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150 milioni di anni fa

Dinosauri del Giurassico: documentario in italiano

Pubblicato il Durata 9:30 9 fonti

Quali dinosauri vivevano nel Giurassico?

Nel Giurassico superiore, circa 156-147 milioni di anni fa, nell'attuale Ovest degli Stati Uniti (Formazione Morrison) vivevano sauropodi giganti come Diplodocus, Brachiosaurus, Apatosaurus e Camarasaurus, lo Stegosaurus e predatori come Allosaurus, Ceratosaurus e Torvosaurus. In Italia il dinosauro giurassico più noto è Saltriovenator, un predatore di circa 7,5 metri vissuto circa 199-198 milioni di anni fa.

Apri gli occhi: sei nel Giurassico superiore, 150 milioni di anni fa, in una pianura attraversata da fiumi dove oggi ci sono Colorado, Utah e Wyoming. Hai 24 ore: incontri Diplodocus, Brachiosauro e Camarasauro al fiume, lo Stegosauro con la coda armata, l'Allosauro a caccia, la stagione secca e la notte giurassica.

E poi la Macchina del Tempo ti porta in Italia, 199 milioni di anni fa: il Saltriovenator, il dinosauro lombardo di Saltrio, il più antico ceratosauro conosciuto.

In breve: i fatti da sapere

I capitoli del video

  1. 0:00Ti svegli nel Giurassico
  2. 1:02Quanto è lontano il Giurassico
  3. 1:44Un altro pianeta
  4. 2:18I giganti al fiume
  5. 3:22La vita del fiume
  6. 3:51La coda armata
  7. 4:54Il predatore
  8. 5:59La stagione secca
  9. 6:35Intermezzo: il dinosauro di Saltrio
  10. 7:46La notte giurassica
  11. 8:30Torni a casa

Quando è il Giurassico e perché si chiama così?

Il Giurassico è il periodo centrale dell'era Mesozoica. Secondo la scala dei tempi geologici della Commissione internazionale di stratigrafia comincia 201,4 milioni di anni fa, dopo l'estinzione di massa di fine Triassico, e termina all'inizio del Cretaceo, oggi fissato a circa 143,1 milioni di anni fa (molte fonti riportano ancora il valore tradizionale di 145). Si divide in tre parti: Giurassico inferiore (Lias), medio (Dogger) e superiore (Malm); il superiore inizia circa 161,5 milioni di anni fa.

Il nome viene dai monti del Giura, al confine tra Francia e Svizzera, dove queste rocce calcaree sono molto diffuse. Alexander von Humboldt studiò quei calcari durante un viaggio nel 1795 e li chiamò "Jura-Kalkstein"; nel 1829 il francese Alexandre Brongniart coniò l'espressione "terrains jurassiques", da cui deriva il nome del periodo.

In questo tempo la Pangea si stava spaccando, il clima era più caldo di oggi e gran parte dell'Europa era coperta da mari bassi. Sulla terraferma dominavano conifere, ginkgo, cicadee, felci arboree ed equiseti: le piante con i fiori e l'erba non esistevano ancora. Nel Giurassico superiore comparvero anche i primi uccelli, come Archaeopteryx.

Che cos'è la Formazione Morrison?

La Formazione Morrison è una sequenza di rocce sedimentarie del Giurassico superiore, depositate tra circa 156 e 147 milioni di anni fa da fiumi, laghi e pianure alluvionali. Copre circa 1,5 milioni di km² sotto 13 Stati americani, con il centro tra Wyoming e Colorado, anche se in superficie ne affiora solo una piccola parte.

È il giacimento che ha fatto conoscere al mondo molti dei dinosauri più famosi. Nel 1877 fu il teatro principale della "guerra delle ossa", la rivalità tra i paleontologi Othniel Charles Marsh ed Edward Drinker Cope, che in pochi anni descrissero decine di nuove specie.

I siti più importanti sono:

  • la Carnegie Quarry, oggi nella Dinosaur National Monument, al confine tra Utah e Colorado;
  • la Cleveland-Lloyd Dinosaur Quarry in Utah, ricchissima di ossa di Allosaurus;
  • Como Bluff in Wyoming e Garden Park in Colorado.

Il clima era piuttosto secco, simile a una savana, con zone aride a sud-ovest. Accanto ai dinosauri vivevano coccodrilli, tartarughe, anfibi, pterosauri e piccoli mammiferi, come Fruitafossor, un mammifero scavatore trovato nell'area di Fruita, in Colorado.

