderlo. Quindi il gruppo impara a nutrirlo: erba secca, rametti, poi legna più grossa. Qualcuno deve restare sveglio a guardarlo. Qualcuno deve andare a raccogliere legna. Qualcuno deve portare le braci quando il gruppo si sposta. Per la prima volta, un compito non riguarda te: riguarda tutti.

4:24La notte si allunga

Cala la notte. E succede una cosa che tu, che vieni dal futuro, dai per scontata: continui a vedere. Il cerchio di luce attorno al fuoco è un posto dove si può stare. Là fuori ci sono le iene, e ci sono felini con denti a sciabola. Ma nessun animale ama avvicinarsi al fumo e alle fiamme. Il fuoco non è solo luce: è un muro. E con la luce, la giornata si allunga. Ore in cui non si caccia e non si raccoglie. Ore in cui si sta vicini, ci si guarda in faccia, si comunica. Nel 2014 l'antropologa Polly Wiessner ha registrato le conversazioni dei boscimani Ju/'hoansi, in Africa. Di giorno si parla di lavoro, di cibo, di lamentele. Di notte, attorno al fuoco, si raccontano storie. Forse è iniziato tutto così.

5:28Il fuoco che cucina

Qualcuno lascia cadere un pezzo di carne vicino alle braci. Quando lo riprende è diverso: più morbido, si mastica in pochi minuti, e ha un odore nuovo. Secondo l'antropologo Richard Wrangham, di Harvard, la cottura ha cambiato il nostro corpo. Il cibo cotto dà più energia e costa meno fatica. Così, generazione dopo generazione, i denti diventano più piccoli, l'intestino più corto, e quell'energia risparmiata nutre un cervello sempre più grande. Attenzione però: è un'ipotesi, ed è discussa. Molti studiosi fanno notare che i corpi di Homo erectus cambiano prima delle prove sicure di un fuoco usato ogni giorno. Su quando abbiamo iniziato a cucinare davvero, la partita è aperta.

6:24Olive, uva e pesce

Facciamo un salto. Duecentoventimila anni dopo, sulle rive di un antico lago nella valle del Giordano, oggi in Israele. Il sito si chiama Gesher Benot Ya'aqov. Qui gli archeologi hanno trovato legno bruciato e semi carbonizzati concentrati in piccoli punti, come focolari. E tra quel legno ci sono piante che si mangiano: olivo, orzo selvatico, vite selvatica. E nel 2022 uno studio sui denti dei pesci trovati lì ha mostrato che erano stati scaldati a temperature basse, non bruciati. Il pesce veniva cotto. Settecentottantamila anni fa, qualcuno sulla riva di un lago preparava la cena.

7:17Accenderlo

Per centinaia di migliaia di anni, però, resta un dubbio: sapevano accenderlo, o lo raccoglievano soltanto? La risposta più antica arriva da un posto che non ti aspetti: l'Inghilterra. A Barnham, nel Suffolk, in uno studio uscito su Nature nel dicembre del 2025, i ricercatori hanno trovato terra cotta da un focolare usato più volte, asce di selce spaccate dal calore, e due frammenti di pirite, una pietra che in quella zona non c'è. La pirite, battuta sulla selce, fa scintille. Qualcuno l'aveva portata lì apposta. Quattrocentomila anni fa, probabilmente dei primi Neanderthal non raccoglievano più il fuoco: lo accendevano.

8:10Il fuoco in Toscana

E in Italia? Vicino a Grosseto, a Poggetti Vecchi, scavando per costruire delle piscine termali, sono spuntati dei bastoni di legno lunghi più di un metro, insieme alle ossa di elefanti antichi. Sono di bosso, uno dei legni più duri d'Europa. Centosettantunomila anni fa, i Neanderthal li scaldavano sul fuoco per togliere la corteccia e renderli più facili da appuntire. Il fuoco non serviva più solo a scaldarsi: era diventato uno strumento per fare altri strumenti.

8:45Quello che resta

Torna alla tua notte nella grotta. Quel ramo raccolto da un incendio è il primo anello di una catena lunghissima: il focolare, la cucina, la ceramica, il metallo, il motore. Ogni volta che accendi un fornello, sei seduto attorno a quel fuoco. E forse, la prossima volta che racconti una storia a cena, ricordati dove è nata l'abitudine. Il prossimo viaggio della Macchina del Tempo ti porta sul Titanic, la notte del 14 aprile 1912: le ultime due ore e quaranta minuti, minuto per minuto. Iscriviti, e ci vediamo nel passato.

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