Quali dinosauri vivevano nella Formazione Morrison?

La Formazione Morrison ha restituito una fauna straordinaria. Tra gli erbivori:

  • sauropodi dal collo lungo: Diplodocus, Apatosaurus, Brontosaurus, Brachiosaurus e il più comune di tutti, il Camarasaurus;
  • lo Stegosaurus, con le placche sul dorso e le spine sulla coda;
  • piccoli ornitopodi bipedi.

Tra i predatori:

  • l'Allosaurus, il carnivoro più comune;
  • il Ceratosaurus, con un corno sul muso;
  • il Torvosaurus, il carnivoro più grande del continente in quel periodo.

Le spine dello Stegosaurus erano un'arma reale. Stegosaurus stenops ne aveva quattro, lunghe 60-90 cm, probabilmente orientate in fuori più che verso l'alto. Uno studio del 2005 di Kenneth Carpenter e colleghi ha descritto una vertebra della coda di un Allosaurus perforata da un colpo ad alta velocità compatibile con la punta di una spina di stegosauro; la ferita è parzialmente guarita, quindi l'Allosaurus sopravvisse. Il nome inglese delle spine, "thagomizer", nasce da una vignetta di Gary Larson del 1982.

Il Brontosauro esiste davvero?

Per oltre un secolo la risposta ufficiale è stata no. Il Brontosaurus fu descritto da Othniel Charles Marsh nel 1879, ma nel 1903 il paleontologo Elmer Riggs concluse che era troppo simile all'Apatosaurus, descritto prima dallo stesso Marsh. Per le regole della nomenclatura vale il nome più antico, così Brontosaurus diventò un sinonimo e sopravvisse solo nella cultura popolare.

Nel 2015 Emanuel Tschopp, Octávio Mateus e Roger Benson hanno pubblicato su PeerJ un'analisi statistica di 81 esemplari e specie di sauropodi, 49 dei quali diplodocidi, confrontati su 477 caratteristiche dello scheletro. La conclusione: le differenze tra Brontosaurus e Apatosaurus sono numerose quanto quelle tra altri generi ritenuti distinti. Per questo hanno proposto di riportare in vita il genere Brontosaurus.

Non tutti i paleontologi sono d'accordo, ma oggi il nome Brontosaurus è tornato in uso in molti musei e pubblicazioni. Lo stesso studio ha anche separato in generi diversi alcune specie prima attribuite a Diplodocus e Apatosaurus: un esempio di come la classificazione dei dinosauri cambi con nuovi dati e nuovi metodi.

Saltriovenator: com'era il dinosauro di Saltrio?

Saltriovenator zanellai è il dinosauro giurassico italiano più importante. Il 4 agosto 1996 l'appassionato Angelo Zanella, mentre cercava ammoniti nella cava di marmo Salnova a Saltrio (Varese), notò delle ossa nella roccia: poco prima le mine della cava avevano frantumato lo scheletro. Le ossa furono preparate nel 1999 e nel 2000 il Museo di Storia Naturale di Milano le presentò in una mostra con il nome provvisorio di "Saltriosauro".

La descrizione scientifica è arrivata nel 2018 su PeerJ, a firma di Cristiano Dal Sasso, Simone Maganuco e Andrea Cau. I numeri:

  • età: inizio del Sinemuriano, circa 199,3-197,5 milioni di anni fa;
  • 132 frammenti di un solo individuo;
  • lunghezza stimata circa 7,5 metri, peso stimato intorno a 1-1,5 tonnellate;
  • il ceratosauro più antico conosciuto e il teropode più grande e robusto del Giurassico inferiore.

Le ossa conservano almeno 30 tracce di bioerosione lasciate da invertebrati marini: la carcassa rimase a lungo sul fondale prima di essere sepolta. Saltriovenator aiuta anche a capire l'evoluzione della mano dei teropodi verso quella a tre dita degli uccelli.

Cronologia

  1. Inizia il Giurassico, dopo l'estinzione di massa di fine Triassico.
  2. Vive Saltriovenator; la sua carcassa finisce sul fondo del mare dove oggi c'è Saltrio.
  3. Si depositano le rocce della Formazione Morrison, con Diplodocus, Stegosaurus e Allosaurus.
  4. Fine del Giurassico e inizio del Cretaceo.
  5. Alexandre Brongniart conia il termine "terrains jurassiques".
  6. Inizia la "guerra delle ossa" tra Marsh e Cope nella Formazione Morrison.
  7. Earl Douglass inizia le ricerche in Utah per il Carnegie Museum e trova ossa di Apatosaurus: nasce la Carnegie Quarry.
  8. L'area della Carnegie Quarry diventa Dinosaur National Monument.
  9. Angelo Zanella scopre le ossa di Saltriovenator in una cava di Saltrio.
  10. Dal Sasso, Maganuco e Cau descrivono Saltriovenator zanellai su PeerJ.

Domande frequenti

Il T-Rex viveva nel Giurassico?

No. Il Tyrannosaurus rex visse alla fine del Cretaceo, circa 68-66 milioni di anni fa, molto dopo la fine del Giurassico. Lo Stegosaurus, invece, visse circa 150 milioni di anni fa: tra i due passano oltre 80 milioni di anni, più di quanti ci separino dal T-Rex. Il grande predatore del Giurassico superiore americano era l'Allosaurus.

Qual era il dinosauro più grande del Giurassico?

I più grandi erano i sauropodi, come Diplodocus, Apatosaurus e Brachiosaurus, lunghi decine di metri e pesanti decine di tonnellate. Le stime di lunghezza e peso cambiano molto da studio a studio e da esemplare a esemplare, perché raramente gli scheletri sono completi. Tra i carnivori, il Torvosaurus era il più grande della Formazione Morrison.

A cosa servivano le placche dello Stegosaurus?

La funzione delle placche dorsali non è chiarita. Le ipotesi principali sono il riconoscimento tra individui della stessa specie, l'esibizione verso rivali e partner e la regolazione della temperatura corporea. Le spine della coda, invece, erano quasi certamente un'arma di difesa: molte mostrano danni da impatto e una vertebra di Allosaurus porta un foro compatibile con una di esse.

Dove si vedono le ossa di Saltriovenator?

Le ossa di Saltriovenator zanellai sono conservate al Museo di Storia Naturale di Milano, con la sigla MSNM V3664. Il museo le espose per la prima volta nel 2000, quando l'animale era ancora chiamato informalmente "Saltriosauro". Nel museo milanese sono esposti anche i calchi di Ciro, il dinosauro di Pietraroja.

Si può visitare un giacimento di dinosauri del Giurassico?

Sì. Alla Dinosaur National Monument, al confine tra Utah e Colorado, il Quarry Exhibit Hall, costruito nel 1958, protegge l'ultima parete rimasta della Carnegie Quarry: oltre 1.500 ossa di dinosauro sono esposte in rilievo nella roccia. Tra il 1909 e il 1924 la squadra di Earl Douglass ne estrasse oltre 350 tonnellate di fossili.

C'erano mammiferi al tempo dei dinosauri?

Sì. I mammiferi comparvero più o meno insieme ai dinosauri, alla fine del Triassico, e nel Giurassico erano piccoli e spesso notturni. Nella Formazione Morrison sono stati trovati, per esempio, Fruitafossor, un piccolo scavatore che probabilmente si nutriva di insetti. Solo dopo l'estinzione dei dinosauri non aviani, 66 milioni di anni fa, i mammiferi si diversificarono nelle forme grandi che conosciamo.

Dove vederlo oggi

Museo di Storia Naturale, Milano

Conserva le ossa originali di Saltriovenator zanellai, il dinosauro di Saltrio.

Dinosaur National Monument, Utah-Colorado (USA)

Il Quarry Exhibit Hall mostra oltre 1.500 ossa di dinosauri giurassici ancora nella roccia della Carnegie Quarry.

Carnegie Museum of Natural History, Pittsburgh (USA)

Il museo che finanziò gli scavi di Earl Douglass nella Formazione Morrison, con una grande sala dedicata ai dinosauri.

Le foto vere

La "parete delle ossa" del Quarry Exhibit Hall alla Dinosaur National Monument: oltre 1.500 ossa giurassiche esposte nella roccia.
La "parete delle ossa" del Quarry Exhibit Hall alla Dinosaur National Monument: oltre 1.500 ossa giurassiche esposte nella roccia.NPS Photo · Pubblico dominio · Wikimedia Commons
Calco di una spina caudale di Stegosaurus stenops, Natural History Museum of Los Angeles County.
Calco di una spina caudale di Stegosaurus stenops, Natural History Museum of Los Angeles County.Eric Polk · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons
Blocco di calcare con resti fossili di Saltriovenator, esposto al Museo di Storia Naturale di Milano.
Blocco di calcare con resti fossili di Saltriovenator, esposto al Museo di Storia Naturale di Milano.Hectonichus · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Fonti per approfondire

  1. Formazione Morrison
  2. Cleveland Museum of Natural History, The Morrison Formation
  3. Stegosauro e T-Rex, Gizmodo
  4. Saltriovenator, Dal Sasso, Maganuco e Cau 2018, PeerJ
  5. Saltriovenator
  6. National Park Service, Dinosaur National Monument: Paleontologists Through The Ages
  7. Carnegie Museum of Natural History, Folded Forest: Defining the Jurassic Period
  8. Tschopp E., Mateus O., Benson R.B.J. (2015), A specimen-level phylogenetic analysis and taxonomic revision of Diplodocidae, PeerJ
  9. Treccani, Enciclopedia: Giurassico

Trascrizione completa

0:00Ti svegli nel Giurassico

Apri gli occhi. Sei sdraiato su un terreno secco, tra felci basse e aghi di conifera. Il cielo sta schiarendo. E il terreno, sotto di te, trema. Una volta. Poi un'altra. Come passi. Ti alzi. Davanti a te si apre una pianura enorme attraversata da fiumi, boschetti di conifere, cicadee e felci arboree. Non c'è un filo d'erba: l'erba non esiste ancora. E non c'è un solo fiore. Sei nel Giurassico superiore, centocinquanta milioni di anni fa, dove oggi ci sono il Colorado, lo Utah, il Wyoming. Hai ventiquattro ore. In questo tempo incontrerai i giganti più grandi mai esistiti sulla terraferma, un corazzato con la coda armata e il predatore che li terrorizzava. E alla fine torneremo in Italia, dove un dinosauro lombardo ha lasciato una storia che nessuno si aspettava.

1:02Quanto è lontano il Giurassico

Prima di tutto, una cosa che quasi nessuno sa. Quando pensi ai dinosauri li metti tutti insieme: il T-Rex, lo Stegosauro, il Brontosauro. Ma non si sono mai incontrati. Lo Stegosauro visse circa centocinquanta milioni di anni fa. Il T-Rex circa sessantasei milioni di anni fa. Tra loro passano più di ottanta milioni di anni. Tra il T-Rex e te, ne passano meno. Il T-Rex è più vicino a te di quanto lo sia allo Stegosauro.

1:44Un altro pianeta

Anche la Terra è diversa. Il grande supercontinente, la Pangea, si sta spaccando. L'oceano Atlantico è appena nato: è ancora un braccio di mare stretto tra America, Europa e Africa. Fa più caldo di oggi, e molto probabilmente ai poli non c'è ghiaccio. Il mare è più alto, e buona parte dell'Europa è sommersa da mari caldi e poco profondi, pieni di isole.

2:18I giganti al fiume

Segui il rumore fino al fiume. E li vedi. Una fila di colli lunghissimi che si piegano sull'acqua. Sono sauropodi: Diplodocus, lunghi più di un campo da tennis e mezzo, con una coda sottile come una frusta. Più in là, tra gli alberi, c'è qualcosa di ancora più alto. Un Brachiosauro, con le zampe anteriori più lunghe delle posteriori, che tiene il collo dritto come una gru e bruca le cime delle conifere. Il gigante più comune, qui, però, non è nessuno dei due. È il Camarasauro: collo più corto, muso arrotondato, un corpo massiccio. Si muove in gruppi, e di tutti i sauropodi di questa pianura è quello di cui abbiamo trovato più ossa. Ogni passo di questi animali pesa decine di tonnellate. Lasciano impronte grandi come vasche da bagno, che il fango del fiume a volte conserva per centocinquanta milioni di anni.

3:22La vita del fiume

Abbassa lo sguardo. Il fiume non è solo dei giganti. Tra le canne di equiseto nuotano pesci, sulle rive si scaldano tartarughe, nel fango saltano rane e salamandre. E sotto la superficie, immobili, aspettano i coccodrilli. Sono più piccoli di quelli di oggi, ma la tecnica è la stessa da centocinquanta milioni di anni: aspettare, e colpire.

3:51La coda armata

A metà mattina il caldo si fa pesante. In una radura, un animale basso e massiccio mastica piante vicino al suolo. Sulla schiena ha due file di placche enormi. È uno Stegosauro. E le placche? Nessuno lo sa con certezza. Forse servivano a farsi riconoscere dagli altri Stegosauri, forse a impressionare i rivali, forse a scaldarsi al sole del mattino. Di sicuro non erano un'armatura: erano troppo sottili. La testa è piccolissima, il cervello più ancora. Ma non farti ingannare. In fondo alla coda ha quattro punte lunghe quasi come un braccio. E non sono decorative. I paleontologi hanno trovato una vertebra della coda di un Allosauro con un foro che corrisponde perfettamente alla punta di uno Stegosauro. Qualcuno, un giorno, ha colpito. E ha fatto centro.

4:54Il predatore

Nelle ore più calde gli uccelli tacciono. O meglio, quello che c'è al posto degli uccelli: piccoli rettili volanti, gli pterosauri. Qualcosa li ha spaventati. Tra i tronchi avanza un Allosauro. Lungo otto metri e mezzo, testa stretta, due piccole creste sopra gli occhi, braccia forti con tre artigli ricurvi. È il predatore più comune di questa pianura. E non è solo. In questa pianura vivono altri due predatori: il Ceratosauro, con un corno sul naso, e il Torvosauro, più grande ancora, uno dei carnivori terrestri più massicci del Giurassico. Tre cacciatori, lo stesso territorio. Non punta i giganti adulti: sono troppo grandi. Cerca i giovani, i malati, i più lenti. E caccia vicino all'acqua, dove prima o poi tutti devono venire a bere.

5:59La stagione secca

Questa pianura non è sempre verde. Il clima ha stagioni umide e stagioni secche, e in quelle secche i fiumi si riducono a pozze fangose. Lì intorno, gli animali deboli non ce la fanno. Le carcasse restano nel letto del fiume. Poi arrivano le piogge, le piene le trascinano e le seppelliscono sotto la sabbia. È così che si formano i grandi cimiteri di dinosauri che oggi troviamo nell'Ovest americano.

6:35Intermezzo: il dinosauro di Saltrio

Adesso tieniti. La Macchina del Tempo ti porta ancora più indietro, all'inizio del Giurassico, centonovantanove milioni di anni fa. E in Italia, dove oggi c'è la provincia di Varese. Qui non c'è terra: c'è mare. E sull'acqua galleggia qualcosa di grosso. È il corpo di un predatore lungo circa sette metri e mezzo, morto chissà dove sulla costa e trascinato al largo. Affonda. Resta sul fondo per molto tempo. Pesci e invertebrati marini lo rosicchiano, lasciando graffi e solchi sulle ossa. Poi il fango lo copre. Nel 1996 un appassionato, Angelo Zanella, trova quelle ossa in una cava di Saltrio, già frantumate dalle mine. Nel 2018 gli studiosi del Museo di Storia Naturale di Milano lo descrivono: Saltriovenator zanellai. È il ceratosauro più antico conosciuto e il più grande predatore del suo tempo. Un gigante lombardo, rimasto sepolto sotto una cava di pietra.

7:46La notte giurassica

Torni nella pianura. Il sole è tramontato. Il cielo è pieno di stelle, e la Luna, centocinquanta milioni di anni fa, è un po' più vicina alla Terra di quanto lo sia oggi. Nel buio si muovono animali piccoli. Tra loro ci sono i nostri parenti più lontani, mammiferi grandi come un topo, che escono di notte per non finire nella bocca di un dinosauro. Sono loro, non i giganti, ad avere il futuro. Tra centocinquanta milioni di anni i loro discendenti scaveranno queste rocce, e daranno un nome a ogni osso.

8:30Torni a casa

Le ventiquattro ore sono finite. Chiudi gli occhi. Quando li riapri sei davanti allo scheletro di un Diplodocus, in un museo, e adesso sai quanto era vivo quel mondo. Se vuoi vedere il dinosauro di Saltrio, le sue ossa sono al Museo di Storia Naturale di Milano. Il prossimo viaggio della Macchina del Tempo ti porta a Pompei, il giorno dell'eruzione del Vesuvio. E scoprirai che nessuno sa davvero che giorno fosse. Iscriviti, e ci vediamo nel passato.

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